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giovedì, 31 marzo 2005

 

Fatemi capire

Vorrei capire una cosa, una cosa davvero curiosa.

Ora, è da giorni che assistiamo all'ennesimo spettacolo del dolore, con un anziano malato sottoposto alla pubblica esposizione, con una gragnuola di servizi televisivi e gente che piange, e gente che prega, e quanto è carismatico il papa, e quanto ci dispiace per lui, e però ci basta averlo visto ... cose così, già dipinte ne "La nazionalizzazione delle masse " di Mosse. Il povero anziano malato, che probabilmente si rende conto di poco di quello che gli capita intorno, è sventolato come una bandiera, e chissà per quanto tempo ancora dovremo assistere a questa via crucis 24/7, che finirà (spererei per lui nella maniera più indolore possibile) con l'apoteosi a reti unificate, i coccodrilli sparati tutti insieme.

Capiterà, io mi sono già rassegnato.

Però vorrei capire una cosa. Son già due volte che succede che lo issano davanti alla finestra, gli danno un microfono, lui cerca di parlare, non ci riesce e s'incazza, la gente butta fontane di lacrime, i fotografi scattano foto del suo viso sofferente, alleluja. Ma diteci un po', perchè s'incazza? Voglio dire, come funziona? Non parla nemmeno quando non è affacciato, e allora scusa ma che t'incazzi se non riersci a parlare nemmeno in privato; oppure in privato parla e in pubblico no? E in questo caso, come diceva Michelangelo, perchè non parli (in pubblico), o meglio perchè non biascichi (parlare, non parla più da qualche mese, per lo meno)? Io ho la sensazione che sia la prima, l'ipotesi più probabile. Allora, però, piantatela di prendere per i fondelli l'universo mondo: se non riesce a parlare, non glielo mettete proprio davanti al naso, il microfono. Poi quello ci prova, non ci riesce, ci rimane male, s'incazza, la gente si commuove ... belle merde quelli che stanno dietro a questo spettacolino. Belle merde. Sulla pelle di uno che soffre e di gente che ci crede. Con la porpora, ma sempre belle merde.

La pietas laica della quale sono pieno la dedico tutta all'anziano malato. Alla figura da esporre no, e nemmeno agli orchestratori di questo baraccone mediatico che ha precedenti solo nella Unione Sovietica dei leader imbalsamati tenuti su durante le parate militari. E temo che andrà sempre peggio.

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E se li scambiano ?

Leggo che anche Mr. Bean è fra gli invitati del matrimonio tra Carlo e il suo cavallo e Camilla. Non so se è stato invitato anche Zapatero ... supponiamo che sia così: conoscendo gli inglesi, vi immaginate che fantastica gag se li scambiano l'uno per l'altro?

"Salve Sua Altezza Reale, mi permetta di presentarLe il Primo Ministro spagnolo"

"Ma veramente io sono quello che rimaneva con la testa nel tacchino ..."

A pensarci bene, se lo scambio durasse anche dopo la cerimonia e per gli anni a venire agli spagnoli andrebbe di lusso ...

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domenica, 27 marzo 2005

 

Rivelazioni

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

“Ho trovato il mitico punto G della donna. E’ esattamente alla fine della parola SHOPPING”

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sabato, 26 marzo 2005

 

