BUON NATALE E BUONA FINE D'ANNO
Ci si rivede nel 2004
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BUON NATALE E BUONA FINE D'ANNO
Ci si rivede nel 2004
... Cinque ... Sei ... Sette ... Otto ...
Il Griso finta e molla il colpo decisivo a Leonardo, che va al tappeto e perde copiosamente sangue, tanto che il blog si dipinge tutto di rosso. Piccolo suggerimento al campione : non strafare. Leo si esalta quando può arzigogolare e arrivare sbagliando alla conclusione che gli si sta dando dell'antisemita : l'ha fatto anche con me. E fagli 'sto regalo di Natale, Griso, non voler stravincere : digli che è antisemita, anche se non lo pensi come non lo penso io, così è contento e la smette di scrivere letterine a Babbo Natale chiedendogli di incontrare qualcuno che glielo dica, che il povero santa claus l'ho incontrato l'altra sera ad una riunione dei ciccioni non anonimi (c'era anche Ferrara, ti saluta) e mi confessava che non ce la fa più, oltretutto gli condisce le letterine con citazioni filosofiche e bandiere palestinesi e lui c'ha una certa età ... dài Griso, facciamogli 'sto regalo, anch'io ne ammiro la grande cultura (sempre detto) e se lo merita. A natale bisogna essere buoni ...
Leggende ... metropolitane
Ieri sera festeggiavamo il natale insieme ad amici. Uno di loro, un pò renitente alle sollecitazioni di sua moglie, ci racconta una storia, sentita in ufficio. Un uomo è in metropolitana a Roma. Si siede al fianco di un extracomunitario, e nota un portafoglio per terra. Lo raccoglie, lo porge all'extracomunitario e gli chiede se sia suo. L'altro sorridendogli gli risponde di si, e lo ringrazia : apre il portafoglio, gonfio di banconote e gliene offre qualcuna per ricompensa. L'uomo rifiuta ringraziando a sua volta, e l'altro insiste. L'uomo continua a rifiutare cortesemente, e dice che se fosse stato lui a perdere il portafoglio avrebbe gradito che qualcun altro glielo avesse fatto notare, e che non c'è bisogno di regali : lo scambio avviene in maniera assolutamente civile e gentile. L'extracomunitario, allora, gli dice : "Allora te lo faccio io un bel regalo di Natale : non prendere la metropolitana qui a Roma durante queste feste natalizie" : e poi si alza e se ne va.
Che dire ? A me sa tanto di leggenda ... metropolitana. Ne ha tutte le caratteristiche : ti arriva di terza o quarta mano, chi te la racconta è scettico, è strana ma non impossibile, si riferisce a qualcosa di attuale, fa gioco su una paura che comunque esiste, anche se non è vissuta come preponderante, e sull'ignoranza per cui l'extracomunitario è per definizione affidabile come latore di queste notizie. Ognuno di noi sa bene che non sia possibile confutare al cento per cento la possibilità che ci sia un attentato nella metropolitana di Roma durante le feste di Natale. Temo sia impossibile poter essere certi che non avverrà : oltre tutto, la metropolitana di Roma è difficilmente proteggibile da qualsiasi tipo di attentato, perchè trasporta quasi il doppio delle persone per le quali è stata costruita ed è dimensionata. Allo stesso tempo, non mi sembra sia il caso di cedere a qualsiasi voce giri, a qualsiasi timore si possa avere. Arrivo buon ultimo a dire che fondamentalmente è proprio questo senso di paura di qualcosa di indefinito (e quindi di tutto) diffuso qui in Occidente che volevano e vogliono coloro che hanno dichiarato guerra alle nostre società, pretendendo ingiustamente di parlare in nome di una civiltà che non è giusto rappresentare con questi estremisti. E tuttavia, anche facendo leva sul buon senso e giudicando la storiella come una leggenda metropolitana, si ha dentro di noi la percezione che c'è la speranza di non dover essere smentiti da un nuovo attentato. E' vero che sarebbe il primo in Occidente dopo l'11 settembre : ma chi dice che qui non ce ne saranno mai ? E' vero che un attentato a Roma durante le feste natalizie sarebbe di fatto una dichiarazione di guerra al mondo cristiano : ma l'11 settembre cos'è stato se non una dichiarazione di guerra all'Occidente ? E così, si fa finta di niente, pur sapendo che in un angolo del nostro cervello rimane un piccolo sospetto, che ha fatto capolino questa mattina mentre si aprivano le porte della metro davanti ai miei occhi alla fermata "Cipro - Musei Vaticani" : dove è salita tanta gente, di ogni etnìa, ma se c'era qualche poliziotto era proprio camuffato bene bene.
Last Christmas I gave you my heart
Metto a posto il passaporto, ci attacco la marca da bollo che più di ogni altra cosa lo qualifica come “italiano”, ne controllo ancora i timbri – sempre troppo pochi, per chi vorrebbe vedere ogni parte di questo strano mondo – e mi cade l’occhio su quello del 2002. E’ passato un anno esatto da quando ho messo piede per la prima volta negli Stati Uniti, tanto sognati, tanto amati, per un pezzetto di quel viaggio che dovevamo fare nel settembre del 2001. Era il nostro originario viaggio di nozze : il capo ed io avevamo programmato tutto, nei minimi termini. Lista di nozze presso l’agenzia di viaggi – avevamo già arredato la nostra casetta, già vivevamo insieme da quasi due anni – e giro della costa est : New York, Washington, Buffalo con Niagara Falls, New Orleans, Orlando, Miami e poi casa. Venti giorni, di più non eravamo riusciti ad avere : il 22 settembre il giorno della nostra festa, il matrimonio di rito civile con tutti i nostri parenti ed amici ; il 12 ottobre il matrimonio di altri amici, e la fine delle ferie, e in mezzo il viaggio. Le ragazze dell’agenzia di viaggi non avevano mai visto una coppia di clienti così determinati : avevamo scelto tutto noi, compresi gli alberghi dove dormire. Tutto prenotato, tutto organizzato, tutto perfetto. Poi, l’undici settembre. Il dramma. La rabbia. La voglia di non partire, di non fare più alcun viaggio. Quella voce dentro di me che mi diceva di volerci andare lo stesso, non appena si fosse riaperto lo spazio aereo. Ma la consapevolezza di non poter costringere la persona più importante della mia vita a fare un viaggio di nozze nella preoccupazione e nelle inevitabili difficoltà del post 11 settembre. Perdemmo un’occasione, sicuramente : di vedere come un popolo si rimetteva in piedi, reagiva a quello che gli era stato fatto, dimostrava al mondo che si sarebbe ripreso più forte di prima. United we stand, sarebbe stato il motto . ma un viaggio di nozze si fa una volta sola nella vita (si spera). Le ferie già le avevamo prese, il credito presso l’agenzia di viaggi era frutto dei regali dei nostri amici, che si strinsero attorno a noi capendo la nostra delusione. Quasi abulici andammo in agenzia, senza avere un’idea precisa su come sostituire in fretta e furia quel viaggio che avevamo programmato per mesi, e sognato per anni. La scelta cadde sul Messico, ma niente avrebbe potuto prendere il posto del nostro viaggio, e difatti non lo fece, al di là della nostra felicità (la felicità è una festa mobile, diceva il nostro invito matrimoniale).
