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venerdì, 10 giugno 2005

 
Quattro si
 
Delle argomentazioni per le quali voterò quattro si, direi che ormai ho abbondantemente detto, riassumendone alcune – ma non tutte – nella lettera che ci siamo scambiati col mio amico Mario.
Qui, a conclusione, vorrei dire che tira una brutta aria: un’aria di revanscismo clericale, di restaurazione bigotta, di assalto alla laicità dello stato e di attacco alla secolarizzazione della società civile italiana. Il tutto con l’avallo silente dell’astensionista seriale, quel tot per cento dell’elettorato attivo che dorme beato sugli allori della democrazia (per la quale altri hanno versato il loro sangue) fregandosene bellamente di quello che gli capita intorno, salvo poi lamentarsi tutto il giorno perché non gli sta bene cosa accade nel suo Paese. Complice e anzi protagonista del menefreghismo italiota, questa percentuale di concittadini che non mi piacciono affatto costituisce tuttavia la speranza di raggiungere il quorum. Io penso infatti che l’italiano astensionista seriale, molto vicino all’italiano medio, abbia stipulato un tacito patto con coloro i quali sono da lui dileggiati snobisticamente tanto quanto legittimati dalla sua ignavia. Questo nostro amico ti prende in giro se lo metti di fronte al fatto che quelli contro i quali lui protesta rifiutando di esercitare il proprio diritto sono coloro che più di tutti traggono beneficio dalla sua condotta. Lui lo sa benissimo, ma fa finta di non saperlo, e dorme. Dorme, ronfa, consapevole che intanto si spartiscono la torta grazie anche al suo complice sonno. Questo simpatico esemplare di occidentale troppo bene abituato, però, qualche volta s’incazza. Gli capita, guarda un po’, sempre in concomitanza con un referendum (per il quale altri hanno versato sudore, per fortuna non sangue, almeno fino ad adesso chè del doman non v’è certezza), e ha dimostrato in passato che quando s’incazza lo fa perché coloro i quali avevano ricevuto il suo implicito lasciapassare, invece di stare buoni e farsi gli affari loro lo hanno svegliato dal suo sonno. S’incazza perché non accetta che l’interlocutore del tacito accordo non capisca che l’unica cosa che deve fare è rispettare il sonno dell’italiano astensionista seriale, senza esagerare, senza strafare. Se si comincia ad urlare e strepitare, se si intraprende una crociata con lo scolapasta in testa, se ci si agita troppo quello si sveglia. E s’incazza. E punisce votando. Questa è la speranza oggi in Italia, a questo ci siamo ridotti. Se non s’incazza, sono cazzi.
 
Io proporrei invece di ponderare il quorum tenendo conto di questa astensione seriale. Io propongo, ufficialmente per quanto me lo consenta questo piccolo blog poco frequentato, che il quorum rimanga del 50% +1 ma venga calcolato non più sul 100% degli aventi diritto (tralasciamo per pietà la tristissima e incivile vicenda del voto degli italiani all’estero) bensì sul 100% meno la media dell’astensione delle ultime tre tornate elettorali. Per capirci, se nelle ultime tre elezioni l’astensione in media è stata del 25%, io propongo che il quorum per l’eventuale successivo referendum sia la metà+uno del 75% degli aventi diritto. Poi voglio vedere i furbetti come si mettono. Ma non si farà, questo paese è troppo poco civile sui diritti civili.
 
L’altra notte ho fatto un sogno. Ho sognato un uomo con la barba che lanciava anatemi iracondi sui suoi concittadini, ammonendoli sul non andare a votare, richiamandosi spesso e volentieri alla dottrina e ai pronunciamenti della religione più in voga nella parte di mondo dalla quale minacciava la sua gente dipingendo apocalittici scenari qualora essi fossero andati a votare. Non sono in grado di ricordare le sembianze di quell’uomo.
 
Secondo voi chi era, Al Zarqawi o Giuliano Ferrara ?
Un post di Mixumb delle 15:50 politica · commenti (12)