archivio

giovedì, 19 febbraio 2004

 

Stanno lovarando per noi.

Ieri 18 febbraio. Macchia d'olio sulla panoramica, Brutta caduta dal motorino. Atteda di 6 ore al pronto soccorso come gli sfollati del terremoto in sicilia ad inizio secolo. Male assolutissimo. Lastre e diagnosi : frattura del piatto tibia destro. Da operare, ma qui non c'è posto per il ricovero, abbiamo mandato i fonogrammi ma nemmeno lì e là c'è un posto per me. In nessun ospedale di Roma ce n'è. Firmo per tornare a casa (firmo la rinuncia al ricovero ... in realtà è un rifuto al parcheggio in una stanza fredda con un infermiere che fa il girto ogni quattro ore, altro che rifiuto al ricovero), e mi ingessano. Andiamo via alle 1.30, grazie a mia moglie e a quel sant'uomo del mio amico (fratello) Claudio. Notte in bianco, dolore che aumenta a freddo. Oggi ricovero in un ospedale a pagamento, unica possibilità per ricomporre la frattura. Fuori dall'ambulatotorio, ieri, frotte di persone dolenti e infortunate imbufalite per il disservizio  sono un medico e due infermieri contro tutti, in una qualunque serata di pronto soccorso di un granmde ospedale italiano.

Il prossimo che mi magnifica le fantastiche superiorità della sanità italiana rispetto a quella americana gli salto direttamemnte alla giugulare, così prova sul campo le sue teorie. Anyway : il bog è sospeso, com'è ovvio. Ricomincerà, fose, ma chissà quando. Saluti a tutti e grazie. Sto malissimo ed il peggio deve ancora arrivare. 

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mercoledì, 18 febbraio 2004

 

Rap-lamento by Frankie Hi Nrg

Per fare una partita alla "Repubblica" occorre essere iscritti a una compagine politica:
ce ne son decine tra cui scegliere a seconda del colore (anche se ultimamente il nero va per la maggiore).
Una volta che si è in squadra - o in squadraccia - è importante aver le natiche al posto della faccia per riuscire a reggere la fase atletica, con più tensioni: la campagna acquisti, detta anche "le elezioni".
Caratteristica della "Repubblica" è di esser gioco a palla multipla, ma senza limiti di numero, volume o qualità di sorta: ognuno inventa le sue palle e poi le spara a propria volta.
E il pubblico pagante che finora è stato zitto decide chi tifare, esercitando un suo diritto, credendo a quelle palle che lo fanno più contento e premiandone l'autore con un posto in Parlamento.
 
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
 
II Parlamento è uno stadio tutto pazzo: 2 curve a gradinate senza un vero campo in mezzo, rinchiuse in 2 palazzi in cui s'attizzano gli scazzi tra schiamazzi e rubamazzi, istituzionalizzando gli intrallazzi.
Si aprono le danze tra le squadre elette e parte il walzer delle alleanze, in cui vengono stretti tutti i gatti con i sorci, i cani con i porci, in quell'unico bestiario che dovrebbe governarci.
La maggioranza vince, il resto fa l'opposizione, un manipolo di eletti forma una delegazione, va dall'arbitro sul colle per prestare giuramento forgiando nuove palle da buttare in Parlamento.
'Ste palle - dette "leggi", per via del peso scarso - avuto un voto, un veto, un Vito ed un ricorso, galleggiano tra i banchi tutto quanto il santo giorno: da destra a sinistra a destra e poi ritorno.
 
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
 
Nell'ultimo periodo il gioco è fatto statico, monotono, le palle son talmente enormi che manco rimbalzano, ma schiacciano le regole e all'arbitro che estrae un cartellino danno pure del daltonico: bazzecole, il peggio ha da succedere. Stanno convincendo il pubblico a pagare senza scegliere, abbonandosi al satellite e restando tutti a casa, usando il nome di "Repubblica" per tutta un'altra cosa: uno sport che si gioca su una piazza da un balcone, dove uno urla qualcosa e tutti gli altri che ha ragione.
Brutta razza 'sti tizi che in terrazza dirigon con la mazza un gioco in cui s'ammazza chi non si sollazza!
Da un bel pezzo c'è st'andazzo e non prendetemi per pazzo se ipotizzo 'ste compromissioni storiche, ma qui nel nostro Stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche.
 