Così lo scorso anno, in grande fretta e senza dire a nulla a nessuno (ancora oggi la meta della nostra partenza natalizia di quest’anno è top secret per quasi tutti), organizzammo il Natale a New York. Partenza il 21, ritorno il 26. Oggi è un anno dal giorno in cui atterrammo a Newark, e prendemmo un taxi di un curioso giamaicano con i coprisedili di pelliccia che non aprì bocca fino a quando, al primo ponte, si girò e mi fece : “gimme one dollar”. Arrivammo da Hell’s Kitchen fino all’albergo, un po’ rintronati dal viaggio e dai grattacieli, come due sprovveduti provincialotti. Ci riposammo un po’, e poi uscimmo sulla quarantaduesima, imbacuccati per il freddo. Due isolati, diceva la mappa, e poi a destra : e girando l’angolo ci ritrovammo nel tardo pomeriggio dell’ultimo sabato prima di Natale a Times Square, l’ombelico del mondo. Fu … incredibile. Non lo posso spiegare a chi non c’è stato, non sono capace. Ma fu una delle emozioni più forti mai vissute in vita mia, come tutti i giorni che seguirono e che volarono. Il capo arrancava dietro di me, lei che è sempre più veloce del sottoscritto e del suo dolce peso : non mi fermavo, non mi stancavo, poi la vedevo indietro e la aspettavo, curioso di mangiarmi questa grande mela che mi faceva sentire piccolo piccolo. Era una sensazione strana, perché io da Roma avevo sempre giocato il ruolo di quello che nella grande città ci è nato, e accoglie quelli che vengono dai paesini limitrofi con un’aria che se non era di sufficienza era comunque di abitudine al grande. Lì, a Manhattan, catapultato nel posto più bello, più grande, più vivo del mondo, ero come un bambino nel paese dei balocchi, desideroso di vedere e vivere tutto : andammo a vedere l’albero al Rockfeller Center con la pista di pattinaggio, sull’Empire State Building colorato a festa, percorremmo in lungo e in largo downtown, il Village, Soho, Little Italy, Chinatown, Tribeca ; visitammo l’ONU, che tanto avevamo ammirato durante i nostri studi di scienziati politici e che oggi a me appare così lontana dall’ideale scritto su quei libri di testo e che il capo vive con strana distanza pur lavorando in una delle sue agenzie ; cenammo con mio zio Poldo nel suo ristorante / caffè accanto alla Columbia University, dove mi raccontò come fosse arrivato a New York decenni fa senza un soldo, e come oggi avesse un paio di appartamenti, una bella villa vicino Chappaqua e quel bel ristorante dove si organizzavano serate di canto lirico con gli studenti della Columbia ed una pianista russa dallo stranissimo accento ; prendemmo il traghetto per Miss Liberty e per Ellis Island ; camminammo per Central Park, senza riuscire ad arrivare al Reservoir ; visitammo Harlem ed assistemmo la domenica mattina alla messa nella Abissinian Baptist Church, dove le signore di una certa età arrivavano tutte precise e vestite a festa - perché di festa si tratta, la messa – e dove vennero battezzati una trentina di nuovi fedeli, perché nella chiesa c’è proprio una piscina al lato dell’altare. Io passai i primi cinque minuti a chiedermi perché tutti rispondevano “Hey Man”, che poteva sembrarmi un moto di approvazione ma insomma, dirlo sempre sembrava strano, e poi mi diedi dello scemo e capii che dicevano “Amen”, che si pronuncia nello stesso modo (non sono abituato a stare in chiesa, ma questo ormai lo sanno tutti). Cantarono i cori gospel più belli che conosco, e fuori della chiesa c’era un signore che gentile ma fermo invitava a fumare, se proprio dovevano, sul marciapiede opposto a quello della chiesa. Poi andammo a Ground Zero. Il silenzio, l’emozione, i brividi … mai avrei pensato che un buco in terra, un semplice, gigantesco, immenso buco in terra mi potesse fare tanto effetto. Piansi, senza curarmi del fatto di poter sembrare un sempliciotto, e non mi vergogno di averlo fatto o di scriverlo qui : piansi a lungo, le lacrime calde mi scorrevano lungo le guance e io stavo lì, a vedere la foto scattata dall’alto con le macerie ancora fumanti lo stesso esatto giorno in cui io sposavo la donna più magnifica del mondo. Lessi molti dei messaggi appesi lungo la recinzione della chiesa di fronte a Ground Zero, ed entrammo a visitarla : oggi è un museo, un omaggio ai caduti di quel giorno. Se ci penso, anche solo a scrivere queste righe ho il cuore in gola. Natale fu eccezionale : la mattina piovve a dirotto, ma noi andammo a Times Square a fare compere : tutti i negozi erano aperti, e mangiammo in un deli gestito da pakistani (pensai allora quanto fosse strano il mio pranzo di Natale, senza poter immaginare che quest’anno lo avremmo fatto addirittura sull’aereo). Poi la pioggia smise, e andammo all’appuntamento con i nostri amici Daniella and Bruno, a Grand Central Station : una passeggiata, un viaggio in metro, ed eccoci nel loro appartamento, nell’east river. Eravamo al trentesimo piano, e cominciò a nevicare : fu spettacolare, mangiammo il tacchino e parlammo di New York, guardammo le foto scattate durante la loro permanenza ed ascoltammo i loro racconti su come fosse la vita nella grande mela, mentre fuori la neve cadeva copiosa ed imbiancava tutta la città. Trovammo un tassista dell’est europa, completamente matto, che ripeteva urlando “Times Square, I can do it” mentre ci portava a destinazione, sgommando ad ogni semaforo sulla neve. Dai finestrini vedevamo i portieri degli stabili di lusso che spalavano la neve dalle porzioni dei marciapiedi antistanti