mercoledì, 26 luglio 2006
Gli opposti si attraggono
Oggi ho conosciuto di persona un amico, che già frequentavo via internet, e per telefono. Lui è alto, io più basso. Lui è magro, io al contrario. Lui fuma, io no. Lui beve vino, io no. Lui è ciellino, io anticlericale. Però, siamo tutti e due innanorati degli USA.
Una delle cose per le quali è bello avere un blog è proprio questa: si incontrano e si conoscono persone davvero interessanti. Alcuni, diventano amici. Non è per niente poco.
Ciao Mario, sei una bella persona. Non cambiare.

martedì, 18 luglio 2006
Trovata la cura per risolvere il dilemma tra realisti e non. Successo garantito
Si discute, si litiga, ci si accapiglia: anche fra persone che si stimano. Succede anche in Tocqueville, com’è normale che sia.
Vorrei però spendere due parole sull’ultima discussione, nata nei commenti di un post di Federico, tra Enzo e Daniele. Sono tre bloggers tra i migliori che io conosca: con Enzo mi considero proprio amico, ma al di là di posizioni politiche di qualsiasi tipo. L’amicizia è una cosa di pelle, in primis.
Io non credo di essere in grado di entrare nei termini della discussione. E’ un dibattito che va avanti da molto, forse (mi scuseranno tutti se non è così) sintetizzabile nel divario che c’è tra chi si definisce realista e chi no. In particolare, da una parte ci sono (perché si ritrovano nelle medesime posizioni) i gemelli Mauro e Andrea (altri due che leggo con molto interesse e che hanno un gran bel blog, a mio avviso), insieme a Daniele; dall’altra c’è Enzo, e in parte Federico, ma le loro posizioni sono, a mio avviso, meno collimanti di quelle dell’altro “schieramento” (lo chiamo così solo per semplificare, e non per diminuire l’autonomia decisionale di alcuno).
Confesso di essere sempre più convinto delle e dalle argomentazioni di Enzo e Federico, che però anche tra di loro hanno punti di dissenso (ma io ne vedo pochi). Non sono in grado né voglio né ho diritto di riassumerle oltre quanto già fatto, i loro blog sono da visitare sempre (come quelli degli altri che ho citato, ovviamente: e di altri ancora) e dalla loro lettura si può trarre beneficio sempre e comunque, si impara.
Quello che mi va di dire, beninteso senza che nessuno me lo abbia chiesto e senza pretendere di pontificare in alcun modo, è che ho il timore che Daniele come pure i gemelli manchino di un po’ di quello che, per paradosso, alcuni chiamerebbero … senso della realtà (proprio i realisti? A me sembra di si, proprio i realisti). Che voglio dire? Io ammiro molto il culo che questi ragazzi si stanno facendo per applicarsi a studiare, apprendere, leggere, approfondire, comparare, conoscere, riassumere, scrivere, evidenziare … gente, io sono certo che avranno una luminosa carriera e conosco l’ambiente diplomatico, ne sono felicissimo. E orgoglioso, da loro connazionale. Ci mettono una passione senza pari, rinunciano a molto per applicarsi su materie che, si capisce bene, costituiscono per loro un grande interesse e anche un piacere. Però, ragazzi, se posso dirvelo in amicizia, mi sembra che vi manchi un po’ il senso di applicare nel mondo reale tutte le montagne di pagine sulle quali passate giornate e nottate. Dalla teoria alla pratica, le cose cambiano. Credo siate più giovani di me (che di questo gruppo, nel quale non mi metto perché non sono all’altezza, sarei il matusa), o di Enzo o anche di Federico. Certamente, mi sembra, non avete ancora affrontato il mondo del lavoro quotidiano (Andrea e Mauro lo stanno facendo ora negli States, ma credo che quello che io intendo per lavoro quotidiano sia diverso (non migliore, o peggiore, anzi probabilmente più interessante: ma