Radicali pensieri

In questi giorni c’è in me un particolare e curioso intreccio tra cose personali e cose comuni a tutti. Il 31 marzo ed il 1 aprile sarebbero stati due giorni in cui festeggiare il compleanno di un cugino e di un caro amico: entrambi giovani, ed entusiasti della vita. Non ci sono più, e piangiamo in silenzio ogni giorno il vuoto che hanno lasciato. Ma se leggo i giornali di questi giorni, e se credessi in un dio gli chiederei di perdonarmi, nel mio piccolo non posso non preferire la loro morte ad una sorte come quella di queste piccole creature delle quali per anni i genitori non sanno nulla, fino a macerarsi nella sofferenza di chi non sa se il frutto della propria vita sia ancora vivo o morto. Senza una tomba sulla quale piangere, senza la certezza di aver fatto tutto quello che potevano per saperne la sorte, con quel tarlo composto da speranza e disperazione che ti corrode dentro e non ti abbandonerà mai. E certo, meglio anche la fine all’agonia del rimanere anni e anni senza vita ma ancora in vita, pieni di tubi e costituendo un peso per chi ti ama, come accade a Terri Schiavo e a coloro che con lei condividono una tragedia come quella che, troppo tardi, si sta compiendo in questi giorni. Non vorrei mai finire come lei. Tutti i miei cari lo sanno, ora lo sanno anche i pochi amici che leggono questo blog: staccate tutto, subito, se mi capita qualcosa di simile. Lasciatemi andare, ricordatemi come mi conoscevate, proseguite la vostra vita. Onorate le mie volontà, non permettete al destino di far sì che, oltre a togliermi la vita, ciò che mi può capitare mi trasformi anche nei vostri cuori in una condanna a voi che rimanete, di un dovere che agisce sul vostro dolore. E non permettete ad alcun prete, cardinale, vescovo, monsignore o a qualsiasi personaggio intonacato di irrompere nella mia e nella nostra vita senza che nessuno glielo abbia chiesto e di intromettersi fino ad osare pontificare sulla mia pelle e sul vostro dolore. Non glielo permettete. Queste sono le mie volontà, nella speranza che non debbano mai servire (la miseriaccia!).

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Pensieri radicali

Non andrò a votare, domenica prossima, o voterò scheda bianca. Non c’è il mio partito tra quelli che corrono, e non c’è perché – come dice Pannella – i radicali sono di altri tempi, ma tempi futuri. Basterebbe guardare a quello che è successo (e a quello che è stato silenziato) circa la (il)legalità della raccolta delle firme, che è l’ennesima dimostrazione di come questo paese stia affondando nell’immondizia della classe politica e nella indifferenza di coloro che quella classe politica sopportano e votano. Da cinque anni i radicali hanno fatto di tutto per denunciare questa illegalità, questa ingiustizia, questa patente violazione del diritto. Lo sanno le questure, le istituzioni, i media, i cittadini che vogliono ancora ascoltare: ma i partiti se ne fregano, sfidano boriosi la regola che loro si sono dati, calpestano il buon senso ed il comune civile sentire. Questa impunità senza fine lascia sgomenti coloro che ci guardano da fuori, e anche noi che per il rispetto delle regole ci battiamo, e che poi assistiamo alle urla scomposte di chi le viola quando, in campagna elettorale perenne, scopre l’acqua calda data dal fatto che le viola anche il suo avversario. E’ una guerra fra poveri, ma fra poveri inetti del diritto, buoni a nulla e capaci di tutto che rovesciano norme e rispetto per mangiare sulla pelle di chi opera secondo le regole, e poi chiama all’appello in nome dell’odio verso il prossimo gli stessi cittadini che ha appena finito di umiliare. E alla fine della commedia si vota miliardari finanziamenti per proseguire nella ignobile pratica, contro l’esito di un referendum vinto e immediatamente offeso con boria e spregio della sovranità popolare.

 

Avrei ovviamente votato – e fatto campagna elettorale - se i radicali si fossero presentati da soli, e avrei votato, con molto ma molto meno entusiasmo, se si fossero presentati con Storace; non se si fossero presentati con Marrazzo, perché con la stragrande maggioranza della classe politica di centrosinistra legalità e diritto non c’entrano nulla, e perché Marrazzo è improponibile ai miei occhi.