le uscite dei grattacieli dove lavoravano … arrivammo a Times Square, e con la neve era ancora più magnifica. Poi andammo in albergo, ci asciugammo e ci cambiammo, e scendemmo nella hall per una buona cioccolata calda e per guardare fuori dai vetri New York di notte sotto la neve. Lo spettacolo era meraviglioso, io scoprii che era lì dove avrei voluto stare per sempre. Il giorno dopo facemmo un sightseeing, non ci permisero di andare sulla parte scoperta del bus perché piovevano pezzi di ghiaccio dagli alberi, sciolti dal sole che arrivò dopo la neve del giorno prima. Tornammo a casa, e fummo presi da una nostalgia intensa per New York, che dura ancora oggi. I primi giorni stavamo come quelli della pubblicità di una nota società che organizza crociere : ci sorprendevamo a pensare a New York con le lacrime agli occhi. A me non è più passata, anche se poi a tutto ci si abitua, anche a tornare a vivere a Roma che rimane certo una bellissima città che amo molto. Fu strano anche passare il capodanno con i nostri migliori amici, quelli storici, in un agriturismo in Toscana : eravamo come ipnotizzati, la nostra mente tornava a New York, passammo tre giorni come amebe mentre attorno a noi tutti dipingevano le bellezze della vita in agriturismo e mangiavano come delle cavallette incinta. Noi avevamo lo sguardo assente, le nostre menti ed i nostri cuori erano lontani da lì. Oggi è il 21 dicembre 2003, un anno fa scoprii il posto più bello del mondo che pensavo fosse bello ma non immaginavo quanto. Festeggio socializzando con il mio blog il mio amore per New York … come se non si fosse capito. Portate pazienza, se vi sembro ingenuo e provinciale. Lo so che negli Stati Uniti ci sono altri posti completamente diversi da New York, lo so che sotto Natale quel posto è ancora più splendido, lo so che la vita costa eccetera eccetera. Lo so, però I love New York, e non vedo l’ora di tornarci.
Quelli che l'effetto domino in Medio Oriente non esiste ... oh yeah
L'effetto domino ? Che è 'sta scemenza ? Questi neoconi sciocchi che pensano di aver conquistato qualcosa semplicemente perchè in due anni due paesi non sono più sotto regimi violenti e tirannici ... questi neoconi di coccio. Non c'è nessun effetto domino. Tutto nel mondo arabo è rimasto uguale. Il mondo è ancora più a rischio. Gne gne. Gne gne. Poi leggi che "la Libia ha detto di essere pronta a distruggere le armi di distruzione di massa in suo possesso in una dichiarazione emessa dal ministero degli esteri di Tripoli. La Libia ha ammesso che stava lavorando a un progetto relativo alle armi nucleari ed era vicina a raggiungere l'obiettivo di dotarsi della bomba atomica. Ha anche mostrato significative quantita di agenti chimici''. Però che ci venga un colpo a noi neconi se ci rimettiamo a parlare di effetto domino tra i tiranni arabi. Facciamo la rima ? Come prima col cardinale, se ci penso uguale uguale, buon natale anche a brodo primordiale.
Scopatori di tutto il mondo, unitevi (sotto le finestre del papa : ma solo se siete eterosessuali, sennò vergogna, e comunque non usate il preservativo)
Rispondo non brevemente alle osservazioni che mi vengono poste nei commenti a questo post a proposito della questione della fecondazione assistita, e della legge che ne sancisce la morte. Non riesco a riassumere tutta la discussione e lo farò a grandissime linee, si parte dal presupposto che a chi interessa si possa leggere i precedenti compreso il fatto che per discutere qui si debba garantire un tono rispettoso altrimenti sciò.
A Mauro, il mio interlocutore, in realtà io ho già risposto sui commenti a questo post sul blog del mio amico spino. Evidentemente, però, per essere accusato poi di ripetere sempre le stesse cose trite e ritrite bisogna farmi ripetere i miei pensieri, e mi sembra giusto : altrimenti non sarebbero triti e ritriti. Per sfuggire da questo circolo vizioso nel quale mi si getta, dovrei avere ogni volta una differente argomentazione. Lascio a tutti, nessuno escluso, ogni commento su questo giochetto. Ma andiamo avanti. Nei commenti sul blog dello spino Mauro mi diceva di aver vissuto esperienze poco allegre circa il loro desiderio di avere un figlio (ah no, aspetta : dimenticavo che noi non saremmo legittimati a desiderare di avere figli. Non so come spiegarlo, se mi devo immedesimare nelle opinioni sue e di altri, visto che alla fine i figli sono solo ed esclusivamente un dono – mentre per me sono anche un dono, ma non solo un dono - e quindi noi in definitiva non c’entriamo un cazzo. Diciamo che Mauro ha avuto una dolorosa esperienza nella consegna del dono, che si è purtroppo sostanziata in vicende dolorose circa le quali non si può che portare il massimo rispetto). Io gli chiedevo, a proposito del rapporto con sua figlia : “voi l'avete voluta, avete lottato per averla, la avete difesa, accudita, cresciuta, e lo farete con tutto il vostro cuore. Lo avreste fatto anche se non foste stati sposati, se fosse stata concepita in provetta, con fecondazione omologa o anche eterologa, o se fosse stata adottata. O vuoi forse farmi credere che in uno di questi casi non le avreste voluto il bene che le volete ? Io non ci crederei, sono invece sicuro di quello che dico : avreste smosso il mondo per lei, allo stesso identico modo. Perchè per essere un genitore non basta infilare un muscolo dentro un altro muscolo e poi agitarsi un pò : essere genitore non si esaurisce solo in questo”.