diverso) da quello che stanno facendo loro: e sia chiaro, ammiro e invidio la loro capacità di fare quello che fanno, non la sminuisco, anzi plaudo molto a tutto ciò e glielo ho più volte detto). Ora, io non ho titoli per insegnare nulla a nessuno, ma la mia esperienza dice che nel mondo quotidiano anche chi è preparatissimo in teoria deve fare i conti con la … realtà. La realtà è che puoi aver studiato quanto vuoi, puoi conoscere precedenti e scenari, puoi citare a memoria testi che altri nemmeno sanno di esistere, te ne puoi persino inventare a tuo piacimento (non sto attribuendo questa pratica ad alcuno, è una iperbole generalizzata): ma quando tratti con qualcuno, tutto questo ti serve fino ad un certo punto. Dopo, arriva il contatto personale, il bilanciamento di volta in volta delle necessità tue e del tuo interlocutore, la comprensione nel faccia a faccia delle chiavi per entrare nello spirito altrui, la capacità empirica di cogliere il momento di rompere gli schemi e di rovesciare il tavolo e quello invece di frenare il proprio impeto ingoiando magari rospi a prima vista inaccettabili, la sensazione a pelle di cosa si può e si vuole fare per portare a casa il risultato e quale sia questo risultato … sono cose che non stanno scritte su alcun testo. Non sto dicendo che io le conosco, o che le conoscano Enzo e Federico: ma so che loro si sono già misurati col mondo del lavoro quotidiano, nel quale il do ut des è immediato, nel quale il tuo collega è il tuo avversario e poi il tuo alleato, nel quale il bastone e la carota vanno dosati in base all’esperienza e non in base ai testi sui quali si è passato (molto encomiabilmente) il proprio tempo. Ragazzi, non voglio fare la paternale ma occhio a non considerare il mondo come le quattro mura (o la spiaggia di Malibu che invidio molto ad Andrea, per non parlare di New York dove ha passato gli ultimi mesi Mauro) che circondano le pagine che accompagnano il vostro vivere ed il vostro sapere. Se volete, riflettete un attimo anche su questo, e sul fatto che alcuni sono in giro sui blog da molto più tempo di voi (relativamente alla brevissima vita della blogosfera o come diavolo si chiama) e non per questo ci capiscono di più ma certamente ne hanno viste parecchie: vale anche questo, credetemi, e non poco.
Che c’entra il titolo del post? E’ una provocazione. Serve a spingere Daniele, che spero non se la prenda - ma sono certo che non sarà così - a capire che un titolo sparato e inadeguato può cambiare la percezione del tono sobrio di un post, fino a dare la sgradevole sensazione di sembrare offensivo anche laddove ci si è sforzati di non volerlo essere.
Ho la presunzione di essere certo che fra persone intelligenti ci si capisce. Se qualcuno si è offeso, mi scuso: se vi va, parliamone.
lunedì, 13 giugno 2005
TocqueVille
Grandissimi complimenti a coloro che hanno lavorato per iniziare questo splendido percorso. Bravi Paolo, Andrea, Pierluigi e tutti coloro che ci hanno dedicato tempo, azione e pensiero. Bene così. Grazie
Tra i preferiti, assolutamente. Voi sapete che ora ci perdiamo ma ci reincontreremo presto, altrove.
giovedì, 09 giugno 2005
IL NEW SORVEGLIATO BLOG SPECIALE
Il Sorvegliato Speciale e New Blog New Blog imitano IL FOGLIO e RADIO RADICALE. Si "ospitano" a vicenda. Qui di seguito il post del Sorvegliato Speciale che Mixumb leggerà solo dopo averlo "postato".
Speriamo che questo sia un esempio di rispetto reciproco fra chi si ritrova su posizioni differenti, o addiruttura opposte. Per noi è facile farlo essendo veri amici. E avendo ciascuno rispetto delle ragioni dell'altro pur disapprovandole. Speriamo diventi possibile anche per altri.