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.












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Fiver nait fiver nait, fiveer

Oggi John Travolta compie cinquant'anni.

 

 

 

 

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Quando si dice un leader ...

Grandissimi Cox & Forkum sul nuovo JFK. Sembra la vicenda del voto sul rifinanziamento della missione italiana in Iraq. Solo che lì è uno che prende tre posizioni, qui ci sono sei liste con sei posizioni diverse che si dichiarano più o meno unitarie. L'effetto comico finale è lo stesso ... fare previsioni è sempre un azzardo, ma io lo ripeto : per me se ne riparla nel 2008, sempre che non scendano in campo Rudy o Condy, altrimenti l'asinello può dormire fino al 2016.

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lunedì, 16 febbraio 2004

 

And the winner is ...

Ladies and gentlemen, la frase più imbecille dell'anno è : "Ah, l'Iraq l'hanno liberato gli americani... non resta che avvisare gli iracheni.". Si avvisa il fortunato vincitore che può ritirare il premio direttamente dalle mani di qualcuno sopravvissuto alle camere di tortura irakene. Si consiglia al geniale coniatore di dotti motti di dotarsi di mutande di ghisa, però, perchè circa le modalità di consegna dell'ambito award io avrei qualche suggerimento interessante e credo che per quanto feconda la mia immaginazione mai potrà compararsi con la rabbia di qualcuno preso per il culo in tal modo dal professorino di cui sopra.

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domenica, 15 febbraio 2004

 

CIAO PIRATA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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venerdì, 13 febbraio 2004

 

Please, help yourself

La fervida creatività paranoica di certi bloggers nostrani dagli sfondi variopinti, dal nero al bianco passando per il verdino, ha finalmente trovato la possibilità di esprimersi anche a livello internazionale. Fatevi riconoscere anche oltreoceano, coraggio ... qui c'è quello che fa per voi. Grazie a Camillo, ma che ve lo dico a fare tanto voi non lo leggete ...

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Sic transit gloria mundi

Si continuano a pestare delle grandi merde. Alla sera leoni, alla mattina ... E quante giutificazioni inutili e meschine per una inversione di 180 gradi. Chissà quanti punti sulla patente gli toglieranno, al Neri. Solitamente mi verrebbe da essere solidale per la figuraccia, ma il credito se l'è giocato tutto in un giorno solo. Era l'11 settembre 2003.

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giovedì, 12 febbraio 2004

 

Love and marriage

Love and marriage, splendido pezzo del grande Frankie, e credo titolo azzeccato per linkare l'articolo di Andrew Sullivan su Time di questa settimana (grazie a Luca Sofri che lo segnala). "When people talk about gay marriage, they miss the point. This isn't about gay marriage. It's about marriage. It's about family. It's about love"

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mercoledì, 11 febbraio 2004

 

La legge penalizza le coppie e milioni di malati

"Questa battaglia di libertà e di laicità si vince solo con l’adesione popolare. E non certo con una classe politica troppo genuflessa alle gerarchie ecclesiastiche". Emma Bonino sulla legge scandalo.

Per parte mia, ho sentore che stavolta gli italiani si potrebbero svegliare dal sonno atavico che si sono scelti, e c'è persino la possibilità che lo dimostrino ai parlamentari che hanno avuto il coraggio di votare 'sto scempio.

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Succedono cose strane/1

Succedono cose strane. Il direttore del tg1 Mimum viene accusato di non far passare in maniera sufficientemente visibile il Papa nei suoi notiziari. Ora, visto che manca solo la cronaca in diretta della crescita del brufolo sul culo, e poi del Papa in tivvù (in special modo su Rai 1) abbiamo assistito a tutto ma proprio tutto, considerato anche che il povero vecchietto biascica perchè sta male - e gli siamo solidali, che qualcuno lo faccia riposare dal circo mediatico in cui è finito - ma quello che biascica fa star male direttamente o indirettamente qualche centinaio di milioni di persone : bè, mi sembra davvero troppo che qualcuno si azzardi a dire che non passa abbastanza in tivvù. Non c'è più religione. Anzi no, ce n'è decisamente troppa.