 

Detto questo, credo che vincerà Storace. Assisto allibito all’ennesima dimostrazione della ignobiltà della propaganda comunista che sta dietro a parte del centrosinistra, che appoggia e aiuta e sdogana la nipote del duce ma poi si prende la briga di sporcare la memoria di un uomo innocente fino a prova contraria e che non si può difendere per accusarlo, senza esercitare un minimo e semplicissimo controllo su ciò che pubblica, di aver fatto un millesimo (sbagliatissimo, ma millesimo) di ciò che ha fatto il nonno della loro nuova alleata, che porta apposta e con orgoglio e come gonfalone lo stesso cognome dell’autore delle leggio razziali. Saranno bravi, tra un mesetto, a sfilare ricordando la liberazione gridando slogan contro lo stesso cognome che oggi invocano e sostengono come unico appoggio per sperare di vincere. Parlo, è ovvio, di una parte, importante ma non rappresentativa del tutto, del centrosinistra. E dico che le dimissioni del direttore dell’Unità non dovrebbe chiederle Storace, ma le dovrebbero chiedere tutti quegli uomini e quelle donne del centrosinistra che non vogliono avere a che spartire con queste pratiche comuniste. Ce ne sono molte, nel centrosinistra laziale, di persone in gamba che nessuno potrebbe definire comuniste: ne conosco alcune, le stimo, non sono rappresentabili in alcun modo dal chiasso odioso che pulsa nelle vene degli estremisti di quella coalizione. Ma dovrebbero essere loro a distanziarsi, a chiedere di non essere confusi con la melmaccia. Se non lo fanno sbagliano, sbagliano di molto, anche se naturalmente non per questo vanno inseriti nel calderone di indymedia e compagnia antisemita, proprio quella marmaglia di porci che strumentalizzano Israele pretendendo di ergersi a suo difensore mentre ne brucia la bandiera e ne appoggia i nemici.

 

Credo e temo che il centrosinistra abbia ancora da affrontare una lunga camminata nel deserto prima di giungere ad un riformismo serio e sano nella sua maggioranza: e non so se si siano incamminati tutti nella direzione giusta, anzi sono certo che una parte l’ha fatto e non da oggi, ma l’altra rema in direzione contraria, e il risultato è un messaggio sfilacciato che, prima o poi, è destinato a rompersi (ma temo che quando lo farà arrecherà molti danni a tutto il paese). Se il loro leader è uno che insegue Bertinotti – proprio come Berlusconi insegue Bossi, e la similitudine è tutt’altro che casuale e anzi è prodromica di ciò che avverrebbe o avverrà se vincesse l’Unione o come si chiama oggi – sul terreno peggiore; che straparla di pericoli di dittatura quando si applicano, confusamente e in modo pasticcioso e pagliaccesco, le norme esistenti in democrazie a noi vicine e per niente a rischio di regime e altre norme suggerite dallo stesso centrosinistra in bicamerale qualche anno fa; che allontana Luca Coscioni in nome dell’obbedienza alla cupola che si è impadronita della responsabilità di rappresentare l’intero mondo cattolico italiano; che accetta di condurre (o meglio, di subire) una campagna referendaria silenziata e senza i vertici dell’unica autorità (posto che la commissione di vigilanza sembra accogliere supinamente il fatto che le sue delibere vengano palesemente sbeffeggiate e disconosciute) che potrebbe assicurare pari condizioni di democrazia comunicativa per contrattare ciò con un  posto nel cda RAI; che rinuncia a schierarsi nettamente su tutto ciò che divide il suo schieramento, e cioè tutto tranne l’odio nei confronti di un avversario che è solo l’ultimo tassello di un Caso Italia che ricomprende a pieno titolo l’intero centrosinistra italiano; che ignora o finge di ignorare quanto sia rispettoso di chi ha firmato i quesiti evitare di dire alcunché sulla data del referendum, sulla questione dei morti e dispersi che contribuiscono ad alzare il quorum, della mancanza di legittimità circa il conflitto tra poteri dello stato che si attua ogni qual volta il comitato referendario viene calpestato nelle importanti decisioni riguardanti le modalità di comunicazione, gestione, regolamentazione del referendum; che decide per tutta la sua coalizione, nonostante 4 milioni di firme moltissime delle quali vergate da mani di centrosinistra, circa l’imposizione di un cieco e stupido ostruzionismo all’unica forza liberale esistente in Italia, e poi chiama “padrone assoluto del centrodestra” un Berlusconi che viene stoppato nel suo intento di accordarsi dai veti dei suoi alleati presunti sudditi … chiunque può vedere quanto sia difficile riconoscere nei leader di centrosinistra quelle persone comuni che ognuno di noi conosce, brava gente che vota a sinistra comunque e che tace o non sa circa le malefatte dei loro capi, non di tutti ma della loro cupola decisionale.