Nessuna risposta. Niente. Non so capire senza che lui me lo dica se davvero chi si danna così tanto per avere un figlio avendo la sfortuna di non riuscirci per le vie più naturali e gustose (che vi offendete se le chiamo gustose ? nel caso, se credete, fatemelo sapere) debba essere considerato uno che ama di meno i figli, e gli si debbano dunque mettere i bastoni tra le ruote a tutela dei poveri embrioni, assimilati ad uomini e donne dotati di intelletto, che non si possono esprimere. A me sembra che sia piuttosto il contrario, escludendo i casi patologici che esistono in ogni settore, e che non possono costituire la ratio della legge, mai.
Nello specifico, in ogni caso, la discussione sul mio blog si è sviluppata perché Mauro sostiene che “la legge non prevede l'impianto coattivo se la donna dovesse revocare il consenso. Infatti non sono previste sanzioni in questa ipotesi”, e che io, “liberissimo di rispolverare obsoleti luoghi comuni anticlericali che c'entrano come i cavoli a merenda” (grazie sire, della sua concessione con annessa frecciata), propagherei falsità e avrei dovuto leggere la legge (cribbio !), “prima di partire lancia in resta per combattere i mulini a vento”. A questo punto io (che dico quello che dicono milioni di persone, evidentemente tutti impegnati a rispolverare obsoleti luoghi comuni anticlericali senza documentarsi al fine di propagare falsità con l’obiettivo di partire lancia in resta contro i mulini a vento : una gigantesca allucinazione di massa a livello mondiale, secondo il crociato Mauro) ho ribadito che certo, nella legge non c’è scritto “la donna viene violentata e forzata ad aprire le cosce anche se non lo vuole”, ma sarebbe anche stato abbastanza infantile aspettarsi ciò. Rispondendo, legge alla mano, articolo per articolo, dimostravo (ma non secondo Mauro) che l’iter rigoroso e senza vie d’uscita previsto dalla legge non lascia altre soluzioni se non quella di impiantare a forza nella donna, che per ipotesi avesse deciso di ritirare la propria volontà, gli embrioni frutto (si può dire frutto, o do l’impressione un po’ mengeliana di considerare i poveri esserini senz’altro vivi ad un pompelmo rosa ? anche qui, fatemi sapere che mi regolo) della fecondazione assistita. Dal che discenderebbe che sarebbe un po’ ipocrita negare l’evidenza, che fine farebbe l’embrione da tutelare e quale destino spetterebbe alla donna ? Mi dice Mauro che sbaglio, perché la legge non prevede sanzioni. E quindi no, non c’è forzatura. Tutto bene.
Per prima cosa, qualche precisazione alle inesattezze contenute nel commento di Mauro, che è uso trasformare quello che scrivo io in quello che lui amerebbe leggere per sanzionare pesantemente le orrende parole del suo interlocutore : un giochetto stantìo, al quale francamente mi presto per l’ultima volta invitandolo a cominciare a rispettare gli altri. Mauro, io non ho mai scritto – come tu invece mi addebiti - che le analisi sugli embrioni “avrebbero come unico scopo lo scarto degli embrioni non perfetti” : è una tua perversa estrapolazione di quanto da me sostenuto, e non ti fa onore. Poi approcci al problema del fatto che esistono milioni di disabili al mondo, e provocatoriamente chiedi : “Vogliamo dire loro che sono degli "errori" nati perché le diagnosi prenatali non erano abbastanza avanzate o hanno sbagliato? Vogliamo dire a quei genitori che hanno sprecato il loro tempo amando una persona di serie B? Vogliamo arrogarci il diritto di dire che quelle persone disabili avrebbero preferito non esistere invece di vivere per essere amati e amare anche se con qualche sofferenza fisica o psichica?” E’ assolutamente fuori luogo che tu lo scriva in risposta a me, perché non solo non ho mai scritto nulla che possa dare adito a questa tua risposta, ma ti ho anzi specificato sul blog dello spino che il mio pensiero è come il tuo, e ci mancherebbe altro. E allora è strumentale che tu usi questo argomento come se dovessi ribattere ad una mia supposta quanto inesistente voglia di rupe tarpea : è una tua perversa estrapolazione di quanto da me sostenuto, e non ti fa onore. Continua, Mauro, dispensando con benevolenza natalizia la sua idea di buon senso estendondela urbi et orbi e illuminando l’universo mondo sul fatto che l’embrione potrebbe rimanere nel freezer ad libitum “per causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione”. E quindi, mi aiuta Mauro a finirla con il mio propagare falsità, è perfettamente lecito ed auspicabile, costituendo ciò la soluzione alternativa all’impianto forzato degli embrioni, che la donna venga monitorata costantemente circa il suo stato di salute fino a quando non verrà sancito che sta bene ed è pronta per l’impianto degli embrioni, che nel frattempo nel criocongelatore possono stare lì “anche 10 anni”. Dunque i difensori della legge ammettono come soluzione illuminata, l’unica possibile, il fatto che una donna venga obbligata ad essere visitata vita natural durante al fine di constatare il suo miglioramento di salute (e se il medico dice che sta bene e lei non è d’accordo che succede ? esattamente quello che dico io, la legano ad un lettino e le impiantano l’embrione. E se guarisce a 60 anni che si fa, le si impianta l’embrione o ciò che ne è rimasto a quell’età ?) per poi “donarle” (perché il figlio è solo un dono, non dimentichiamolo) l’embrione criocongelato da illo tempore, che nel frattempo probabilmente non è più nulla ammesso e non concesso che fosse all’epoca un essere umano, e al quale dunque - da essere umano da difendere dai perfidi sterminatori tra i quali mi annido anch’io – si è destinata la morte per legge in un freezer, in questa fredda fossa comune nella quale giacerebbe insieme ai suoi colleghi tutti felici di essere tutelati dai bravi ragazzi come Mauro e tutti i cardinali esistenti al mondo (ma no, la legge non c’entra niente con la dottrina cattolica : è un caso che la posizione della chiesa faccia da stella polare a questa legge per ammissione esplicita di alcuni di quelli che l’hanno votata. La dottrina della chiesa dice tutta un’altra cosa, anzi va proprio in direzione opposta : eccome no). Questa sarebbe la soluzione alternativa ? Per questo la donna e l’embrione sono tutelati ? Una è destinata ad essere sottoposta a visite per tutta la vita, e a ricevere forzatamente l’innesto quando un medico – o un giudice – decidesse che è pronta, una specie di cuccuma dove buttare la pasta quando il cuoco ha deciso che è ora ; l’altro sarebbe destinato a starsene per tempo indefinito in un freezer, e poi essere impiantato a forza in una donna che non lo vuole o in alternativa ad essere scaricato nel water. Cazzo, ma come faccio a non capire che tutto è fatto per difendere donne ed embrioni dai noi cattivoni ?