Succedono cose strane/2

Succedono cose strane. In Russia un candidato alla presidenza rivale di Putin e particolarmente critico nei confronti dell'approccio (leggi : massacro indisturbato e continuato) alla questione cecena, dato per scomparso da 5 giorni, ricompare come se niente fosse dicendo che era andato con amici nella sua dacia in Ucraina, e ha bevuto e si è rilassato e non ha letto i giornali. Tutto questo ad un mese dalle elezioni. Che delusione : e io che pensavo che si fosse andato a fare un lifting.

Succedono cose strane/3

Succedono cose strane. Nel messinese oggetti prendono fuoco da soli senza che nessuno li abbia toccati. Un prete sostiene che è colpa del diavolo, e propone di chiamare l'esorcista, qualcun altro i ghostbusters (geniale). E pensare che anch'io la scorsa settimana ho assistito senza volerlo ad un esperimento di autocombustione da blog senza apparenti motivi. Ha preso fuoco da solo, un paio di vampate e poi s'è spento. In realtà ha fatto pochi danni agli altri, parecchiucci a sè stesso, anche se crede di aver spaccato il mondo. Succedono cose strane.

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martedì, 10 febbraio 2004

 

Il ritorno del re

No, non parlo del signore degli anelli. Il re di cui parlo è Francesco Totti, nono re di Roma (l'ottavo fu Falcao, gnurant tutt). Ora, si sa che io sono milanista, ma anche - moderatamente - antijuventino, quanto basta. E' certo però che una scenetta fantastica come quella che qui allego non l'avevo mai vista, in tanti anni di onorata carriera di tifoso.

Mi-tti-cco !!

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Il maratoneta che dà fastidio al potere

Questa mattina l'Associazione Luca Coscioni, alla quale mi onoro di essere iscritto e invito tutti a fare come me, manifesta in Piazza Montecitorio contro la legge che uccide la ricerca scientifica in Italia. Io purtroppo sarò lì solo con lo spirito, ma la battaglia è importante e andrebbe condivisa da tutti. Perchè uccidere la ricerca è uccidere la speranza. Luca è un esempio di coraggio e di forza che ammiro moltissimo, lui è uno di quelli dai quali mi sento di dire che ogni giorno c'è da imparare, pur essendo una persona estremamente umile e per niente desiderosa di mettersi in cattedra.

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lunedì, 09 febbraio 2004

 