Un post di Mixumb delle 12:08 politica, personale · commenti (2)

mercoledì, 23 marzo 2005

 

Le tossine preventive

Il magnifico ruttore dell'università del perchè, Antonio Socci, ha appena detto a otto e mezzo che "le tossine del nazismo sono riconoscibili evidentemente in una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti (e te pareva) del 1857". Le tossine del nazismo. Nel 1857.

E' che c'ha due occhi gonfi e lucidi, chissà che virus deve avere in circolo. Ipotizzo una recrudescenza delle tossine dell'influenza che gli verrà l'anno prossimo.

Non ho una idea ben precisa sul caso Terri Schiavo, a dire la verità. Si tratta di qualcosa che v a approcciato con cautela e pragmatismo, per me. Ho un'unica certezza: l'ultimo al quale dar retta dovrebbe essere Socci.

Un post di Mixumb delle 21:14 politica · commenti (14)

 

Still alive

Dunque, nell'ordine: 1) troppe cose da fare; 2) problemi col pc di casa (e mannaggia a splinder, perchè riesco a postare solo dall'ufficio?). Sicchè il blog è rimasto muto per un bel po'.

Sinceramente, non so quanto riuscirò e vorrò continuare, visto che dedicarci poco tempo e poco cervello significa anche sminuirne il significato - tutto mio.

Ad ogni modo, grande coinvolgimento e successo dell'iniziativa dei blogs neolib, portata avanti da persone che stimo e sento come amici veri. Si tratta di qualcosa di eccezionale che avrà sicuramente un eccellente riuscita, e col cuore sono con loro. Ma non mi iscriverò, perchè il progetto che ho in mente io (sinergico al loro), e che sto portando avanti già da un po', prevede che io mi tenga fuori, anche da cose belle e importanti e significative e perfettamente in linea con le mie idee, come questa.

Tante altre cose per la testa ... tra pranzi in ambasciata, appuntamenti nei quali ho l'onore di conoscere il mitico direttore di Rradio Radicale (grandissimo Bordin!), bavaglini con la scritta "future diplomat", ambasciatori che vanno e che vengono da interessare e coinvolgere. Ieri ho persino visitato la più importante scuola americana a Roma, per coinvolgerli nel progetto. E poi ho chiesto un application form "preventiva", per il/la nascituro/a, meglio portarsi avanti.

Ultimo, perchè mi sento di scriverlo. Camillo, pretacchione dei miei stivali, non ci provare nemmeno a rivolgerti al sottoscritto - non credente - per ordinarmi di non esercitare il mio diritto di dire la mia sulla borrida legge che genuflessi parlamentari hanno approvato senza la minima considerazione di chi li ha mandati in Parlamento e domani è probabile li mandi a quel paese. Fatti gli affari tuoi, e pensa piuttosto ai credenti, che ti risponderanno da loro pari come hanno già fatto in passato. E non ti piacerà affatto.

A chissà quando, saluti a tutti.