Tirando le fila, alcuni punti cardine. E’ sbagliato, e stupido, e inutile ai fini della comprensione delle posizioni altrui stabilire la perfezione dell’equazione ricerca = esperimenti perversi. Ti facilita il compito di difendere le tue posizioni, ma è uno stravolgimento della realtà, l’affermazione che chi si oppone a questa legge vorrebbe far passare la selezione della specie. A parte che io un figlio biondo non lo vorrei, perché per me l’importante sarebbe solo ed esclusivamente che fosse frutto dell’unione tra me e chi amo e mi ama, è orrendo che si decida di dare patenti di bravi e legittimi genitori solo a coloro che riescono ad avere figli con il metodo naturale, quello più bello, quello più gioioso. Si finisce per sostenere che se un uomo e una donna ubriachi fradici scopano una sera e fanno un figlio questi sarebbero per forza genitori migliori di due poveracci che avendo problemi di sterilità si sottopongono a pratiche dolorose, costose, umilianti, difficili : in primo luogo per la donna, che è sempre tutelata poco o per niente quando c’è di mezzo il riferimento all’etica cattolica. Limitare la possibilità di questi ultimi serve solo a farli andare all’estero, ovunque per il loro dramma si provi più rispetto e li si voglia aiutare ad avere un figlio che ameranno con tutto il cuore. Non sto dicendo che l’unico parametro per prevedere quanto si possa amare un figlio è la facilità con la quale lo si concepisce, per cui i due che scopano lo ameranno di meno dei due che si dannano per essere aiutati : ma non è nemmeno possibile sostenere il contrario, e se si ragiona per estremismi allora è certamente più vera la prima affermazione piuttosto che il suo contrario. Per non parlare delle coppie gay che vengono bollati senza speranza come inadatti ad essere genitori solo perché non fanno parte della canonica concezione di famiglia, come se due uomini o due donne che si amano non siano in grado di amare un bimbo, in assoluto. Qui, nella legge che tu difendi, Mauro, si stabilisce il principio per cui basta essere eterosessuali per essere un buon genitore : non so da che parte cominciare per descrivere quanto sia scema questa affermazione, chi non lo capisce da solo deve rinunciare al mio aiuto. Certo che per parte mia, e non ammetto che questi vengano definiti “obsoleti luoghi comuni anticlericali radicali”, passerò tutta la vita a difendere chi è omosessuale da questi pregiudizi e da parole come quelle di Ratzinger nel post precedente a questo. Quando stirerò le zampe, spero il più tardi possibile, non ci sarà un solo momento della mia vita in cui non avrò combattuto queste discriminazioni : se ne faccia una ragione chiunque ha interesse a discutere con me, e su questo altro che roncola, sono pronto a menare le mani perché finora l’unica volta che ho fatto a botte in vita mia è stato per questo motivo.
Per concludere, Mauro, sorvegliato speciale e tutti coloro che difendono questa legge. Non fate finta di non sapere che la mia posizione è quella di milioni di persone. Non fate finta di non sapere che ci sono donne, scienziati, medici, ginecologi, ricercatori che stanno protestando vibratamente per questa legge. Non fate finta di non sapere che è sciocco dire “facciamo la legge, poi la possiamo migliorare”. La legge si fa nel migliore dei modi possibili, accogliendo istanze della società e della scienza, ascoltando tutte le voci legittimate a parlare, soprattutto su argomenti fondamentali come questo, e non la si fa di fretta per fare un regalo di natale al papa : rimettere le mani su un argomento poco dopo averci legiferato sopra è qualcosa che non avverrà mai, lo sappiamo tutti ed è ipocrita chi fa finta di non saperlo. Non fate finta che questa legge non sia un’anomalia mondiale, qualcosa che non c’è in alcuna altra parte del mondo, e non fate finta di non capire che dipingere chi la avversa come lo dipingete voi significa estendere questo giudizio a tutti i cittadini di questa terra che vivono al di fuori di questo paese : anche Ferrara sta lentamente capendo di aver pestato una merda, e comincia a scrivere che la si può anche cambiare ma l’importante è aver fatto riflettere la gente. Vi raccomando questo articolo apparso sul riformista di due giorni fa, trovato grazie a questo blog che lo riporta e che ringrazio per averlo fatto. Io mi sono letto quelli da voi linkati, voi leggetevi questo, che oltre tutto introduce anche un problema tralasciato dal dibattito finora intavolato, e che non mi sembra affatto di secondo piano. La realtà, secondo me, è che vi manca l’accettazione del libero arbitrio. Perchè vi si riconosce e si difende con le unghie la vostra libertà di fare o non fare ciò che credete sia giusto o sbagliato, ma quando si giunge al vostro turno di riconoscere agli altri la medesima libertà vi mettete a parlare di eticità e volete imporre i comportamenti che voi terreste a chi non condivide la vostra fede. Se vi trovate bene così, sono problemi vostri. Io nei panni di quello al quale si nega il libero arbitrio non mi ci diverto e non sto zitto : un figlio è anche un dono (per me non del signore), ma è anche l’unione di due persone, un progetto di amore, la scommessa sulle proprie responsabilità, l’eredità della propria essenza, l’impegno a dedicarsi a qualcuno che non sei tu, un diritto che coinvolge non solo te stesso ma senza che ciò significhi che l'essere genitori si esaurisca nell'accettare quello che viene e ciccia. Io lo fo (anche) per piacer mio, (certo) non per dare un figlio a dio.