Di bugie e finte certezze tutte antiamericane

Leggo più che posso su alcuni argomenti che mi interessano. Reputo sciocco chi censura e pretende che tutti considerino inaffidabili alcune fonti solo perché ogni tanto da esse viene sbugiardato o è di opinioni diverse. Magari posso non essere d’accordo su quello che dice Krugman o scrive Repubblica o esce sul Guardian (accade praticamente sempre), ma buttarla in caciara urlando con le mani sulle orecchie “QUESTO NON LO LEGGO ! QUESTO NON LO LEGGO !” salvo poi linkare la fonte scomoda quando dice qualcosa per lui condivisibile beatificandola di (temporanea) affidabilità, bè mi sembra puerile e basta. Nessuno nasce “imparato”, e da tutti si può apprendere. Chi fa finta di crederci ma poi si comporta in maniera opposta mi risulta di molto ipocrita … dov’è che l’ho già letto, questo termine ? Ci siamo capiti, bon. Dicevo, cerco di leggere più che posso, poi naturalmente c’è qualcosa che mi sfugge. Da quanto ho letto circa la questione delle armi di distruzione di massa non (ancora) trovate, mi sembra che nessuno abbia posto l’accento su una cosa : perché proprio ora sia Bush che Blair si sono sentiti in dovere di istituire due commissioni indipendenti che indaghino sul loro operato e su quello delle rispettive intelligence ? E’ dal giorno in cui è caduta Baghdad che i professionisti del pacifismo a senso unico rivendicano che non si sono trovate le armi di distruzione di massa. Oltraggiando la memoria di chi mediante quelle armi è stato massacrato. Dimenticando che entrambi i leaders avevano più volte parlato di regime change. Tralasciando risoluzioni del consiglio di sicurezza che all’unanimità assegnavano l’onere della prova di averle distrutte (il che postula la certezza che ce le aveva) ad un Saddam che si faceva beffa in primis della stessa ONU. Facendo finta di non capire come sia difficile rastrellare tutto l’Iraq deserti compresi alla ricerca di armi che non sussistono in missili lunghi centinaia di metri ma a volte di composti tanto micidiali quanto facilmente nascondibili. Ritenendo impossibile (senza peraltro spiegare perché : ma è usanza diffusa, specie tra alcuni bloggers nostrani) che le armi ci fossero ma che in parte o per l’intero fossero state spostate in Siria, tramite quella frontiera dove è passato di tutto. E tuttavia, solo ora Bush e Blair hanno istituito le commissioni d’inchiesta. Perché ? Secondo me l’unica risposta plausibile è questa : hanno atteso di poter interrogare Saddam di persona. Fino a quando non lo avevano catturato non hanno ritenuto di avere motivo di istituire commissioni, stante anche il poco tempo a disposizione per setacciare il territorio ed il fatto che la guerriglia irakena non ha ancora deposto le armi oggettivamente rendendo difficile il controllo di tutto l’Iraq. Dopo la cattura si sono probabilmente resi conto, interrogandolo, che Saddam era convinto di avere armi stoccate in posti dove gli alleati avevano già guardato o dove - cercando dopo il suo suggerimento - non hanno trovato nulla. Per farla breve, a mio avviso lo stesso Saddam era convinto di avere armi (altrimenti perché non fare come Gheddafi, autodenunciarsi ed evitare di finire come è finito ?) o che comunque il processo di riarmo in atto (quello, mi sembra, incontestato dal più antiamericano dei pacifisti) fosse ad uno stadio molto più avanzato di quanto in realtà scoperto dai soldati alleati. In questa convinzione, c’è da dire, Saddam era in buona compagnia : anzi, a dirla tutta non mi risulta (ma posso sbagliare, e sono pronto a ricredermi se qualcuno mi aiuta con un link) che ci fosse alcuno al mondo che si dicesse convinto e certo che le armi non ci fossero, un annetto fa. Non l’ONU, né i paesi che in consiglio di sicurezza si sono opposti agli alleati, non i pacifisti – né quelli in buona fede né quelli in mala fede – né chiunque avesse voglia di argomentare un minimo, visto quello che era stato capace di fare in passato con le armi chimiche Saddam (per non parlare delle fosse comuni). Allora, se non mi sono sbagliato, la mia conclusione è questa : nessuno al mondo era certo non ci fossero armi ; Bush e Blair hanno atteso di poter interrogare Saddam per poi investigare in casa propria e cercare di capire perché le armi non si sono (ancora) trovate. Se è così, qualcuno mi spiega perché OGGI li si accusa di aver mentito ALLORA ? Se un anno fa nessuno affermava con certezza che non ci fossero, perché era una bugia dire che le armi c’erano ? Voglio dire, se oggi si è certi di una cosa che ieri certa non era, a nessuno si può attribuire la patente di bugiardo ex post. La decisione di cacciare Saddam è stata motivata ANCHE E NON SOLO con la volontà di difendersi dal pericolo di essere oggetto di attacchi con armi di distruzione di massa. Forse la si può definire una avventata conclusione (non secondo me), forse si può dire che per decidere di fare una guerra bisognava avere più certezza (lo dice Luca Sofri, ma dimentica che le armi di distruzione di massa erano solo una delle motivazioni addotte per liberare l’Iraq, e che di regime change aveva parlato addirittura Clinton, oltre al suo successore Bush) : ma accusare di aver usato bugie mi sembra estremamente scorretto e non corrispondente a verità. Anche perché ci vuole una bella faccia a criticare Bush perché non ha saputo prevedere ed impedire preventivamente l’11 settembre e poi criticarlo anche perché ha preventivamente impedito che il successivo attacco promesso quasi quotidianamente potesse fare molti più danni.

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domenica, 08 febbraio 2004

 

I pingayni di Central Park : a piedi nudi nel parco

I pingayni di Central Park sono Roy e Silo, due pinguini di sesso maschile che vivono nello zoo di Central Park. Si amano, si corteggiano, si piacciono e non lo nascondono. Hanno covato un uovo di pinguino fino a quando non è nato il piccolo, con un amore totale e dedicato : "they did a great job". Anni luce avanti rispetto a certi intolleranti omofobi che sparlacchiano a vanvera di morale, etica e natura. Dinitia Smith sul NY Times (oggi anche tradotta su Repubblica).