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lunedì, 14 marzo 2005

 

Non se ne può più

Dico, ieri sera un'ora di diretta per il papa che torna a casa. Un'ora. Due collegamenti, uno al Gemelli e uno in Piazza San Pietro. Edizioni straordinarie dei tiggì. Conduttori in laccime, annunciatori proni, gente in adorazione fremente. RVM del papa che biascica no so che e giornalista che in estasi annuncia "si capisce anche meglio di prima dell'operazione". Siamo alla follia, qualcuno faccia qualcosa per riportare tutto alla normalità, siamo alla follia più totale. Al di là dell'augurio perchè si rimetta, che va da sè, io spero davvero che non stiri mai le zampe: perchè a quel punto se tanto mi dà tanto si appalterà l'informazione televisiva per un mesetto a celebrarne le esequie e tutta Italia si dovrà genuflettere e per sapere che succede al mondo ci rimarranno satellite e internet. Per chi ce l'ha.

Un'ora in diretta per vedere una monovolume che fa due kilometri di domenica pomeriggio con a bordo tre persone.

Senza manco la cintura.

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giovedì, 10 marzo 2005

 

Italia e Stati Uniti: una fratellanza destinata a rafforzarsi

Da Libero di oggi

New York. "Ma quale complotto! Per noi italiani d'America è una bestemmia pensare che un soldato americano sia de-umanizzato al punto di sparare su un civile. Ma è un'accusa assurda anche per gli americani più anti-Bush. Il New York Times non l'ha neppure riportata nel suo editoriale, che avvalora invece la tesi dell'errore tragico".

Berardo Paradiso, campano, 57 anni e dal 1978 negli Stati Uniti, si accalora nel commentare la tragica morte "del nostro militare", come lo chiama lui. "E' stato un incidente, uno sbaglio, e bisogna pensare di fare il possibile perchè non ne accadono altri; ma ricordiamoci che questi sono ragazzi dai 18 ai 25 anni che hanno un codice da seguire, e al primo punto c'è come difendersi. Ho parlato con tanta gente in questi giorni, italiani e statunitensi, banchieri, avvocati e imprenditori. Siamo tutti dell'idea che non esiste proprio, che è assurdo pensare che un marine possa trasformarsi in un cecchino verso chi non sia un nemico." Paradiso è presidente della Camera di Commercio italo-americana di New York (500 aziende-socie) e rappresentante di tutte le 10 Camere di Commercio dell'area Nafta (Usa, Messico, Canada) in seno all'Assocamere estere di Roma. L'azienda di cui è presidente è la International Tool Manufacturing Usa, che ha migliaia di dipendenti in 18 fabbriche nel mondo. Come tanti italiani che vivono qui ed hanno contatti quotidiani con la comunità americana, il manager è commosso. "Siamo tutti rattristati per la morte dell'agente, ma anche orgogliosissimi. Lui si è sacrificato per la difesa della libertà e della dignità umana, e la Storia ricorderà il suo atto di coraggio a favore della vita di un'altra persona. E' un eroe che ha dimostrato di esserlo con il suo massimo sacrificio, ma non è diverso dagli altri 3000 militari italiani che sono oggi in Irak". Paradiso racconta di aver ricevuto tantissimi messaggi e parole di condoglianze dagli americani. "L'immagine dell'Italia ne è uscita valorizzata, perchè abbiamo mostrato di avere veri eroi. Si è parlato troppo a mio avviso della giornalista, a cui va ovviamente la mia solidarietà, e troppo poco, in proporzione, dell'atto di grande amore dell'agente segreto, che ha dimostrato il più alto senso della Patria e della civiltà dell'uomo. Ma la Storia ricorderà quest'azione di eroismo, che già oggi io spero possa unire l'Italia, senza dare spazio a speculazioni politiche". Per gli italo-americani, Paradiso in testa, Roma deve restare amica ed alleata di Washington. "L'Italia deve rimanere con i suoi militari in Irak, perchè ritirarsi oggi sarebbe come dire: americani, non siamo più con voi. La permanenza del contingente è un atto di fiducia nei valori degli Stati Uniti, che non sono certo da mettere in discussione oggi, e di avallo dell'amicizia tra i nostri due Paesi, e tra i nostri due governi", dice Paradiso. Che aggiunge, ricordandosi di essere un businessman oltre che un italiano: "Dobbiamo essere all'altezza della situazione, e andarsene sarebbe dare uno schiaffo a Bush, che ha dimostrato di recente la sua amicizia decidendo di assegnare alla italiana Agusta il contratto per la fornitura dell'elicottero presidenziale. La Casa Bianca che non sceglie una compagnia americana per una commessa tanto delicata sul piano industriale quanto su quello della sicurezza e dell'immmagine è stato il suggello di una familiarità nei rapporti con l'Italia che non s'era mai vista".