Niente di nuovo, per carità
Sto navigando da qualche giorno, per lavoro, tra i siti di tutto quanto è cattolico in Italia. Chiesa, azione cattolica, cei, università lateranense, gesuiti, pax christi, vaticano ... non mi sto facendo mancare proprio nulla. E' interessante, c'ho un pò i brividi ma sarà il freddo che prendo in motorino ... brr. Ogni tanto mi si apre la foto di uno di questi dei quali conoscevo solo il nome, ed è tutto un programma : avete mai visto la foto del temibile cardinale Ratzinger ? E' questo qui a fianco, ci ho messo un po' a riprendermi dallo spavento. Vabbè, sant'uomo, non se la prenderà per il mio moto sarcastico, giacchè è in altre faccende affaccendato. Navigando qua e là ho trovato un documento della congregazione per la dottrina della fede, il cui prefetto è appunto il simpatico crucco di cui sopra. E sotto l'annuncio che a marzo di quest'anno si era incontrato con il capo, quello che per dogma non sbaglia mai, mi trovo spiattellato questo documento. Intendiamoci, niente ma proprio niente di nuovo, tutte cose risapute e stradette. Però ogni tanto fa bene ricordarle, perchè dispiegano il proprio effetto in ogni momento, e non solo quando qualcuno ce le ricorda. Raccomando in particolare questo passaggio denominato "atteggiamento nei confronti del problema delle unioni omosessuali" : "Sono perciò utili interventi discreti e prudenti, il contenuto dei quali potrebbe essere, per esempio, il seguente: smascherare l'uso strumentale o ideologico che si può fare di questa tolleranza; affermare chiaramente il carattere immorale di questo tipo di unione; richiamare lo Stato alla necessità di contenere il fenomeno entro limiti che non mettano in pericolo il tessuto della moralità pubblica (non sia mai, nota del blogger) e, soprattutto, che non espongano le giovani generazioni ad una concezione erronea della sessualità e del matrimonio, che le priverebbe delle necessarie difese e contribuirebbe, inoltre, al dilagare del fenomeno stesso (qualcuno ha detto "scandalo dei preti pedofili" ?, arinota del blogger, ma quant'è birichino questo blogger). A coloro che a partire da questa tolleranza vogliono procedere alla legittimazione di specifici diritti per le persone omosessuali conviventi, bisogna ricordare che la tolleranza del male è qualcosa di molto diverso dall'approvazione o dalla legalizzazione del male". Punto. E già : la legalizzazione del male. Vado a farmi una dose di maalox. Buon Natale anche al cardinale Ratzinger.
Ladies and gents : The Freedom Tower
da ANSA - Con una cerimonia nella Federal Hall, storico edificio pubblico di fronte alla Borsa di Wall Street, New York presenta oggi al mondo la Freedom Tower, il grattacielo di oltre 540 metri che sorgera' nell'area dove fino all'11 settembre 2001 si trovavano le Torri Gemelle. Il sindaco Michael Bloomberg e il governatore George Pataki sveleranno il disegno definitivo di quello che sara' l'edificio piu' alto del mondo, realizzato dopo una lunga fase conflittuale da due architetti di fama internazionale, Daniel Libeskind e David Childs. Slitta invece a gennaio la decisione sul progetto vincitore nel concorso internazionale per il memoriale che dovra' ricordare le oltre 2.700 vittime del Wtc. La giuria chiamata a scegliere tra otto finalisti non riuscira' a pronunciarsi entro la fine dell'anno, come promesso, ed ha chiesto una proroga.
PRESO !
Preso il dittatore. Arrestato il tiranno. Catturato il despota. Blindato l'assassino. Felici tutti gli irakeni che ne hanno patito gli scempi. Entusiasti gli uomini liberi del Medio Oriente. Spaventati coloro che in Iran, Siria, Yemen, Arabia Saudita, Marocco, Egitto, Tunisia cercano di capire come sfuggire al contagio democratico che lento, ma inesorabile, si diffonde quotidianamente. Contenti coloro che hanno appoggiato la liberazione di un paese che ha sofferto troppo a lungo. E quelli che ci prendevano in giro, che dicevano che non lo avrebbero mai preso, che descrivono gli alleati come imperialisti invasori, che si auguravano e si augurano la vittoria di quella che ipocritamente chiamavano e chiamano resistenza ... che aggettivo usiamo per loro ? Sapete che c'è ? Sceglietevelo voi. Io sono troppo impegnato a festeggiare il popolo irakeno, il popolo americano, ed una bella giornata occidentale. In Iraq stanno festeggiando, ora, in questo momento. Mettetevelo nella capoccia. Festeggiano. Il loro despota è stato catturato dentro una cantina, come un sorcio maledetto, dalle truppe americane. A loro il popolo irakeno dirà grazie, e a coloro che li hanno supportati, aiutati, appoggiati. Si festeggia, dalla parte giusta.
Sono forse io un mostro ?
