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giovedì, 18 settembre 2003

 

Facciamo qualcosa

 

Gente, bisogna che facciamo qualcosa. Facciamo qualcosa ? Facciamo qualcosa. Non possiamo, noi filoamericani gurerrafondai e antipacifisti + una serie di aggettivi squalificanti da inserire a caso, non prenderci a cuore il caso del barone. Altro che esportare la democrazia, qui bisogna difendere i nostri concittadini ! Sostiene il barone, che un bel giorno si presentò qualcuno alla sua porta obbligandolo ad ingozzare litri e litri di coca-cola. Come dite ? Non lo so se era light, ma che domande, non è il momento di scherzare. Il tapino pare fu costretto ad ingurgitare tuttaltro che modiche quantità del pericoloso concentrato di americanismo, e già per questo avrebbe tutto il diritto a percepire una pensione di invalidità, un accompagno, qualche buono pasto, una pacca sulla spalla da Gino Strada e la cover di shine on you crazy diamond da parte di Jovanotti. Ma non è finita qui. Pare che nottetempo un commando di diretta derivazione della CIA fece irruzione nell’abitazione del povero barone (erano tempi bui, quelli : la notte della democrazia … Ciccio e Franco stavano sparando le loro ultime cartucce, e Santoro e Ruotolo ancora dovevano prendere il loro posto) armato dalla testa ai piedi brandendo minacciosamente pericolosi yo-yo raffiguranti l’effige di Nancy Reagan e, minacciandolo di sottoporlo al micidiale trattamento dell’allegro chirurgo, costrinsero il malcapitato ad adottare, per la collezione di tutti i servizi di Ruggero Orlando da New York (un archivio … mostruoso), un videoregistratore jvc al posto del suo scaldapizzette a manovella seleco che gli aveva regalato un cugino dissidente ricercato dagli yankees, riparato nella riserva indiana di Montesilvano Mare dietro ad un geniale travestimento da Gegia che gli avrebbe invidiato, qualche anno più tardi, lo stesso Bin Laden. Al valoroso e mai domo barone, che già sognava un film di Bertolucci che magnificasse le sue disperate ed eroiche gesta di fiero oppositore, fu anche imposto l’uso di un pc ibm ed un chip intel, mediante i quali monitorare le sovversive attività della vittima, che all’oscuro del regime manco fosse Keanu Reeves in Matrix usava precedentemente un vic 20 per rivelare le verità più scomode ad una piccola ma compatta pattuglia di disobbedienti (alle mamme) già prima dell’avvento di internet, celandosi dietro le vesti dell’astuto craccatore di giochi detto “er tumefatto daa cecchiggnola”. Voci incontrollate affermano che nel frangente gli odiosi imperialisti in tuta mimetica e foto di J.R.Ewing d’ordinanza violentarono anche l’amato pappagallino del barone, di nome Breznev, che da allora non s’è più ripreso e vola a zig zag in preda ad ubriachezza molesta cantando a squarciagola “America, the beautiful” (una fine atroce, converrete con me) : poi la stampa ci ha ricamato sopra, e s’è insabbiato il misfatto. Infine, non contenti di aver rovinato un sì tanto armonioso nucleo familiare, stupiti ed infastiditi dalla pervicacia del coraggioso barone/jedi ancora non piegato al lato oscuro della forza, i nuclei armati a stelle e strisce si introdussero nuovamente nell’abitazione del nostro eroe riempiendogli il gargarozzo di mc-chicken e salsa barbecue (lo so, non sono belle scene, ma la verità deve venire a galla, e soprattutto i want to believe), e poi rapendolo di sana pianta con un raggio traente stile incontri ravvicinati di un certo tipo per eseguire strazianti esperimenti sul suo corpo tra i quali il primo piercing al frenulo, al fine di piegar ela sua ferrea volontà alla resistenza e costringerlo ad imparare ed elencare a memoria tutti i presidenti americani, con i nomi letti da destra verso sinistra, con il solo risultato che il braveheart della bassa si mise a cantare l’internazionale mixata con gli intillimani e terminando il suo canto libero con l’iconosclasta e sbeffeggiante “el pueblo unido HAMAS serà vencido”, dal quale narrano le leggende che si tramandano oralmente di padre in figlio, prese spunto quel sant’uomo che inventò il gruppo terroristico palestinese. Alla fine, timorosi di una disfatta anche più clamorosa del Vietnam e spazientiti dal coraggio del barone, la truppa di cloni di Ahnold con tatuato “I’ll be back” sulla fronte lo legarono dietro ad un boeing e lo trascinarono per i cieli del mondo, decolli e atterraggi compresi.

 

Facciamo qualcosa ? Una manifestazione davanti all’ambasciata americana ? Un prozac per il barone ? Una sottoscrizione per qualche cura mentale ? Non lo so. Ma facciamo qualcosa.

Un post di Mixumb delle 10:41 · commenti (9)