Un post di Mixumb delle 10:37 · commenti (13)

lunedì, 07 marzo 2005

 

Caro amico ti scrivo

Certe cose sarebbe meglio lasciarle a chi le sa fare. Ricevo l'email che sotto incollo, da parte di un personaggio politico (che detto con sincerità è molto ma molto meglio dei suoi collaboratori) col quale sono entrato in contatto nel recente passato. Ora, non è tanto il testo molto ruffiano che mi infastidisce: gira e rigira il messaggio elettorale è quello, comunque. Però capita che mi metta in copia NON NASCOSTA insieme ad altre decine di persone, con il risultato che: a) tutti leggono gli indirizzi di chi è in copia, e in una email elettorale mi dà fastidio, a prescindere dal fatto che si capisca o no come mi chiamo io; b) bastano dieci che fanno un cross-posting e la rottura di palle aumenta (in fondo è sufficiente cliccare su "rispondi a tutti" invece che su "rispondi") in modo esponenziale.

Ma quello è ancora niente. Il problema maggiore è che l'email m'è arrivata già 4 volte, sempre uguale. E temo non sia finita.
"Caro Amico, Cara Amica,
mi risulta che in passato c'è stata occasione di un contatto fra di noi attraverso la posta elettronica.
Alla vigilia di un appuntamento elettorale che mi vede impegnato in prima persona - le elezioni regionali del 3 e 4 aprile prossimi - desidero riprendere con te un rapporto che mi sta molto a cuore.
Vorrei, così, cercare di essere ancora più vicino alle idee, alle necessità, alle proposte di amici che condividono le mie concezioni politiche, il mio modo di lavorare, e anche di confrontarmi con tutti coloro che, pur non condividendo le mie scelte, non rifuggono da un sereno ed obiettivo confronto.
Se lo ritieni opportuno, può essere anche l'occasione per iniziare una collaborazione che a me sarebbe molto gradita.
Confidando sulla tua pazienza e disponibilità, Ti sarò particolarmente grato se vorrai, sempre via e-mail, rispondere alle domande che seguono su possibili forme di collaborazione.
Mi auguro di incontrarTi presto e, in ogni caso, Ti ringrazio per l'attenzione che hai voluto dedicarmi. Un forte abbraccio.
Sei intenzionato a proseguire il nostro dialogo?
Desideri ricevere la mia newsletter periodica?
Desideri partecipare attivamente alla campagna elettorale?
Desideri ricevere materiale di propaganda elettorale?
Se si a quale indirizzo?
Hai domande, suggerimenti, osservazioni da sottopormi?"
 
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Caro G., con riferimento all'ultima domanda, sicuramente si: liberati di chi ti gestisce queste cose, prima che ti sputtana tutta la campagna elettorale. Ma tieniti buona la tua addetta stampa, che è una delle poche prove dell'esistenza di un dio. Fai i manifesti con lei in bikini che dice di votarti e vedrai che tutto il Lazio ti ringrazierà (mammiferi di ogni tipo e piante carnivore compresi)! In bocca al lupo, e salutami tanto S.
Un post di Mixumb delle 15:59 politica, personale · commenti (3)

 