Non è "buonismo" è una "battaglia culturale", non può che esprimersi in questi termini.
Mario (Sorvy) e Umberto (Mixumb)
Lettera ad un amico (radicale)
Caro Umberto, non sarebbe necessario alcun preambolo se la lettera che sto per scriverti la leggessi solo te. Ma poiché sarà letta da gente che non conosce né me né te mi sento in dovere di dire subito che l’amicizia fra noi due è cosa non virtuale e neanche formale. Abbiamo iniziato a conoscerci - anche se non ci siamo mai incontrati nonostante i ripetuti tentativi degli ultimi due mesi - e a polemizzare, scherzare, ritrovarci e poi contestarci, comunque sempre cercarci, non partendo dalle nostre reciproche opinioni ma da una simpatia (sim-pathos: medesima passione) che ci unisce oltre ogni nostra diversità di opinione e politica.
Ci siamo conosciuti praticamente nello stesso periodo in cui sono nati i nostri due blog: il Sorvegliato Speciale e New Blog New Blog. Sono passati due anni.
Più volte ho notato come perfino graficamente i nostri blog si somiglino. Ho spesso la netta percezione che noi due siamo molto simili pur vivendo in posti diversi e facendo esperienze umane e politiche differenti.
Possono bastare queste poche righe di preambolo per quelli che ci leggono. In realtà fra noi due il preambolo non serviva affatto. Siamo amici, ci stimiamo, lo sappiamo, punto.
Non userò mai una volta rivolgermi a te usando il “VOI RADICALI”. Non userò neanche il “NOI CATTOLICI” perché voglio essere franco e appassionato al cuore della questione che tocca me e te, prima ancora che la politica e le fazioni. La mia è una lettera, infatti, con tanti IO e tanti TU.
Entro subito nell’oggetto della lettera: questo maledetto referendum.
Per chi non lo sapesse spiego:
Io non andrò a votare e mi batto perché altri insieme a me si astengano dal voto. Consapevolmente non vado a votare, attivamente mi astengo. Faccio di tutto per convincere la gente a non votare, affinché il quorum non si raggiunga (furbetto!!!) e il “SI” non passi.
Tu altrettanto consapevolmente e entusiasticamente andrai a votare e ti batti perché più gente possibile esprima il suo voto (si, no, nulla, bianca) … non importa come voterà purché si raggiunga il quorum (furbetto!!!) sapendo che superato il quorum il “SI” vincerà senza ombra di dubbio.
Chi vota “NO” oppure “SI” oppure “bianca” oppure “nulla” farà vincere il “SI”.
Chi si astiene fa perdere il “SI”.
Chi pensa di fare una cosa diversa dal votare Si o dall’astenersi o è scemo o “ci marcia”, insomma bleffa. Rosy Bindi docet.
Adesso ti spiego perché e da cosa nasce la mia posizione.
Non devi stupirti né scandalizzarti se la mia opinione e che chi vuole votare “NO” deve per forza di cose astenersi in quanto il voto aiuta l’innalzamento del quorum e il voto per “NO” equivale a votare “SI”. E’ una posizione “furbetta”? Certo che lo è, l'ho gia detto. Non lo nego. Ma...
Per impedire che passi una grave ingiustizia a favore di un voto democraticamente espresso a maggioranza, io non voto e sfrutto la mancanza del quorum. Ho anche dalla mia parte il valido motivo che i referendum non li ho voluti io. Che la legge del Parlamento mi sta più che bene. Che se lo votino quelli che lo hanno voluto. Con l'onere di trascinare la gente a votare, non di rinfacciargli di essere dei farabutti se invece a votare non ci vanno.
