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lunedì, 27 ottobre 2003

 

Di crocifissi e invasioni

Questa del crocifisso è una questione che mi turba, e mi appassiona, non poco. Da due giorni non si fa che parlare della sentenza del tribunale di L'Aquila. Come avviene sulle questioni riguardanti la religione, destra e sinistra sono molto vicine - escludendo alcuni rappresentanti di ambo i poli che non sono nel mainstream - alle posizioni ufficiali della chiesa e dei sepolcri imbiancati mediatici e politici che ad essa si genuflettono, ogni giorno che passa. E mentre dopo anni non sembra ancora essere chiaro ai nostri amici cattolici che prendere atto della secolarizzazione in corso è cosa più intelligente e tollerante dell'imposizione dei simboli religiosi, c'è una cosa che mi colpisce particolarmente. Tutti coloro che sono insorti contro la sentenza sul crocifisso (nel metodo siamo d'accordo, non è certo con una sentenza che si può normare questo argomento : ma l'intervista di oggi al giudice che l'ha emessa dimostra che non era proprio nelle sue intenzioni farlo), e alcuni lo hanno fatto con reazioni davvero scomposte e piuttosto fondamentaliste, continuano a sostenere che il crocifisso va tenuto perchè i musulmani ci invadono, è il nostro simbolo contro i loro, eccetera eccetera. Ora, a parte il fatto che non siamo uno stato confessionale, e quindi quello non è il nostro simbolo ; a parte il fatto che la costituzione non contiene la parola "cristianesimo" in alcuna delle sue coniugazioni ; a parte il fatto che in Francia, paese veramente laico, questo problema proprio non se lo pongono e non mi venite a dire che se ci fosse stato il crocifisso in classe non ci sarebbe stato il dibattito sul velo delle due studentesse : ma non capiscono, non capite, che trattando il crocifisso in questo modo lo rendete una variabile dipendente (ci deve essere perchè in contrapposizione dei musulmani, dite : e dunque se non ci fossero loro non ci starebbe nemmeno lui) e lo sminuite di molto ? E ancora : non vi dice nulla il fatto che dall'unità d'Italia all'avvento del fascismo il crocifisso in aula non c'era, e che ce lo ha messo il duce ? E per finire : non sarebbe meglio lavorare sull'integrazione facendo rispettare rigorosamente le nostre leggi piuttosto che preferire l'omologazione con conseguente agevolazione del radicalismo imponendo un simbolo culturale come fosse una norma di civile convivenza ?

P.S. Vi consiglio, poi, l'intervista di Bossi di oggi. E' uno spettacolo, Corrado Guzzanti quando lo imitava era anni luce più indietro. Spero che qualcuno si decida poi a farne un libro e una videocassetta,come fanno quelli di Zelig.

Un post di Mixumb delle 09:12 · commenti (17)