Domande e certezze. E una importante promessa

Oggi ci sono due editoriali che pongono giuste domande sulla vicenda Sgrena/Calipari. Lucia Annunziata su La Stampa chiede correttamente al Governo: perchè non è stato messo in sicurezza subito l'ostaggio liberato? Perchè tanta fretta? E' stato pagato un riscatto? E poi, una domanda all'opposizione: che informazioni hanno coloro che sostengono con fermezza l'ipotesi dell'agguato? Ernesto Galli della Loggia sul Corsera si chiede se davvero ci si debba fidare della Sgrena che crede a quanto dettole dai suoi rapitori a proposito della premeditazione dell'omicidio di Calipari, come sia possibile che con 400 colpi sparati a raffica verso una automobile nemmeno blindata ci siano state solo 3 pallottole andate a segno, e soprattutto per quale motivo se di agguato si è trattato lei è lì viva che lo può raccontare (a questo proposito raccomando di leggere il post di Giovanni, che è di ieri. Invece, con riferimento alla bassezza tutta della nostra sinistra di strumentalizzare chi era stato definito fino a ieri nelle maniere più sconce e oggi fa comodo chiamare eroe, c'è il post di Rolli).

Una cosa, però, non dicono i due editoriali di oggi: e invece va detta, e non va rubricata sotto la voce "domande" ma sotto la voce "certezze". Non va bene, non va bene affatto concedere a Giuliana Sgrena e a Pier Scolari l'attenuante dell'emozione del dopo rapimento, per parzialmente giustificare le indegne robacce che sono uscite (e usciranno) dalle loro bocche e dalle loro penne. Questi due fanno parte di una cricca di cavernicoli della dignità che quelle robe infami e luride le dicono e le urlano e le scrivono da anni: mentre bruciano bandiere americane, accompagnano gioiosi chi tira pietre contro ambasciata e consolato statunitense, giustificano qualsiasi antiamericanata esista da decenni a questa parte. Non serve un rapimento per dar loro la stura, le due Simone continuano a ripetere lercissime sciocchezze a mesi dalla loro liberazione. Sono anni che vomitano, e rendono un pietoso spettacolo del quale non si peritano di vergognarsi. Nessuna giustificazione per loro. Nessuna.

E' ora che a questo fetido antiamericanismo si risponda con la testimonianza dell'amicizia tra il nostro Paese e gli Stati Uniti d'America. E' ora che si combatta con la nonviolenza ed il dialogo, chiamando a raccolta tutti coloro che sono stanchi delle menzogne contro gli americani. E' ora che si risponda punto su punto alle fregnacce, alle fesserie, alle falsità che vengono sparse da chi ha fatto dell'odio la sua ideologia, degli USA il loro nemico, dell'appoggio ai dittatori la sua bandiera. E' ora che da ogni fazione politica, da ogni classe sociale, da ogni parte d'Italia si contrapponga alla disinformazione dilagante una puntuale proposta delle verità che vengono violentate. E' ora che si dimostri alla maggioranza silenziosa di questo Paese, che tace e vede sfilare quattro casinisti arruffapopolo alla ricerca di un libertario filoamericano da gonfiare di schiaffoni umanitari, che il rumore prodotto da questi fart men walking può essere surclassato dall'orgoglio dell'amicizia tra il nostro popolo e quello americano. E' ora di chiedere a tutti coloro che amano il loro concetto di America - ognuno di essi lecito e magnifico - di dimostrarlo, di mettere in gioco questo loro sentimento, di qualsiasi pensiero essi siano: democratici o repubblicani, di destra o di sinistra, qui in Italia come negli Stati Uniti. E' ora di rilanciare orgogliosamente il "pursuit of happiness" come slogan da condividere e difendere. E' ora di isolare i dementi che approfittano del nostro silenzio per  sputare su chi ha dato la vita per loro e per noi tutti. E' ora di mettersi in marcia, e di svelare che c'è un progetto che sta prendendo sempre più vigore per costituire una istituzione dove la testimonianza della amicizia tra Italia e Stati Uniti d'America possa essere celebrata e rappresentata ufficialmente.

Presto, se ne saprà di più. Ci stiamo lavorando già da un po', coinvolgendo persone e passioni che non aspettano altro che di trovare uno sbocco: e ogni giorno che passa se ne sente una maggiore necessità.

