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venerdì, 24 settembre 2004

 

Grazie

C'era una volta un gruppo di persone che volevano cambiare il mondo. Tanti altri avevano avuto la stessa idea, ma questo non fermava i nostri intrepidi. Queste persone si raggruppavano da sempre intorno ad una figura carismatica, come spesso accade quando si mettono in moto quelli così matti da far fare un salto in avanti ad una società. Il leader carismatico era un folle pennellone, con la capa tosta più del granito, che andava avanti a sigarette e scioperi della fame. Molti furono coloro che si aggiunsero al gruppo, molti quelli che se ne distaccarono, in feroce polemica o in maniera più soft. Alcuni, come nelle migliori tragedie, si schierarono presto nelle file dei peggiori avversari del gruppo che fino a poco prima avevano frequentato, imparando tutto quello che sapevano.

Era un gran gruppo, quel gruppo: fatto di gente caparbia, leale, onesta. Fatto di gente concreta nel suo idealismo, abbastanza rompicoglioni da rendersi antipatica all'establishment dei padroni del vapore, sufficientemente incisiva da inventare spesso le scarpe sulle quali far progredire la società italiana, matta tanto da anticipare il mondo di un po', pronta a pagare sulla propria pelle le dimostrazioni dell'incoerenza della legge e della parola ai dànni di chi è più debole.

Oggi accade che quel gruppo, che si rinnova di volta in volta e risorge dalle ceneri alle quali è destinato con costanza e professionalità da chi non li sopporta, è preso in una incosciente iniziativa, l'ennesima. Da aprile sono in giro, senza un soldo e con le sole froze della propria passione, a prendere firme per abrogare una legge ingiusta, stupida, indegna e soprattutto irrispettosa. Senza che nessuno se li sia filati, hanno rotto l'anima ai cittadini risvegliandoli dal classico torpore italiota, il tutto nel totale silenzio di tutti i mezzi di informazione, e nella colpevole astensione per troppo tempo di quelle forze di opposizione che hanno fatto del dire che Berlusconi è il male assoluto lo sport nazionale, ma poi trovano sempre qualche scusa per ritardare, edulcorare, addolcire il loro impegno se c'è da fare uno sgarbo alla chiesa e alla pantofola del monsignore di turno, e non ai cattolici, badate bene. Se è chiaro che l'impulso dato a settembre dai ds e da rifondazione ha reso possibile arrivare ad oggi con qualche speranza di farcela (ma poi c'è la cassazione, la corte (in)costituzionale, le elezioni anticipate, le leggine truffa, gli inciuci, la follia del quorum, i rappersentanti che dicono ai rappresentati di andare al mare invece che a votare, il parlamento che legifera in opposizione a quanto detto dai cittadini ... avoglia, ancora, siamo appena all'inizio), è altrettanto chiaro che il lavoro sporco, duro, faticoso, a volte umiliante lo han fatto sotto la pioggia e sotto al sole, di giorno e di notte, di primavera e d'estate, sacrificando ferie e tempo libero e anche quello non libero i protagonisti di questa battaglia: i militanti, o militonti come li chiama affettuosamente il loro leader, radicali. Che tutti se ne rendano conto, non solo quelli che li chiamano nazisti bestemmiando la storia e la civiltà e l'intelligenza di chi non fa il ministro dei rapporti col parlamento, che tutti lo sappiano: sarà un'altra cosa della quale ringraziare, e applaudire, tutti ma proprio tutti i radicali italiani. Nel mio piccolissimo, questo post è per voi, per voi tutti: splendido esempio di impegno, esaltante spirito di dedizione, magnifica dimostrazione di quanto si possa essere grandi e umili allo stesso tempo. Io vi ammiro, e di cuore vi dico grazie. Mi pregio di considerarmi uno di voi, e qualcosina ho fatto, ma è nulla di fronte al vostro impegno.

C'è una sola parola: GRAZIE.

P.S. : l'Italia è quel paese nel quale da 6 mesi si raccolgono firme per abrogare un referendum, ma la prima puntata della principale trasmissione politica ad occuparsi di questo argomento così fondamentale andrà in onda il 28 settembre, quando sarà ormai tempo solo di controllare e certificare i moduli ma nessuno sarà per strada a prendere le firme di chi si informa solo grazie a "Porta a Porta".

Anche qui, c'è una sola parola: VERGOGNA.

Un post di Mixumb delle 21:19 politica · commenti (32)