Amo la democrazia ma non la dittatura della maggioranza. La democrazia deve riconoscere i diritti umani che sono inalienabili e non possono essere messi in discussione da nessuna maggioranza, altrimenti a maggioranza si potrebbe votare per la reintroduzione dello schiavismo e secondo lo stesso principio “democratico” della maggioranza ed in nome del popolo sovrano approvare una legge che consideri “illegale” l’omosessualità, accettare la pena di morte (vedi che non stiamo parlando di cose fantasiose?), eliminare con una iniezione letale tutti i portatori di handicap, approvare l’eutanasia, accettare la clonazione, legalizzare il commercio di organi, ristabilire le caste sociali, l’aborto del giorno dopo (fino a due mesi dopo la nascita) … perpetuare insomma mille gravi ingiustizie. In nome della maggioranza. In nome del popolo sovrano.
Aldus Axley aveva scritto tutto quello che sta accadendo oggi già nell’ottocento. Passo dopo passo, non sta sbagliando un colpo. Arriveremo alla clonazione. L'eutanasia. Le caste genetiche (uomini con codice genetico di serie A e di serie B e scarti destinati ad ammalarsi).
Il principio della sacralità dell’uomo è una cosa naturale non religiosa. Laica non clericale. I diritti umani devono essere tutelati sempre. Anche dalla cattiva opinione della maggioranza. Anche se UNA PARTE degli scienziati dicono che FORSE non si può dire quando un uomo ha la dignità di persona. Anche se un famoso oncologo confonde un embrione umano da un embrione di scimpanzé.
Ogni strumento in mano alle minoranze deve essere perseguito per difendere l’uomo.
Questa non è una battaglia per il diritto dei malati né il diritto delle donne ad avere un figlio. E’ la battaglia di tutte le battaglie. Quella sulla origine e la dignità dell’uomo.
L’uomo è cosa troppo seria per decidere “convenzionalmente” o a maggioranza quando e come “farsi” nascere e morire. Non spetta all’uomo decidere in che modo possa essere utilizzato un altro uomo a scopi scientifici. Tutto questo per me è aberrante. Spetta alla natura (io qui non parlerò mai di Dio) decidere, quando e come nascere. Vorrei anzi in questo momento non essere cattolico. Non esserlo mai stato. Vorrei per un momento essere un agnostico, un ateo, un anticlericale, perché fosse più chiara a te che la mia posizione è laica. Pienamente laica.
L’uomo deve essere tutelato in ogni modo fin dalla sua origine perché è ragionevole che ciò venga fatto. In nome della natura. In nome del rispetto dei diritti umani. In nome della donna embrione. E anche dell’uomo embrione. E anche del malato embrione. In nome dell’embrione uomo. In nome dell’uomo. L’embrione è uomo finito. Completo. Nulla dovrà essere aggiunto a quelle prime cellule per farsi uomo. Contiene già tutto. Mia figlia è nata la scorsa settimana è stata quel mucchio di cellule lì che chiamiamo semplicisticamente "embrione". Dentro quelle cellule che si sono moltiplicate da sole vi erano già i capelli neri e la pelle scura (una vera Condoleezza, per telefono non te lo avevo detto!). Non è stato aggiunto nulla né tolto nulla a quel mucchio di cellule che era mia figlia. Ciò vuol dire che era già mia figlia. Non l'ho selezionata fra altri embrioni, ci ha pensato la natura. Come potevo io scegliere un figlio. Sarebbe stato come dover decidere di gettare oggi dalla torre uno dei miei tre figli, magari quello più fragile o meno bello. Con che diritto posso io selezionare i miei figli?
Di fatti ciò che ti fa più arrabbiare non è Antonio Socci per il quale nutri una antipatia particolare e che posso capire (magari anche condividere in alcuni casi). La cosa che ti fa più arrabbiare è che ci siano delle persone laiche, libere, che pensano con la loro testa che difendono quella “cosa lì” chiamata embrione che loro dicono essere “qualcuno” e non “qualcosa”. E chi se ne frega se quel “qualcuno” possa essere usato per curare delle malattie, cosa per altro mai provata fino ad oggi per stessa ammissione degli scienziati e dello stesso Partito Radicale.
L’embrione non si tocca. Sai perché? Perché l’uomo non si tocca.
