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venerdì, 24 settembre 2004

 

Qualcuno esca il pulsante rosso

Scena: prestigioso piano dedicato alla VicePresidenza di una importante istituzione con sede a Roma. Sono lì nel salottino, tutto molto soft. Piante, mobili in legno chiaro (ma non Ikea, siamo nel lusso), un corridoio sul quale a destra e a sinistra si affacciano uffici con scrivania della segretaria a vista e porta del suo capo rigorosamente chiusa. E' un giovedì pomeriggio, sono le 17. Il piano è deserto. Ci sono solo le segretarie, che annoiate navigano su internet. Non suona un telefono, non arriva un fax, nulla. All'ingresso ho appena incrociato una bionda (tinta) alta unoecinquanta in divisa da guardia, con pistola nella fondina, che mastica il suo chewing-gum (la guardia, non la pistola), e non posso chiedermi scettico quanta paura eventuali malintenzionati si possano prendere dalla vista di quella signorina che, per di più, mentre io attendo se ne va due volte a fumare in bagno. E' tutto molto calmo, molto silenzioso, molto soft. nessuno sta facendo un beneamato piffero. Le segretarie, colte da crisi di sbadiglio, ingannano il tempo parlando dell'imminente inizio del grande fratello. Direi che un paio starebbero bene nella caaasa. Io sono lì che scrivo un documento sul palmare, mentre sto aspettando di essere ricevuto dal boss dei boss. Il cellulare è spento, come sempre in queste occasioni, quindi niente telefonate di lavoro o di altro tipo. Mi guardo intorno, finito il documento che invio per email in ufficio. Su ogni porta tagliafuoco, da quella di accesso al piano a quella che introduce al corridoio, c'è un pannello di finto rovere con su un adesivo dove è scritto: "per sbloccare la porta, premere il pulsante rosso". Le porte, infatti, sono tutte aperte e bloccate. Cerco il pulsante rosso sulla porta, ma non c'è: niente vicino alla maniglia, niente sul lato. Lo cerco a destra e a sinistra dello spazio che la porta, qualora sbloccata, chiuderebbe: nulla, non c'è. Lo cerco nello spazio al quale si accede oltrepassata la porta, ma nemmeno lì. Chiedo una fotocopia ad una segretaria, quella me la va a fare e io curioso nel suo ufficio: il pulsante rosso non è nemmeno dentro gli uffici, vicino alle scrivanie, sotto le scrivanie, a fianco delle scrivanie, sulle scrivanie. Non c'è, 'sto pulsante rosso non si trova. Allora fermo una delle gentili e annoiate signorine, e glielo chiedo.

"Scusi, ma dov'è il pulsante rosso per sbloccare le porte ?" 

"Quale purzante rosso ?"

"Brutta idiota, ci passi tutte le tue giornate qui, possibile che non ti sia mai accorta che su tutte le porte c'è un adesivo con su scritto che per sbloccare la porta va spinto il pulsante rosso ?" (questo è quello che verrebbe da dire). "Vede signorina, quello segnalato dall'adesivo sulla porta. Me lo chiedevo così, per curiosità. Immagino che queste porte rimangano sempre aperte, ma cercavo il pulsante rosso - mica per chiudere le porte, non sia mai - e non l'ho trovato" (questo è quello che le dico).

"Aaah, capiiisco. Eh noozo, azpetti n'attimino, eh. (urlando) Giuusy, chessai 'ndo stà 'sto purzante rosso ? Come quale purzante rosso (fintissima, fino a venti secondi fa non ne conosceva l'esistenza, del pulsante rosso), quello pe' sbloccà ee porte, nno ? Ah, nemmeno tu oo sai 'ndo stà ? E comme ze fa ? Ah, chiamamo GGGiorgio, che quello zà tutto ? 'Ndo stà, chiamoonpo' sur cellulare".

Conciliabolo tra le due più una collega che accorre svegliata dal frastuono che ho involontariamente scatenato, sul tema "qual'è il numero di cellulare di Giorgio". Trovano il cellulare di Giorgio, chiamano.

"A'Giò, so' Meri (Mary ? Mery ?) sentim'po' ma 'ndo stà 'sto purzante rosso ? Come quale purzante rosso, ma possibbile che qquà nessuno zàmmai gniente (ancora più finta, ora rimprovera gli altri. ah, se non ci fosse lei in quest'ufficio ...). Er purzante pe' zbloccà le porte, no ? Ah. Ah. Mmh Mmh. Aha. Eccerto, ecciài raggione. Vabbè nì, grazzie eh"

Mi si avvicina con l'aria di chi ha appena scoperto non solo il contenuto del terzo segreto di fatima, ma anche che ce ne stanno altri cinque, di segreti di fatima. E lei li conosce TUTTI.

"Ecco, vede, stàqquà ddietro aa porta" e si accosta al muro per cercare di intravedere nello spazietto minimo lasciato dalla porta, che è poi lo spazio dello zoccoletto in basso al quale la porta è assicurata.

Mi accosto anch'io, e intravedo nella penombra piuttosto lontano un qualcosa che vagamente potrebbe essere un pulsante rosso.

"Ma lei ci arriva a spingerlo ?" Chiedo un po' perfido.

"Ennò, er braccio nun me ce passa, ma poi è mejo coo lasciamo llì, che nun vorei cominciasse a sonà tutto".

"Per carità, per carità. Quindi lei mi sta dicendo che per sbloccare la porta bisogna premere il pulsante rosso, ma per premere il pulsante rosso bisogna sbloccare la porta ?"

"Certo, è pe'ssicurezza".

"Capisco. Grazie."

Un post di Mixumb delle 10:29 personale · commenti (9)