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venerdì, 24 dicembre 2004

 

Paghi due prendi tre

Su Panorama c'è un editoriale di Sergio Romano intitolato "soltanto due assi per la Cina", nel quale l'ambasciatore - in occasione del recente viaggio di Ciampi - descrive brevemente lo status del nostro import/export con la Cina, paragonandolo a quanto fatto in questi anni dalla Germania. Romano afferma, tra l'altro, che la revoca dell'embargo dell'Unione Europea sulla esportazione di armi appare naturale.

L'articolo si conclude con Romano che argomenta così: "Molti hanno ricordato che l'embargo fu imposto dopo il massacro di Piazza Tienanmen e che la Cina continua a violare i diritti umani dei suoi cittadini. Ma abbiamo almeno tre buone ragioni per revocarlo. In primo luogo non è possibile fare affari importanti con la Cina e continuare a punirla per un avvenimento di 15 anni fa. In secondo luogo lo sviluppo economico della Repubblica Popolare e della sua società civile contribuirà probabilmente meglio di qualsiasi embargo alla evoluzione del regime politico di Pechino. In terzo luogo l'industria degli armamenti ed i cantieri navali sono fra le poche carte internazionali di cui l'Italia ancora dispone".

Ora, in queste affermazioni sostituite alla Cina qualsiasi paese antidemocratico che c'è al mondo, il più becero (ammesso che ce ne siano di più beceri). Che cambia ? Nulla. Si tratta semplicemente di un noto commentatore italiano che fa outing e rivela che lui con la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo ci si pulisce il culo. Soddisfatto. E' gigantesco che Romano liquidi la storia e quello che è accaduto a Piazza Tienanmen con poche battute, come se dopo i fatti del 1989 ci fosse stato un lungo e ragionato cambiamento illuminato dalla barbarie di quanto accaduto: oggi un'altra Tienanmen non potrebbe probabilmente verificarsi perchè sarebbe soffocata nel sangue prima. Altro che "quindici anni fa". Quanto alla seconda argomentazione, varrebbe - forse - se gli individui cinesi avessero diritti civili e politici tali da permettere loro, come dovrebbe essere, di vivere questo micidiale sviluppo economico governandolo secondo le dinamiche a loro necessarie, guidandolo e non vedendolo da dietro il vetro delle gabbie in cui li tengono rinchiusi i loro dittatori. Quanto alla terza motivazione, chiamasi realpolitik. Vendiamo armi a chiunque ce le chieda, in primis a quei paesi che le useranno per reprimere qualsiasi afflato democratico: già lo abbiamo fatto, forse lo facciamo ancora, sicuramente lo fanno campioni dell'europeismo superiore sulle cui bandiere starebbero bene tanti ditini alzati. Però poi nessuno venga più a rompere i coglioni con l'imperialismo americano, con la CIA e con fregnacce di questo tipo. La smettessero di dare lezioni che proprio non è il caso, e cominciassero a imparare.

E questo è il personaggio che prenderà il posto di Mieli in quella rubrica delle lettere al corriere che una volta era del grande Montanelli. Un affronto insopportabile alla sua memoria.

Un post di Mixumb delle 05:41 politica · commenti (6)