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lunedì, 13 giugno 2005

 

Avete (stra)vinto voi

Mi sembra di vederli, alcuni simpatici cattoliconi acquattati lì a fare il reolad per vedere che dice adesso quell’anticlericale che tanto si è speso per il sì ai referendum. A metà giornata (scrivo alle 14) ci sono 45 accessi, manco ci fosse qualche flame come ai bei tempi. Eccomi qua, nudo come mamma mi ha fatto. Io mi arrendo, senza condizioni.
 
Semplicemente, avete vinto voi: anzi, avete stravinto. Sarei stato pronto a dar battaglia, viste le mille scorrettezze escogitate e messe in atto con scientifica impudicizia, se il mancato quorum avesse comunque testimoniato un affluenza dal 40% in su. C’è da scrivere un manuale su come violentare la democrazia, con l’indicazione di tutti i mezzucci infami usati dall’establishment chiesa/ministero dell’interno/televisioni. E questo rimane agli atti come una vergogna che vi marchierà per tutta la vostra sperabilmente lunghissima vita. Ma qui, invece, si tratta di un’ecatombe. E’ corretto, e però molto doloroso, riconoscerlo. Noi siamo sconfitti, voi vincitori.
 
Ma c’è di più.
 
Questo non è un referendum sulla fecondazione assistita. Era partito così, ma ha mutato di significato in conseguenza con la crociata messa in atto da preti e atei devoti, clericali e cattolici, monsignori e politici tartufescamente genuflessi, che hanno deciso di accoppiarsi con una grande quantità di cittadini ignavi, abulici, addormentati, che producono sonnifero da tutti i pori. E più la crociata si è estesa, più si è cibata di ignobili falsità sulle quali nel mondo occidentale faranno tesi di laurea a dimostrazione di quanto sia povera oggi la civiltà democratica in Italia, più ha coniato slogan vigliacchi e messo su una caciara indegna anche e soprattutto perché in nome di valori così alti, più gli italiani avrebbero dovuto reagire. Non l’hanno fatto. Bisogna prendere atto di ciò, i dati sono sotto gli occhi di tutti e non c’è nulla da dire. Se la chiesa e le sue armate avessero tenuto un basso profilo, paradossalmente la sconfitta sarebbe stata meno violenta: invece non hanno inteso rinunciare a nessuna delle loro indebite ingerenze, e il risultato è che hanno stravinto.
 
Le conseguenze sono gravi, sono gravissime. In termini numerici, e non solo in quelli, questa non è una sconfitta, questa è una catastrofe. Ne va preso atto.
 
Questo risultato apre scenari che credo, temo sarà difficile scansare. Non si tratta solo di assistere ormai impotenti ai salti di gioia di gente che esulta per il pietoso stato della partecipazione democratica nel Paese in cui vive, in un consapevole gorgo che trascina nella melma ogni volta di più gli ultimi scampoli di opposizione ad un regime dolce che invece dell’olio di ricino ti somministra un reality show con la tiara imbevuta di valium. La legge sull’aborto, come ammette lo stesso Tar del Lazio, sarà solo il primo, naturale, inevitabile tassello. Io credo davvero che tutti coloro che ancora hanno un cervello dovrebbero riflettere seriamente sull’ipotesi di tornare alla religione di stato, con il reato di bestemmia, il crocifisso obbligatorio ovunque, le omelie del papa a reti unificate più di quanto già non accada: c’è almeno un buon 25 % di aventi diritto che non se ne accorgerebbero nemmeno, bontà loro. Sotto l’ala finto-protettiva della religione cattolica, molti italiani stanno semplicemente meglio, anestetizzati dal pensare che è tanto difficile, in questa grande casa di cura per lungodegenti di ogni età chiamata Italia gestita rigidamente dalle gerarchie cattoliche che solo qui hanno così tanto potere. Oggi, la stragrande maggioranza degli italiani si sono pronunciati non pronunciandosi. Alcuni di essi hanno vinto, e lo sanno; alcuni non lo sanno nemmeno e si cullano beati nella loro ignoranza; altri, infine, ma credo pochi, si renderanno conto solo in un secondo momento di cosa hanno partecipato a creare. Ha ragione Pannella: un giorno tutti ci ricorderemo come abbiamo votato in questo referendum. E' evidente che non tutti quelli che si sono divertiti a giocare al piccolo astensionista clericale si rende conto delle conseguenze della sua condotta: ad ogni livello. Il gioco è finito, c’è un vincitore schiacciante, che vinca e tutti ne paghino le schiaccianti conseguenze. Durissime.
 
