Ah che fantastica mattinata in pace che ho appena trascorso ! Vorrei abbracciare il mondo intero. Mi sento felice come se avessi fatto shopping all’unieuro.
Dovendo passare in commissariato per una denuncia di smarrimento e alla asl per un e 111 ( ritengo proprio che chi naviga per queste acque sappia cos’è un e111 : per quei due o tre che non lo sanno, è il modulo per l’assistenza sanitaria all’estero ma all’interno dell’unione europea, serve ad avere copertura medica gratuita se stai male quando sei in un paese dell’ue : un nostro diritto, per capirci ), insomma dovendo fare questi giretti, ieri sera ho detto a bodybalance ( la mia segretaria ) che sarei arrivato con un’oretta massimo un’oretta e mezza di ritardo. Mi presento dunque di buon mattino al commissariato per una denuncia di smarrimento ( chiariamo : sono solo 18 anni che mia madre gira senza foglio complementare del pandino perché non glielo hanno mai inviato, che volete che sia ? il problema è quando devi vendere il pandino ti serve anche quello ), e ci passo due ore. Due ore. Senza nessuno che ti dica perché ci si mettono due ore. Senza possibilità di protestare. Né di andare al bagno ( vabbene per me, ma la signora che era arrivata prima di me non era entusiasta del trattamento … ). Sbrigata la pratica, dovendo partire domani per Monaco, mi fiondo in asl sperando che le cose possano essere migliori. Macchè. Un’apocalisse. Ho solo dieci numeri davanti a me ( il contanumeri è rotto, ma la guardia distribuisce bigliettini scritti a mano … ), ma dopo un’ora ne hanno sbrigati solo 3 ! Ora, fare un e 111 non è così difficile. Tu ti siedi, quand’è il tuo turno, mostri la tessera sanitaria, la signora con l’aria torva ti guarda, controlla la tessera, prende un foglio, scarabocchia il tuo nome, ti chiede dove devi andare e quanto ci stai, tu glielo dici, lei scrive quello che hai detto, ci mette un timbro e sei a posto. Quanto ci vorrà : tre minuti. Niente. Venti minuti per ogni e111. Tre sportelli previsti, uno solo aperto, gli altri due deserti ( dietro ai quali, naturalmente, c’è un andirivieni di varia umanità : gente che fuma sotto il cartello “ vietato fumare ”, colleghe che bevono l’ennesimo caffè raccontandosi la puntata di cucuzza del giorno prima, uno che legge il giornale sulla pagina dello sport, e l’unico tipo perbene che lavora si fa un culo così per bilanciare tutti gli altri ). Allora una signora di una certa età si incazza, e comincia a protestare. In un attimo avviene un’insurrezione popolare, con signori anziani che agitano bastoni, giovani in tuta mimetica e capelli dritti che ridono, extracomunitari che assistono sbalorditi. Un uomo piuttosto giovane si avvicina minaccioso ai due sportelli vuoti con fare minaccioso ( e io mi dico : toh, adesso esce la smoking gun e fa fuori tutti e andiamo sui giornali ) e comincia a urlare più forte degli altri. Panico totale. Mi alzo e me ne vado, chiedendomi perché mi incazzo ancora quando accadono ( quotidianamente ) queste cose, e rispondendomi che quando non mi incazzerò più sarà ancora peggio. Me ne torno in ufficio dopo aver telefonato al capo per dirle che si parte senza l’e 111, tanto stiamo solo per il weekend.
Ma con questo, cosa voglio dire ( come direbbe l’assessore Palmiro Cangini ) ? Voglio dire ai miei amichetti pacifisti pieni di bontà nel cuore e armati ci mancherebbe altro solo di buoni sentimenti, che sento che sto per DICHIARARE GUERRA ALLE ISTITUZIONI DEL MIO PAESE. Venitemi a cercare la pistola fumante, che ve la do io. Mi dispiace per voi ma non ho cittadinanza statunitense, e quindi non potete nemmeno manifestare sotto casa mia per protestare contro il mio intento bellicoso. Fosse utile, vi raccomanderei qualche altra decina di situazioni in cui c’è gente che viene maltrattata ( mai sentito parlare di Cecenia, Laos, Cambogia, Vietnam, Corea, Cuba, Cina ? Non v’ho mai visto sotto le relative ambasciate coi simboli della pace sulle guanciotte, chissà com’è ). Già che siete lì a manifestare perché tutti ci si voglia bene, spero che qualcuno di voi si ricordi delle file alla posta, di quando uno ti chiude con la macchina e tu non sai come uscire dal parcheggio, delle migliaia di volte che vi è capitata una situazione come le due mie di stamattina. Ricordatevi bene di non perdere mai la calma, in futuro, quando vi ricapiterà. Siate bravi, concedete altre possibilità, ascoltate quello che hanno da dire quelli che vi prendono per il culo e poi comunque fate loro sapere che non farete nulla per rivendicare i vostri diritti. Mi raccomando, non perdete la pazienza. E già che ci siete, ricordatemi un po’ perché noi siamo quelli furbi e scaltri mentre al di là dell’oceano sono ingenui e fessacchiotti, perché non me lo ricordo mica tanto bene. E sì che ce ne ho avuto di tempo per pensarci, stamattina.