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sabato, 07 febbraio 2004

 

Cazzi e schiamazzi

E così sembra che quelli del triciclo l'abbiano combinata grossa. Alla ricerca di un simbolo che attragga il maggio rnumero di elettori tra quelli che votarono per Prodi e company nel 1996, avrebbero tirato fuori un logo praticamente identico a quello dell'Ulivo, rappresentando però solo 3 dei numerosi partiti che ne fanno parte continuando ad urlare ai quattro venti che devono rimanere uniti. Non si fa, in effetti non si fa. D'altronde, hai voglia a rovesciare guano sul presidente del consiglio che si fa il lifting invece di andare a Nassyria, ha il partito di plastica e punta tutto sul marketing (tutto vero, e tutto esecrabile, non c'è dubbio) : poi va a finire che la stessa attenzione al messaggio (e annesso menefrego alla coerenza e alle reali necessità dei cittadini) sta da tutte e due le parti. Solo che il Berlusca c'ha i benjamins, mentre gli altri (tutti gli altri) stanno, come dice l'ideologo con le manette, con le pezze al culo. Io un'idea per il nuovo simbolo unitario del centrosinistra ce l'avrei. Graficamente è meno d'impatto, però acchiappa un tot. Un bel cerchio con scritto in rosso "Berlusconi vaffanculo". Mediaticamente, è una bomba. E poi contiene anche il programma elettorale. Non la sintesi, non lo slogan. Tutto il programma. Fatti, non pugnette.

P.S. Ieri il cavaliere si è lasciato andare. Su Libero di oggi (che - come dice giustamente Rolli - fa finta di essere online), in particolare, ma anche sulla Stampa, si attribuiscono al presidente del consiglio frasi particolarmente pesanti : e mi avete rotto il cazzo di qua, e mi avete rotto i coglioni di là, e non mi fate incazzare, e sono già incazzato, e vi denuncio, e siete solo affaristi, e cosa volete concedere voi che non contate nulla. Tutte rivolte verso l'UDC. Mi sorgono spontanee due considerazioni. Una : fose si divertivano di più quando raccontava le barzellette, ma d'altronde quelli sono democristi, è inutile che il Berlusca s'incazzi perchè fa due fatiche e perchè non è nè il primo nè l'ultimo che ci rimbalza contro. Secondo me i disonauri non si sono estinti per il meteorite, ma perchè già all'epoca erano in un governo di coalizione con i democristi, ed è finita così. Quando il cavalier rifatto sostiene che non possono andare da nessuna parte senza di lui, novello Sansone, si ricordi di Prodi. Due. Visto che qui qualcuno mi dice che faccio male a portare solidarietà per gli alunni di un certo blogger incazzoso e incazzato, perchè mi si ammonisce sul fatto che nella realtà qualunque blogger potrebbe essere totalmente differente da ciò che trasuda dal suo blog, e visto che c'è una completa e sospetta contemporaneità di queste due uscite incazzose, vuoi vedere che ... mmh, se ci ho beccato stavolta mi danno il pulitzer. E la sinistra perderebbe anche per questo.

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venerdì, 06 febbraio 2004

 

Greeks do it better ... ovvero niente sesso, siamo inglesi

Questa poi ... chissà alle olimpiadi che spettacolo.

 

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giovedì, 05 febbraio 2004

 

Sofri vs. Rocca

Leale scambio di vedute tra due vecchi amici, Luca Sofri e Christian Rocca, su WMD, guerra, dopoguerra, ONU ed altro ancora. Mi convince più il secondo, che peraltro risponde al primo. Ma Luca Sofri, come sempre, argomenta con convinzione e rispetto e maturità. C'è chi invece non lo fa per niente, e si riduce puerilmente ad inventare fandonie e ad insultare pesantemente chi non la pensa come lui. Chissà quanto è orgoglioso delle sue parole questo campione della disonestà intellettuale coniugata con una spocchiosa maleducazione. Facesse il carpentiere, con tutto il rispetto per i carpentieri, i danni sarebbero limitati. Il guaio è che di mestiere insegna ai ragazzini, che sono con tutta probabilità le vere vittime di questo scempio, a meno di non essere di fronte ad un Dr. Jekyll e Mr. Hyde della bassa modenese.