Personalmente, ho due riflessioni da fare.
 
La prima è che mi vergogno amaramente, profondamente di essere italiano. La mia sofferenza maggiore va a riguardo del fatto che ad ottobre mi nasce una figlia, e francamente di farla crescere in questo paese, e in quello che andrà a (ri)diventare dopo il voto di oggi, non ho alcuna voglia. Se fosse per me oggi, me ne andrei lontano, sapete dove, definitivamente. Non si può per troppi motivi, e certo che ognuno di essi da oggi è da me ancora più odiato. Ma - e chi mi conosce sa quanto questo sia indicativo dello schifo che sento - adesso mi accontenterei anche della cittadinanza d’oltralpe da acquisire per aver sposato una cittadina francese. Per il momento, sono contento di essere riuscito a sposarmi con rito civile: spero che mi permettano di non battezzare mia figlia, forse la fortuna è che ottobre è molto vicino. Ma ve la dico come la penso, credo che se domani un Volontè qualunque proponesse una legge per introdurre l’obbligo di battesimo per tutti i figli nati in territorio italiano non avrebbe nemmeno tutti i torti dal punto di vista morale. Per certi versi, mi sembrerebbe giusto, non scherzo. Un’ora al giorno di religione cattolica obbligatoria in tutte le scuole pubbliche, e rubrica settimanale su tutti i giornali affidata al cardinal Ruini: ce le meritiamo, che ci vengano inflitte. Otto per cento, e solo alla chiesa: altro che otto per mille e pure ad altre religioni. Consultazioni doppie, al Quirinale e pure in Vaticano, per le cariche politiche da adesso in poi.
 
La seconda riflessione, che nell’universo mondo conta ancora meno della prima che già contava poco, è che non so quando e se mi tornerà la voglia di scrivere qualcosa su questo blog. Al momento mi verrebbero in mente solo improperi, e non vale la pena. Adopererò le energie che mi sono rimaste per scavare e cercare, con notevole difficoltà, qualcosa di buono in questo Paese, in vista di un bellissimo appuntamento che avverrà tra 20 giorni esatti. Poi si vedrà cosa accade: se ci saranno le condizioni per continuare il blog, e come. Probabilmente no, e non solo per la cocente e detonante sconfitta di oggi.
 
Ad ogni modo, se non ci sono eclatanti novità, che al momento non intravedo proprio, appuntamento intorno al 4 luglio. Grazie davvero a tutti coloro che hanno frequentato questo blog. E complimenti ai vincitori di oggi. Se fossi cattolico, ad alcuni di essi (a quelli in buona fede, e ne conosco: sebbene io abbia letto oggi con grande dispiacere un post di una vigliaccheria feroce - non politicamente scorretto, vigliacco: è un’altra cosa - sul blog di un amico che evidentemente non sa vincere, e sarebbe invece bastato mantenere un profilo di classe, ma quella la si usa solo se la si ha) ricorderei che qualcuno che gode di una certa vostra stima disse: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Tanto voi vi si perdona sempre, no? Quattro ave maria e tutto passa, tranne la sofferenza altrui. Ma a voi che vi frega, voi avete gli embrioni, quello che diventeranno e perché e quanto soffriranno non è tra le vostre preoccupazioni, questo s’è capito.
 
Ecco, tra qualche decennio la chiesa chiederà scusa anche per questa infamia, come ha sempre fatto per le precedenti infamie delle quali si è macchiata con l’entusiastico avallo dei suoi sostenitori. Adesso, voi che giustamente esultate, divertitevi e brindate. Il giocattolo Italia è tutto vostro: vi meritate, reciprocamente.
 
A noi italiani laici sconfitti rimane sapere che dalla nostra parte c'è il resto del mondo, a parte il Costarica.
Un post di Mixumb delle 14:27 politica, personale · commenti (20)