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lunedì, 31 gennaio 2005

 

Otto milioni di eroi

Sono gli irakeni che hanno sfidato la morte per andare a votare. Sono gli otto milioni di irakeni che ci hanno dato una grande lezione di democrazia. Sono gli otto milioni di irakeni che hanno dimostrato a tutti, pacifisti d’accatto e Fallaci integraliste, che non esiste un posto dove la democrazia non può funzionare, sebbene ferita, neonata, azzoppata. Sono gli otto milioni di irakeni che hanno dato un senso al sacrificio di tanti altri eroi, loro connazionali, americani, italiani, britannici: non francesi, né cinesi, né tedeschi. Sono gli otto milioni di irakeni che hanno spiegato al pacifintume infame che è quando Al Zarqawi proclama contro la democrazia e ammazza chi va a votare, è allora che si dovrebbero muovere per manifestare: ma fuori fa freddo, e poi hanno già manifestato quando è venuto Bush, il cattivone che a quegli otto milioni di irakeni ha permesso di votare, di votare anche perché le sue truppe se ne vadano, di votare quello che si vuole, e non come accadeva sotto quel regime il cui vicesatrapo Tareq Aziz veniva accolto con tutti gli onori dai vari Pecoraro Scanio e Cossutta e gente senza ritegno.

Otto milioni di eroi, e una convinzione: democrazia e libertà sono validi per tutti, ma chi le sfregia e le stupra di più è chi scambia per “resistenti” coloro che imbottiscono di tritolo un ragazzo down e lo convincono a farsi esplodere per punire chi sta finalmente, dopo trent’anni, facendo valere il suo diritto. A tutti quelli che stanno da quella parte, da Vattimo ad Arlacchi, da Casarini ad Agnoletto, da Diliberto ad Asor Rosa e a tutti quelli come loro compresi intrepidi bloggers luride carogne, auguro davvero di risvegliarsi un giorno dal torpore vergognoso in cui sono piombati, per poter rendersi conto di persona di quanto poco li si possa definire uomini e di quanto da quegli otto milioni di eroi abbiano da imparare.
W l'Iraq. W gli Stati Uniti d'America.
Un post di Mixumb delle 09:24 politica, i love america · commenti (9)