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mercoledì, 26 febbraio 2003

 

Per prima cosa, a mio modesto avviso nessuno deve perdersi questo post. Sarà che io sono un babbeo, ma per me è semplicemente perfetto. Grazie a Gianpaolo.

Devo dire che sono rimasto colpito dall'emozione e dal coinvolgimento che mi ha travolto da quando ho saputo della morte del grande Albertone. Non pensavo mi avrebbe coinvolto così tanto, sapevo di essere un suo sincero ammiratore, ma non avrei mai pensato di rimanere tanto dispiaciuto ( non che mi fossi mai soffermato a pensare quanto sarei potuto rimanere male dalla morte di chicchessia. Mi sentirei un gufone di quelli che scansati ... ). Ho capito perchè mi sento come se avessi perso un amico, uno zio, un punto di riferimento che non sapevo di avere. Perchè, a tutto tondo, mi sono reso conto che Sordi era uno dei pochi italiani e dei pochi romani dei quali veramente sono fiero di essere stato connazionale e concittadino. Sarà triste, ma per trovarne altri ( in vita ) mi ci devo davvero mettere a pensare. Questo è un paese che aveva bisogno del suo disincanto, di prendersi in giro, di ammettere i propri vizi e le proprie magagne. Se davvero ci si prendesse sul serio fino in fondo, se ci si facesse un rigoroso esame di coscienza, senza finte deroghe e compiacenti autoassoluzioni, non basterebbe nemmeno tutto il prozac mai prodotto nel mondo per evitare la depressione a quelle poche persone che sopravviverebbero alla sconvolgente scoperta della propria verità, alla presa d'atto di quanto poco serio è questo paese. Già lo vedo che parla con Ennio Flaiano, ovunque siano adesso, e gli dice "A flaià, ma oo sai che c'avevi raggione ? Aa situazione è grave, ma nun è seria".

Per cui, Albertone, trasmettici da dove sei la forza di farci una amara risata sul nostro presente e sul nostro futuro, e come si dice qui a Roma mettece 'na mano sulla capoccia. Ne abbiamo bisogno. Aho'.

Un post di Mixumb delle 17:40 · commenti