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mercoledì, 04 febbraio 2004

 

Le lezioni di civiltà del Professor Leo

Grazie ancora a tutti per i vostri messaggi. Abbiate pazienza, ma c'è che sono impegnato in un corso di civiltà per noi cafoni tenuto dal professor Leo. Per chi si appassionasse iniziano qui (1865)con un mio commento a questo post, e proseguono oltre. Ah, perbacco : chiunque ha osato dire che qui si tengono toni civili pur non essendo d'accordo con me (Stefano, Votarxy, Groucho, parlo con voi amici miei) sembra dalle lezioni che in raltà non abbia capito un potente cipparuolo, occhio che se vi becca il professore sono guai grossi (risulta allergico alle critiche ... sshhh). A me ha promesso di inserire un batuffolo ma non per il naso ... Fatevi due risate, se vi va. A me spiace solo che ogni volta si innervosisce di più, e spero che non gli parta un embolo o non svacchi (finora è andata bene, mi sono beccato del pecorone, dell'incivile e del pirla. in compenso io gli ho detto che è intelligente. e lui s'è incazzato. siamo pari, no ?).

Aggiornamento delle 23. Ebbene si, ha svaccato. Completamente. Tristezza.

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domenica, 01 febbraio 2004

 

Un anno di Newblog Newblog

 

Quasi per caso mi accorgo che ho aperto il blog giusto un anno fa. Esordii trionfalmente con un post ripetuto tre volte (è ancora in cima agli archivi), tanto per chiarire che non ci capivo un piffero di html o sciocchezze del genere. Dopo un anno, non è che le cose siano cambiate molto. Grazie all’aiuto di alcuni amici, e in particolare del mitico Michele Gerarduzzi, il blog è graficamente una gran ficata (secondo me). Quanto ai contenuti … bè, quella è un’altra cosa, che per fortuna o purtroppo dipende solo da me.

Aprii il blog dopo essere stato folgorato da quello di Ilenia, la mia regina dei blog. Ilenia è una persona splendida, e poverina vorrei che nessuno le facesse una colpa se poi newblog newblog ha rotto le palle per un po’. Di colpo, un anno fa, scoprii gente, linguaggi, notizie che non conoscevo. Capii che c’era del buono, del gran buono, che non c’è una definizione di “blog”, perché ce ne sono di diversissimi tra di loro. Durante quest’anno ho appreso, e litigato. Conosciuto, ed apprezzato. MI sono schifato, e ricreduto. Ho scambiato pesanti epiteti, e ricevuto elogi. Mi sono arricchito, di conoscenza : su questo non c’è dubbio. Ho anche dato sfogo un po’ alla mia logorrea, e convinto come ero (e come sono) di avere qualcosa da dire anch’io, ho scritto tirate polemiche e post scemissimi. Come tutti i bloggers, d’altronde. Ho avuto modo di confrontarmi con gente diversissima, dotata di enorme talento nello scrivere come nel ragionare, come pure nel dimostrarsi feccia e nello sprecare il dono che possiede.

E’ durato un anno, un anno in cui qualche volta mi sono pentito di quanto ho scritto, e a volte no. Girano da un po’ queste famose ipotetiche regole su come comportarsi in questo mondo di blog. Devo dire che non le condivido tutte tutte, ma mi sembrano di buon senso e in generale da seguire, e anche fatte apposta per permettere a certi ribelli senza se e senza ma di disobbedire anche alla buona creanza, per il gusto di dirsi disobbedienti. Pazienza, c’è di peggio. Per parte mia, ho cercato di rispettare il prossimo, credo riuscendoci per la gran parte delle volte. Poi capita che ti scappa la parolaccia, il sarcasmo … sebbene spesso siano cercate ad arte, quando mi capita me ne dolgo, ma ormai ho già schiacciato invio. Tutto sommato, va bene così.