Neanche per guarire un’altra persona qualora si dimostri (e ad oggi non lo è) che questo sarà possibile. Lo dice benissimo Oriana Fallaci “non vorrei diventare una cannibale… una Medea”, ma lo dice anche il laicissimo Ferrara e l’altrettanto laico Marcello Pera (o sono tutti dei “clericofascisti”?)Lo diceva anche Bobbio: “perché noi laici lasciamo alla Chiesa il compito che dovrebbe essere nostro di difendere l’uomo e la sua dignità fin dalle origini?”.
Difendo l’embrione come difenderei il diritto ad essere persona di un ebreo in uno Stato Nazista. Difendo il “negro” da una legge del Congresso Americano che nell’ottocento teorizzava che era un essere umano ma non una persona e quindi “per legge e a maggioranza dei cittadini” i neri dovevano essere schiavi.
Difendo ciò con tutti i mezzi leciti possibili. L’astensione sarà anche una “furbata” ma è una cosa lecita. Ed io la utilizzo. Perché non dovrei farlo? Perché tu non faresti lo stesso? Non avresti usato questo metodo se in linea teorica ti fosse possibile eliminare la pena di morte in alcuni Stati Americani. Oppure vivendo nell’America dell’ottocento per eliminare la schiavitù. Parlo dell’America perché so che è il nostro amore più grande. Eppure anche lì.
Non mi basta la legge, né lo Stato, né la maggioranza. Neanche i principi liberali o libertari.
Io lotto innanzitutto per i diritti umani!
Perché non può essere lo Stato, né la maggioranza, né il referendum a difendere l’uomo e i suoi diritti inalienabili. Questi devono essere riconosciuti come diritti naturali inalienabili ed universali. Questa è una battaglia innanzitutto culturale. Ma se passa il referendum si insinua una idea nichilista e relativista dell'uomo.
Un uomo vale quanto la maggioranza ha deciso che valga. Inaccettabile!
Tu puoi obiettarmi che sto costruendo un castello sul nulla perché nulla è l’embrione. Mi dirai che sono un prepotente perché quel “nulla” lo impongo a forza agli altri.
Ma se non fosse così?
La verità, mio caro Umberto, è che occorre guardare le cose con occhi semplici come io e te abbiamo fatto in questi mesi quando abbiamo accompagnato le nostre mogli a fare l’ecografia. Bastava avere gli occhi ben aperti. Insieme al cuore. Bastava osservare quel miracolo che si manifesta ai nostri occhi. Quelli lì non sono “organismi” sono i nostri figli.
E lo sono fin da subito.
Post scriptum:
Il tuo post qui sotto lo intitoli “provocazioni” ma io di provocazioni non ne trovo neanche una.
Trovo una serie di invettive contro gli astensionisti laici e cattolici. Dove non c’è l’invettiva c’è l’idea di fondo che il mio pensiero di “astensionista” sia stato “dettato” dalla “cupola clericale”. Lo stesso vale per Giuliano Ferrara, Marcello Pera, Oriana Fallaci che da laici, personalità di cultura e intelligenza si trasformano ai tuoi occhi in colonne "clericali".
Hai scritto che “Socci & Ferrara sono Stanlio e Ollio della degenerazione clericale”.
Parli di “beceraggine”, di “assurdi estremismi”, auguri agli astensionisti i “peggior gironi dell’inferno”, parli di “inutile e stupido terrorismo clerico fascista”, usi il termine “mafioso”, “furbesco”, “vescovone”, “fanatici dell’astensione”,“millantatori”, “truppe cammellate”, “cupola clericale”, “infamissime tesi” “imposizioni della cupola”, “parola d’ordine clericale”. Ma ti scandalizzi se qualcuno ricorda che l’eugenetica è stata utilizzata soprattutto dai nazisti. Dato ineccepibile e che fa riflettere.
