Blame it on Fabio Fazio
Il capo: è domenica, beati quelli che stanno al mare, co'sto sole. Vedrai domani, a Roma la gente color aragosta.
Io: mi spiace, ma con le stampelle ancora al mare non posso andare. E nemmeno ti posso portare a passeggiare in un parco, a parte il fatto che con tutte le graminacee che volano ti prenderebbe un accidenti. E se andassimo al cinema ?
Il capo: per me va bene, ma dobbiamo trovare una sala qui vicino accessibile senza fare le scale.
Io: ce l'ho. Fanno "L'alba del giorno dopo". Dai, spaventiamoci un po' con il filmone catastrofico.
Il capo: vabbè. Dammi gli occhiali da sole, che te li tengo io.
Avete presente il film, no ? Quello dove c'è un vicepresidente degli Stati Uniti stronzissimo, che assomiglia a Dick Cheney. E poi c'è il presidente col maglioncino che è spu-ta-to ad Al Gore. Quello dove si giaccia tutta la parte nord degli USA, compresa New York (mi immagino Vattimo, Casarini e Curzi che si danno un high five alla vista della statua della libertà coi ghiaccioli sulla fiamma). Quello dove piove, nevica, grandina, ci sono uragani, tifoni e tempeste. Quello dove FA FREDDO. Quello lì.
Bè, finisce il film e usciamo.
E piove a dirotto. Piove che dio la manda. Tuoni. Cielo scurissimo. Goccioloni piuttosto grandi.
E allora ditelo, su, che è un complotto comunista ai miei danni, che sto pure con le stampelle e mi dite dove me lo ficco l'ombrello ? (astenersi simpaticoni con commenti volgari). Ditelo che ce l'avete con me. Ma io non mi spavento. Non posso dire che mi piego ma non mi spezzo, per ovvi motivi (ehm). Ma non mi fate paura.
Fabio Fazio, sporco comunista, dico a te. Non mi avrai mai.
P.S. Messaggio per professorini di passaggio: era un post ironico. Non si sa mai. Riponete il ditino, che fa da parafulmine.

