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domenica, 29 maggio 2005

 

Referenda

Oggi accade qualcosa per la quale, per la prima volta in assoluto, mi piacerebbe in qualità di marito del Capo, approfittare della possibilità di avere la cittadinanza francese. Al di là del fatto che per farlo dovrei dimostrare di sposare in toto ed in esclusiva lingua, storia e cultura francesi, e già questa è una delle grandi differenze con il Paese che amo, dove per richiedere la cittadinanza non devi affatto abiurare le tue radici; ma al di là di questo, credo che chiederei la "cittadinanza a fisarmonica", perchè magari nella mia vita potrebbe ricapitare di volerla, ma giusto in occasioni come oggi.

Che accade oggi? Oggi accade che, a differenza di qui in Italia dove della Costituzione Europea i cittadini non hanno potuto sapere nulla, non hanno votato i loro rappresentanti alla Convenzione, non hanno votato sul testo e non lo faranno (e son certo che molti non sanno nemmeno che il Parlamento l'ha già ratificata); a differenza di qui, almeno in Francia si vota. E' vero che c'è già chi dice che in caso di vittoria dei no si dovrà riproporre il referendum tra qualche tempo, ma trattasi del padre di questa costituzione, Giscard, e si può capire che la difenda così com'è.

Ecco, ammiro quello che accade in Francia: c'è un referendum, non importa il quorum, si parla del tema oggetto della consultazione. Io voterei no, e non solo perchè la cosa darebbe un grande dispiacere al nemico pubblico e dichiarato numero uno del Paese che amo, che con mio gaudio ogni volta che parla a favore del si fa aumentare quelli che voteranno no. Io voterei no, e non mi sorprende che Chirac invece voterebbe si, perchè quell'elenco telefonico di trecento articoli non è una costituzione, è un circostanziato trattato di armistizio tra 25 Paesi che non si fidano tra di loro e riempiono di clausole quella cosa che li lega, per pararsi il culo dal proprio vicino col quale si è intrapresa l'offensiva del sorriso mentre si pensa al modo per fotterlo al contempo accusandolo di volerti fottere.

E non m'importa che l'eventuale (e auspicabile, e sembra probabile) sconfitta dei sostenitori di quella costituzione potrebbe riaprire la stura ai fetori dell'imposizione delle fantomatiche radici cristiane da inserire a mò di corano; sarà un'altra battaglia da fare, se del caso.

Per la cronaca, il Capo voterà si: voterà conoscendo le pagine gialle di cui sopra, che le sono arrivate a casa un mese fa; voterà perchè sa su cosa si vota e fa la sua legittima scelta, perchè nessuno, ma proprio nessuno, si permette di dirle di rimanere a casa, perchè non è uso ai parlamentari francesi di affermare che le scelte di coscienza sono cosa loro e solo cosa loro. Voterà perchè lo stato del quale ha cittadinanza si prende la briga di verificare ed agevolare il conoscere per deliberare di tutti i suoi cittadini, che essi vivano in patria oppure no. E va da sè, lo stato di cui sopra, che come sa chi legge questo blog è uno di quelli che a me piace di meno, non fa giochetti tipo dare per votanti al fine di aumentare il quorum anche i morti ed i dispersi. Qualunque sia il colore del suo governo.

In Italia no, tutto questo non accade. In Italia accade che si spaccia il rifiuto dell'esercizio di un diritto/dovere come la lotta di una battaglia che a parole è descritta come risolutiva, ma poi si sostanzia nel non votare, con la posizione furbetta che anche i più scalmanati surfisti del 12 e 13 giugno non possono negare, tra un Giovanardi che ci dà dei nazisti ed un Buttiglione che ci dà dei criminali, e un Ferrara che ci accusa di alzare i toni mentre quelli dei sostenitori della legge sarebbero soft.

In occasione delle ultime elezioni europee Berlusconi mandò un sms a tutti gli aventi diritto al voto dei quali si conoscesse il numero di cellulare: attenzione, non un sms personalizzato, ma uno erga omnes. Il messaggio ricordava che ci sarebbero state le elezioni, certo non diceva per chi votare nè raccomandava se andare a votare oppure no. Suppongo davvero che stavolta non ci sarà questa iniziativa, per quanto meritoria e assolutamente liberale.

Allora, perchè non lo facciamo noi ? Perchè tutti noi che crediamo nel diritto, e nel liberalismo, nello stato laico e nella libertà di religioni (e non di religione) coincidente con il libero stato, non ci sostituiamo al PresdelCons e inviamo dieci, venti sms per ricordare ai nostri amici che c'è un referendum? Non scriviamo cosa fare; non raccomandiamo se votare no, nè come votare. Mandiamo gli sms dicendo solo che c'è un referendum e quando c'è, già così dovrebbe bastare e nessuno, in buona fede, ci potrebbe o ci potrà accusare di essere in errore (che poi, se un Giovanardi mi dà del nazista io lo prendo come un complimento, chè in italiano due negazioni fanno un'affermazione).

Dieci sms al giorno, e non vi preoccupate: non vi cresceranno le orecchie, non vi cadranno i capelli, non tornerete bassi un metro e 60, non vi sentirete unti dal signore. Vi sentirete solo un po' più liberi.

Hai detto niente. Io lo farò, fatelo anche voi. E passate parola.

Un post di Mixumb delle 10:50 politica · commenti (1)