Io non mi offendo se mi dai del becero-mafioso-clericofascista-fanatico etc. etc. Ti conosco e mi conosco. Siamo sanguigni. Scriviamo spesso “di pancia”. Poi ci passa … abbiamo testa e cuore oltre alla pancia.
Mi offendo invece quando supponi che io non parlo a mio nome ma per obbedienza a qualcuno. Qunado eseguo ordini venuti dall'alto. Quando insinui che c'è del plagio nella mia testa.
Mi offendo quando pensi che gli astensionisti siano persone senza testa alla mercé di un papa retrogrado e oscurantista che mi detta la linea da seguire. Mi offendo quando non mi ritieni capace di ragione. Io non approvo quello che pensi, Umberto, ma ti comprendo. Capisco anche le tue buone intenzioni. Tu sforzati di capire le mie. Sii tollerante con me. Semplicemente la pensiamo diversamente. Non sono uno sprovveduto ignorante bigotto. Sono un laico che crede nella necessità di salvaguardare i diritti umani, non è una colpa se poi sono anche uno che crede in Dio. Se non fossi stato un credente sarei stato comunque un Giuliano Ferrara, un Marcello Pera, una Oriana Fallaci uno come tantissimi non credenti che difendono l'uomo. Quindi l'embrione.
lunedì, 09 maggio 2005
SUBMISSION A PUNTO E A CAPO
Walking Class fa una proposta per l'intera comunità di Tocqueville:
Ci risiamo. L'Eurabia si presenta anche ai cancelli di Saxa Rubra. Dopo l'acquetta nelle vene di Cannavaro, Giovanni Masotti decide di mandare in onda il 19 maggio (Punto e a capo) il cortometraggio di Theo Van Gogh Submission, censurato in tutti i cinema d'Europa (pardon, d'Eurabia) e che era costato la vita al regista olandese, assassinato per le vie della civilissima Amsterdam da un terrorista islamico. Via Krillix veniamo a sapere che son tornate le minacce, al conduttore e agli autori. Bene, questa volta non passeranno. Quando il produttore ritirò il film dalla programmazione, la città di TocqueVille reagì linkando su ogni blog il film di Van Gogh che via Internet tutti possono vedere. Oggi ci mobiliteremo a difesa di Punto e a capo.
L'invito (che sarà inviato ai singoli blogger) è di attivare una azione comune. Diffondete e ripubblicate, concittadini.
giovedì, 05 maggio 2005
Clap Clap
Luca Sofri vs il Moige. Gioco, partita, incontro.
Ma come sarebbe piatta, la nostra vita, senza il Moige? Priva di ogni spinta motivazionale, per di più. Ma prima che nascesse il Moige, come facevano? O forse c'è sempre stato? Pensate a quando ancora si mandava la gente al rogo: quella sarebbe stata la loro età dell'oro.
"... come lei ha letto, anch’io ritengo che la programmazione televisiva potrebbe plagiare l’attenzione dei bambini verso cose migliori del wrestling. Ma credo anche che il wrestling sia meno pericoloso per i bambini delle cose che va dicendo il Moige. Almeno per i miei. Saluti, Luca Sofri"
lunedì, 25 aprile 2005
Per la serie "Condivido anche le virgole"
Luca Sofri sulle questioni di coscienza e sulle relative obiezioni. Leggere tutto (è breve), e conservare.
"Anche se fossi cattolico cattolico cattolico, un colpo di stato in nome della mia coscienza mi parrebbe un po’ scorretto, ecco. A dire il meno".
sabato, 23 aprile 2005
Contro l'ONU
Quanti di voi si sono accorti che martedì 26 aprile esce il nuovo libro di Christian Rocca?
Si intitola "Contro l'ONU. IL fallimento delle Nazioni Unite e la formidabile idea di un'alleanza tra le democrazie".
Esce per LINDAU, che rischia di diventare la più interessante casa editrice di questo paese egemonizzato dalle feltrinellesche fazi-osità alla Noam Chomski: sempre da LINDAU si consiglia anche questo, questo, questo e questo. Tutti i loro libri si possono ordinare qui.