Un post di Mixumb delle 11:59 politica, i love america · commenti (13)

sabato, 05 marzo 2005

 

Cordoglio per un servitore dello stato

Cordoglio per Nicola Calipari. Un uomo che ha sacrificato la propria vita per salvare quella dell'ostaggio che aveva appena contribuito in maniera sostanziale a liberare.

Cordoglio per Nicola Calipari, che ha perso la propria vita perchè qualcuno che non gli è nemico e del quale lui non era nemico ha commesso un  grave errore, e l'ha ucciso.

Cordoglio e solidarietà per Nicola Calipari, perchè è già cominciata l'operazione di strumentalizzazione di chi non perde un minuto per fare da sponda col suo sacrificio per prendersela con gli Stati Uniti, pensando che quando i tuoi compagni muoiono per continui attacchi terroristi e vigliacchi sia sempre e poi sempre possibile aspettare prima di capire chi non si ferma al tuo "alt". Tragico e drammatico errore finire per uccidere chi era lungi dal costituire un pericolo, ma nello specifico di autobombe riempite di tritolo se ne sono viste tante, e quelli che le definiscono atti di resistenza dovrebbero stare solamente molto ma molto zitti.

Anche perchè Nicola Calipari era un uomo armato in territorio straniero, lì non per uccidere ma per difendere.

I compagni di merende del pacifismo d'accatto fino a ieri la gente come lui l'hanno schifosamente disprezzata chiamandola sporchi mercenari.

Cordoglio per Nicola Calipari. E auguri di ogni bene a Giuliana Sgrena: auguri e un consiglio di riguardarsi il video in cui in lacrime chiedeva pietà, prima di elogiare i suoi carcerieri che già si è abbassata a ringraziare.

venerdì, 04 marzo 2005

 

C'è un giudice a ...

Fine della controversia Peacelink / Daclon (qualcuno aveva invitato Peacelink a contattare un avvocato: sembra proprio lo abbiano fatto). Indovinate come ?

"si riconosce al Prof. Daclon il pieno diritto di non vedere pubblicato il proprio nome in calce ad appelli estranei o contrari alle sue più intime convinzioni"

"Peacelink manifesta, pertanto, il proprio apprezzamento verso il Prof. Daclon, riconoscendo pienamente ciò che egli ha svolto e rappresenta a livello nazionale ed internazionale, per aver saputo e voluto scegliere la strada della conciliazione, che consentirà di inviare e rendere subito disponibili i fondi raccolti da Peacelink per i progetti promossi dal missionario comboniano Padre Renato Kizito a Nairobi".

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giovedì, 03 marzo 2005

 

Un manifesto che ci piace

Nascita di qualcosa di importante

 

Quando i leader zittiscono la satira

Chissà se Dario Fo ci farà una piece teatrale, la Dandini una manifestazione all'Ambra Jovinelli, Bertolino (o uno dei centinaia di comici di sinistra della nostra tv) un monologo.

Solidarietà da parte mia a Il Giulivo.

(Grazie a ILA per la segnalazione) 

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martedì, 01 marzo 2005

 

Olddelain

Mai provato a parlare col centralino del Ministero delle Comunicazioni?

Siccome comunicano, ti risponde un disco registrato, che ti dice che gli operatori sono impegnati e ti chiede di attendere. Sono in linea da 5 minuti, e ancora tutti impegnati a comunicare con altri. Mannaggia.

Ancora meglio è la pronuncia in inglese del medesimo messaggio.

Immaginate la sciampista del parrucchiere sotto casa, che ciancicando il chewing gum pronunci un po' scocciata e manco fosse "ar pabb coll'amici": AUAR OPERATOR ( e che ce n'è uno solo?) AR BISI NAU, IU AR CAINDLY RECUEST (magari requested, e comunque tutta 'sta kindness non me sembra) TU OLDDELAIN. TENCHIU (carrarmato a chi?).

Nel frattempo i minuti sono diventati 10 ...

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