E insomma è già un anno. Che fare ? Ho uno splendido template, pieno di cose che mi piacciono, sul quale un amico ha lavorato e accolto tutte le mie richieste. Ho una posizione nota a chi passa di qua. Ho qualcuno che mi apprezza, e qualcuno che mi detesta : e moltissimi che mi ignorano. Ho anche qualcosina da dire, ma arrivo spesso tardi per : mancanza di tempo, capacità di stare sempre aggiornato, ignoranza dei segreti di blogbar e feed e css ecc.ecc., sempre più frequenti occasioni nelle quali ciò che scriverei confliggerebbe con (e complicherebbe) alcune cose relative alla mia attività e pertanto devo evitare di mettere in difficoltà persone con cui lavoro - sebbene qui non compaiano il mio nome (ma non credo sia difficile risalirvi) o miei riferimenti, pigrizia nel crogiolarmi nella lettura di quei blog – linkati qui a sinistra - che non posso mancare, perché mi danno allegria (alcuni), informazione (altri), onestà intellettuale (tutti). A questo punto, sembra proprio che non ci siano molti validi motivi per tenere aperto il blog, se non per il lavoro di Michele e per quei quattro amici che si ostinano (vi ringrazio moltissimo, davvero) ogni tanto a passare di qua, trovando il blog poco aggiornato e raramente “sulla notizia”. Ho letto spesso commiati di altri bloggers, che con sincerità hanno salutato senza voler cadere nell’autoreferenzialità. Non so bene se terrò aperto ancora a lungo questo qui, ma non lo dico davvero per volermi sentire dire “non smettere” (poi magari non lo dice nessuno …). E’ che o si riesce a farlo in maniera compiuta e aggiornare con costanza e dovizia, o non ha molto senso. Peraltro, era così anche un anno fa. Bon, finiamola e si vedrà.

Un’ultima cosa. Importante. In un anno ho apprezzato più di altri alcuni personaggi del mondo dei blog, che da bloggers si sono trasformati in persone, persone grandiose. Con i loro pregi ed i loro difetti, nessuno è perfetto. Ma voglio dire questo. Ad Ilenia, la mia regina dei blog : un bacione sul naso, e tu lo sai (e fatti viva, chettepossino). Alla Rolli, che ha un blog fatto benissimo, dove ho passato tanto tempo a commentare e a scannarmi, prima di scannarmi con lei per una scemenza : lo sai vero, che è tutto passato ? non torno lì da te perché c’è già tanta bagarre. Ma ti leggo e come al solito novanta su cento sono d’accordo con te, e per me la cosa tra di noi è risolta. Se ho capito bene anche per te. Al Griso, compagno neocone dalla voce tremontiana (te l’hanno mai detto ? Quando ci siamo sentiti ho creduto per un momento che fosse Giulietto che mi preannunciava una cartella pazza) : se vieni a Roma fatti vivo che sei un grande, e salutame quaa pora stella daa tu’ regazza. A Christian Rocca, il guru : mi raccomando, che anche a New York sappiano che we love them, se c’è qualcuno in grado di portare questo messaggio quello sei tu. A Paolo, di I Love America : non ti ho mai ringraziato abbastanza per la tua amicizia, lo faccio qui ora e ti auguro che presto tu possa tornare a postare con regolarità il tuo splendido blog, che deve diventare il punto di riferimento per tutti quelli che nella comunità blogghettara italiana amano gli Stati Uniti. Ad Enzo, di 1972 : a parte che ci vediamo presto, vedrai che prima o poi ce lo facciamo ‘sto viaggio insieme in America. Il tuo ormai non è più un blog, è un’agenzia di stampa, un insostituibile lettura per conoscere cose che altrimenti i media italiani non farebbero conoscere. Sono felice ed orgoglioso di conoscerti, e che tu rappresenti il mio paese in terra straniera.

Ecco, lo volevo e dovevo fare, sarò buonista ma devo un omaggio a questi amici, e mi scuso con gli altri i cui blogs leggo e linko, e che ringrazio per leggere e linkare il mio. Non parlo di quelli che detesto, o che sprecano il loro talento su posizioni ed argomentazioni così sbagliate … li saluto comunque. Uno in particolare, perché poi ci si critica e ci si tratta anche superficialmente (più tu che io, però), ma in un momento difficile per me ha avuto una parola gentile e non l’ho dimenticato. Spero di trovare il tempo e qualche cosa da dire non proprio vetusta e scontata per aggiornare un po’ il blog. Per ora grazie a tutti quelli che sono passati di qua. Happy birthday to me. E come sempre … I wanna wake up in the city that never sleeps 

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