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domenica, 29 maggio 2005

 

Una voce libera, che darà fastidio

Guido Ceronetti su La Stampa di oggi (è una sintesi)

Purtroppo, qua, non ci sono né Machiavelli né Saint-Just a ricordarci che cosa dovrebbe essere una repubblica, con un regime repubblicano. La pressione dell’assolutismo papistico caratterizza quasi tutta la realtà italiana. L’ingiunzione della Gerarchia a non votare per il referendum è una madornale ingerenza straniera, che un governo col senso dei limiti rispettivi respingerebbe, invitando tutti, cattolici e non cattolici, a non disertare il voto. Inutile aspettarsi ciò; allora non resta che la ribellione individuale, andare a mettere qualcosa nelle urne. Sia pure un voto bianco. Io credo farò così, ne ho sentite troppe, sono sazio di opinioni bioetiche, ho voglia di occuparmi d’altro, metto il risultato del 12 giugno tra le cose che gli Stoici definivano indifferenti. Non mi va d’incrementare le nascite per violenza medica, né d’incrementarle, poveri bambini destinati a Moloch, al minotauro, condannati a non essere liberi, alla castrazione preventiva delle ali. Ho amato e cercato una medicina umana, ma quella che viene avanti non ha volto umano: la sua faccia è nascosta e temo sia una faccia bruttissima. Facciamoci da parte: l’uomo, qualunque cosa si tenti per salvarlo, è perduto. Se i vescovi indicassero come votare lo troverei legittimo. Un’opinione tra le altre, motivabile. Se gli va di conservare la legge 40, sarebbe un’ottima occasione per assicurarne l’intangibilità, entrando nell’agone. Predicare l’astensione è invece molto grave: tende a modificare subdolamente il gene della democrazia, alla quale se togli il voto e la libertà di andare al seggio hai tolto quasi tutto, ne hai rinnegato l’essenza; qui l’ingerenza si fa Zarkawi incruento, non minaccioso, non mortifero, e tuttavia intimatore, sopraffattore, gentilmente terroristico. Ci avviciniamo alla repubblica islamica iraniana: il potere civile stabilisce una regola, però se l’ayatollàh vuole contrastarla la regola va in fumo. Mettiamo che lo Stato costruisca un’autostrada: un potere estraneo forte ingiunga di non percorrerla, che cosa facciamo? Lo Stato resta a guardare il suo nastro d’asfalto aperto per nessuno? Il 12 giugno spenderà un mucchio di denaro pubblico per la giornata elettorale. La scienza, scrisse Werner Heisenberg, è stata utile all’umanità fino ai primi decenni del secolo: dopo, non ha più cessato di far paura.

Un post di Mixumb delle 09:52 politica, copio & incollo · commenti