Breve riassunto delle puntate che precedono questo post. Qualche giorno fa sul Foglio, che io abitualmente leggo ed apprezzo molto, Giuliano ferrara ha scritto un articolo in difesa della legge che si sta dibattendo nel parlamento italiano circa la fecondazione assistita : o meglio, di quello che rimane - poco e niente - della fecondazione assistita dopo che ci è passata la restaurazione clericale alla quale stiamo assistendo, che è stata giustissimamente motivata dal mitico Senatore D'Onofrio con il desiderio di fare un regalo di natale al papa, della serie e meno male che natale viene solo una volta all'anno. L'articolo di Ferrara ha provocato molte critiche e molti consensi - io ho visto più le prime, ma tant'è - e dal mio amico Sorvegliato Speciale, col quale già in passato ho incrociato le lame su questioni religiose ho ricevuto la richiesta di dire la mia. Lusingato ho ringarziato, e ho detto andando un po' di fretta come la pensavo, già sapendo che non me la sarei cavata così facilmente. Il mio amico mi ha risposto assegnandosi il punto, mentre nel frattempo anche sul Foglio impazza come è giusto che sia il botta e risposta. Qui c'è la mia risposta al sorvegliato. To be continued ...
E vabbè, le solite chiacchiere preconfezionate. Ma tu sei l’arbitro o il giocatore ? I punti chi li assegna ? Amico mio, o fai l’uno o fai l’altro, tutti e due no. Mi sembra che tu ambisca, più che legittimamente, a giocarla, questa partita. E allora, che giudichino gli altri. Io rispetto loro ed il tuo pensiero. Però continuo a leggere nelle tue parole – ed in quelle di Ferrara – la insopprimibile voglia di omologare sulle vostre posizioni chi non la pensa come voi. Davvero, leggi nelle mie parole la volontà di obbligarti a comportarti come mi comporterei io ? Sarei curioso di sapere dove. Ma quando invece mi si dice che certe cose io non le posso fare, perché altri non le farebbero, allora altro che roncola, mi tiro su le maniche e se c'è da menare in difesa di un diritto eccomi, come mi è capitato l'unica volta in cui ho fatto a botte in tutta la mia vita. Hai ragione, sono ideologico : la mia ideologia è la libertà, che fa rima con laicità. Non piace ? Va benissimo. Ma non puoi spacciare per laico chi professa la propria fede (e fa benissimo) e pretende di estenderne il risultato anche a chi non la pensa come lui (e fa malissimo). Io ho 34 anni, una moglie che adoro, e il problema me lo sono posto. Fare figli … che vuol dire ? Non è un diritto ? Lo è ? A me proprio non va di passare per quello che voi cattolici credete sia lo stereotipo del laico, quello con pochi valori e così via e poco illuminato dalla luce della fede. Fare un figlio è una cosa bella e difficile, responsabilità enorme e miracolo incredibile, pesante fardello e grande soddisfazione. Significa dedicare la propria vita ad un altro che è parte di te ma anche sè stesso, significa inventare una cosa con la persona che ami, nel senso di donare la vita e poi aiutare chi è nato sacrificando il proprio tempo, la propria vita, il proprio necessario ... per avere in cambio cacca e amore, una fantastica avventura e qualche arrabbiatura, tanti soldi spesi, un mare di responsabilità e un'esplosione di gioia per ogni sorriso che ricevi. Avere un figlio ... è qualcosa che in quanto a problemi, spese e fatiche si può anche arrivare a capire quando non si è genitori, ma mai ci si può immedesimare nella fantastica esperienza di sentirsi chiamare mamma o papà, di esser realmente orgogliosi per una poesia recitata a memoria, per la dimostrazione che, magari, qualcosa di noi ci sopravviverà con una diversa personalità ma forse anche un amore che non morirà con il nostro corpo. E’ un diritto tutto ciò ? Si. Ma non solo questo. Ci sono cose che si possono definire diritti, e basta : il diritto allo studio, alla libera circolazione … ma quando la cosa coinvolge un altro essere umano (non sto parlando di embrioni, a differenza di voi), non può esaurirsi tutto in un semplice diritto soggettivo dei genitori. Eppure … eppure come la vuoi chiamare quella cosa per la quale si aiutano gli uomini e le donne a procreare ? I bambini nati in provetta cosa sono, se non il frutto dell’aiuto della scienza a godere del diritto di essere genitori ? Se la scienza va avanti, perché volete attribuire ogni progresso al demonio e dipingere come perversi ideologizzati senza un valore coloro che chiedono di essere aiutati ? Siamo ancora al "non lo fo per piacer mio ma per dare un figlio a dio" ? Mi arrabbierò molto con chiunque si azzardasse a dirmi che l'ha voluto il cielo, e non mia moglie ed io. E’ stupido sostenere che avere un figlio sia solo un diritto : almeno quanto sostenere che non lo sia. Ma la cosa più stupida, lo dico con il massimo del rispetto, è stravolgere il mio pensiero fino ad attribuirgli il paragone tra figli e carote. Perché andare così palesemente fuori strada ? Perché sottolineare che Ferrara – che mi piace moltissimo, questo sia chiaro – ha coscienza dell’umano ? E perché, chi non la pensa come lui e come te, caro sorvegliato, non ce l’ha ? Ma davvero da quello che io esprimo tu ricavi che qui c’è qualcuno che non rispetta l’essere umano ? Proprio io che sostengo che ognuno possa combattere per non vedersi negati i propri diritti non rispetterei l’uomo (e la donna) ? Non credo proprio, amico mio. Senza voler essere polemico, ti sono anzi grato per la possibilità di confronto, chiedo piuttosto a te : chi vi dà il diritto di ergervi a paladini di una cosa che non si vede nemmeno al microscopio, e di considerarla equiparabile ed equiparata ad un essere umano ? Io sono convinto che se smetteste di dipingere chi non la pensa come voi come i mostri che tu stesso nomini, vi accorgereste che avete indossato un elmetto che non serve, e che comunque non si addice alle vostre teste … cattoliche, per le quali ribadisco di portare il mio più grande rispetto. Il bambino non si può difendere da chi – esiste, certo, ma è lontano anni luce dal mio pensiero – ne vuole fare un mero oggetto di diritti altrui senza alcun