Leggende ... metropolitane
Ieri sera festeggiavamo il natale insieme ad amici. Uno di loro, un pò renitente alle sollecitazioni di sua moglie, ci racconta una storia, sentita in ufficio. Un uomo è in metropolitana a Roma. Si siede al fianco di un extracomunitario, e nota un portafoglio per terra. Lo raccoglie, lo porge all'extracomunitario e gli chiede se sia suo. L'altro sorridendogli gli risponde di si, e lo ringrazia : apre il portafoglio, gonfio di banconote e gliene offre qualcuna per ricompensa. L'uomo rifiuta ringraziando a sua volta, e l'altro insiste. L'uomo continua a rifiutare cortesemente, e dice che se fosse stato lui a perdere il portafoglio avrebbe gradito che qualcun altro glielo avesse fatto notare, e che non c'è bisogno di regali : lo scambio avviene in maniera assolutamente civile e gentile. L'extracomunitario, allora, gli dice : "Allora te lo faccio io un bel regalo di Natale : non prendere la metropolitana qui a Roma durante queste feste natalizie" : e poi si alza e se ne va.
Che dire ? A me sa tanto di leggenda ... metropolitana. Ne ha tutte le caratteristiche : ti arriva di terza o quarta mano, chi te la racconta è scettico, è strana ma non impossibile, si riferisce a qualcosa di attuale, fa gioco su una paura che comunque esiste, anche se non è vissuta come preponderante, e sull'ignoranza per cui l'extracomunitario è per definizione affidabile come latore di queste notizie. Ognuno di noi sa bene che non sia possibile confutare al cento per cento la possibilità che ci sia un attentato nella metropolitana di Roma durante le feste di Natale. Temo sia impossibile poter essere certi che non avverrà : oltre tutto, la metropolitana di Roma è difficilmente proteggibile da qualsiasi tipo di attentato, perchè trasporta quasi il doppio delle persone per le quali è stata costruita ed è dimensionata. Allo stesso tempo, non mi sembra sia il caso di cedere a qualsiasi voce giri, a qualsiasi timore si possa avere. Arrivo buon ultimo a dire che fondamentalmente è proprio questo senso di paura di qualcosa di indefinito (e quindi di tutto) diffuso qui in Occidente che volevano e vogliono coloro che hanno dichiarato guerra alle nostre società, pretendendo ingiustamente di parlare in nome di una civiltà che non è giusto rappresentare con questi estremisti. E tuttavia, anche facendo leva sul buon senso e giudicando la storiella come una leggenda metropolitana, si ha dentro di noi la percezione che c'è la speranza di non dover essere smentiti da un nuovo attentato. E' vero che sarebbe il primo in Occidente dopo l'11 settembre : ma chi dice che qui non ce ne saranno mai ? E' vero che un attentato a Roma durante le feste natalizie sarebbe di fatto una dichiarazione di guerra al mondo cristiano : ma l'11 settembre cos'è stato se non una dichiarazione di guerra all'Occidente ? E così, si fa finta di niente, pur sapendo che in un angolo del nostro cervello rimane un piccolo sospetto, che ha fatto capolino questa mattina mentre si aprivano le porte della metro davanti ai miei occhi alla fermata "Cipro - Musei Vaticani" : dove è salita tanta gente, di ogni etnìa, ma se c'era qualche poliziotto era proprio camuffato bene bene.