diritto proprio : ma non si può difendere nemmeno da chi lo brandisce come una bandiera per imporre il proprio pensiero e spacciarlo per l’unico moralmente accettabile. E’ la mia una posizione prepotente ? In base a quale logica, di grazia ? Oggi ci sono solo in Italia dodici milioni di persone alle quali voi e la vostra legge state dicendo che no, non debbono sperare in una cura, perché piuttosto che scongelare gli embrioni destinati alla spazzatura (destinati alla spazzatura. alla spazzatura. alla spazzatura. ALLA SPAZZATURA) e dare loro un destino infinitamente più onorevole, voi preferite pietosamente condannarli a non avere speranza. Pronti, in base alla carità cristiana, a tenere loro la mano mentre si spengono, o mentre spendono la loro vita in difficoltà e sofferenza, sapendo che la ricerca potrebbe aiutarli ma qualcuno ha deciso che non si deve. Dov’è l’illuminazione in tutto ciò ? La carità cristiana è questa ? Questa è solo l’ultima frontiera di una posizione retrograda che era quella che un tempo impediva le autopsie, e poi i trapianti, e oggi la ricerca sulle cellule staminali embrionali. E’ la battaglia disperata di chi non accetta che il mondo va avanti, che si secolarizza – accidenti, se lo fa – e che non giudica chi non vuole accettarlo, ma difende con le unghie il proprio diritto al libero arbitrio. Perché non avete il diritto di sentirvi migliori : perché non siamo tanti futuri Dottor Mengele, e dipingerci così equivale solo alla disperata richiesta di fischiare un fuorigioco inesistente all’attaccante che vi è scappato via, nella vostra difesa di una porta che non è il diritto del bambino, né del neonato, né dell’embrione : ma il presuntissimo e presuntuosissimo diritto della chiesa di ingerire nelle cose dello stato laico. Scomposte reazioni di evidenti timori, che avete tutto il diritto di esercitare fino a quando non intercettate il diritto altrui. Anche, e lo dico sottovoce perché non amo strumentalizzare, il diritto a nascere di un bambino frutto di una unione differente da quella che io definisco numericamente più probabile e voi – mostruosamente – vi permettete il lusso di definire pomposamente naturale. Fino a difendere una legge in base alla quale si arriverebbe (non voglio scrivere arriverà) ad obbligare con la forza una donna ad impiantare un embrione per poi tartufescamente concederle il diritto di abortire nella maniera più dolorosa ed umiliante. Quale difesa può esistere di una pratica siffatta ? Chi viene difeso da questo obbligo di legge ?
Manifestazione per l'IRAQ libero
Anch'io con molto piacere aderisco alla campagna di sostegno alle manifestazioni per l'IRAQ libero. Qui si grida al regime perchè a una donna guitto si fa notare la differenza tra satira e comizi dal balcone mediatico di raitivvù, mentre lì sanno davvero cos'è un regime e ci insegnano a fare più attenzione con le parole. Un giorno sui libri di scuola si scriverà che mentre gli irakeni non partecipanti al regime di Saddam manifestavano per la loro libertà c'era un gruppo di idioti che raccoglieva fondi per far tornare al potere coloro che riempivano le fosse comuni con i corpi di chi chiedeva libertà. Pensate quanto male passeranno alla storia, gli ignobili imbecilli del campo imperialista. C'è da augurare loro di non rinsavire mai, chè sarebbe la cosa peggiore.
P.S. : si lo so che vi rode, anime belle, che a corredo di questo post ci metta una foto di bambini irakeni. Non ci stona per niente, ma ce la metto apposta, tanto perchè sia chiaro. Non è difficile capire se sia stata scatatta prima o dopo la cacciata di Saddam : quelle del regime vedevano solo bambini malati, per il senso di colpa dei relativisti occidentali sempre pronti a dare addosso agli Stati Uniti senza capire che gli amichetti di quei bambini erano finiti nelle fosse comuni per volere di quel dittatore al quale credevano gli antiamericani stile Padre Benjamin e i Ginistrada nostrani. Qui sorridono, la foto è scattata dopo l'arrivo degli alleati.
1.I support the Iraqi anti-terrorism demonstration on 10.12.2003.
2.I support right of the Iraqi people for a better future.
3.I support peace, freedom and democracy in Iraq.
Il più bell'albero di Natale del mondo
Si accende oggi l'albero di Natale più bello e famoso del mondo. Stasera alle 19 ora locale per il settantunesimo anno di fronte al Rockfeller Center si accenderà l'albero che dà il via alla stagione natalizia di New York. Per chi può, è in diretta su NBC. Siete mai stati a New York a Natale ? Io ci sono stato l'anno scorso ... è entusiasmante, appagante, coinvolgente ... per me è il posto più bello del mondo. In questo periodo in particolare la città è viva, ti accoglie e ti colpisce con le sue luci, il suo movimento, i suoi grattacieli. Ogni strada di Manhattan (ma anche molte strade degli altri 4 boroughs) è illuminata a festa, non puoi mancare una visita alla Grand Central Station o a Central Park o a Times Square o al Rockfeller Center, dove c'è l'albero e si pattina sul ghiaccio. A must see, come nient'altro al mondo.
Dalla nostra inviata in India : il matrimonio indiano
Sono giorni di quasi completa latitanza dal blog. Troppe cose da fare, troppo poche cose intelligenti da scrivere, troppo esaurienti le cose dette e scritte da altri bloggers. E' probabilmente una mera constatazione della propria inutilità : nulla di grave, nè di inedito. Così, avendo ricevuto una interessante email dalla mia amica Indira Gava che è in trasferta in India per motivi di lavoro, ve la piazzo qui perchè per me è interessante : mi piacque moltissimo Monsoon Wedding, ma in effetti temevo che i matrimoni indiani non fossero tutti belli e allegri e felici come quello. Dimenticavo : la mia amica è di sinistra, e ci facciamo delle furibonde discussioni via email manco fossimo Gorbaciov e Reagan che discutono delle sorti del mondo al famoso telefono rosso. Naturalmente, le voglio bene ancora di più :-) Quanto segue è tutto vero.
We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness.
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