Christian è uno degli ultimi (e comunque il migliore) baluardi non baciapile rimasti al Foglio; uno dei migliori giornalisti italiani; un sincero e appassionato amico degli Stati Uniti d'America. E un radicale.
Se mai dovesse capitare, cosa alquanto difficile, che qualcuno sia capitato di qua senza conoscerlo (uno su mille), fiondatevi a ordinare il volume.
mercoledì, 06 aprile 2005
Rectius (mi avete convinto)
Ci sono anch'io (ci sarò, quando si aggiorna l'elenco).
Mi piace ToqueVille: è il nome che avrei votato. E c'è un sacco di gente che mi piace molto.
Grazie a chi mi ha chiesto di farne parte. Quanti amici qui 
giovedì, 03 marzo 2005
Un manifesto che ci piace
Nascita di qualcosa di importante
lunedì, 28 febbraio 2005
Questo post si richiama alla perfetta e drammatica concisione di un amico che descrive con puntuale, brutale, necessaria e lucida precisione un evento che di complesso ha poco.
Quando farete retromarcia, e vi arrampicherete sugli specchi per non dire che eravate delle merde a chiamare resistenti questi assassini. Quello è il momento in cui farà più male a voi, e vi auguro che duri molto. Nel frattempo il mondo sarà andato avanti, senza aspettare voi ed i vostri miserabili stravolgimenti della realtà.
mercoledì, 23 febbraio 2005
Avimm 'sbagliat
Ricevo la segnalazione dell'ottimo amico Massimiliano (che ringrazio molto) circa la smentita dell'Opinione all'articolo su Luciano Gallino, che io ho copi&incollato qui. C'è poco da dire, ha sbagliato l'Opinione (che lo ammette, ma su richiesta del diretto interessato) e ho sbagliato io. Qui Massimiliano ricostruisce il tutto.
Buffo come proprio ieri chiacchieravo con il responsabile del mio ufficio stampa, che è un amico ma avrebbe i titoli per dare del fascista a Cossutta, e riportandogli la notizia su Gallino io mi sia sentito dire che era verissimo che il muro l'han tirato su gli occidentali, ai quali - e solo a loro - ha fatto comodo.
Evidentemente c'è chi ci crede (ma non mangia i bambini, posso testimoniare, anzi per me è un amico sebbene filosofeggi con queste stronzate): ma Gallino non l'ha scritto, e dunque nel mio piccolo chiedo scusa a lui.
mercoledì, 16 febbraio 2005
Salve, sono "il pulito"
A proposito della bella figura da cioccolatai espressa dai vertici del centrosinistra, segnalo l'ottimo intervento dell'ottimo wind rose hotel, vera boccata d'ossigeno nel tanfo di melma che si respira dalle parti di prodi e Bertinotti. Qui sotto un estratto di un mio commento (e l'autoreferenzialità schizza alle stelle!)
"per esempio, vorrei chiedere: è chiaro che in una coalizione si marca il proprio territorio. Che esistono dispetti tra liste alleate. Che ci si guarda in cagnesco. E' normale, e succede sempre in ogni coalizione da 10 anni a questa parte. Ma proprio per questo, ma allora perchè ci si va a chiamare "l'unione"? E' come se in un porcile un maiale si scegliesse il nickname "il pulito". Dico, al maiale: nessuno pretende che tu sia intonso come fosse passato mastro lindo, basta guardare gli altri e considerare che vi rotolate tutti nel fango. Ma allora proprio così ti devi far chiamare ? Insomma, bisogna proprio prenderli per il culo questi elettori di centrosinistra ? Bisogna che si arrivi all'assurdo che uno come me, che di centrosinistra non è, si senta in dovere di difenderli dai loro leaders ?
mercoledì, 12 gennaio 2005
Ci scusiamo per il disguido etc etc.
Il webmaster di questo blog, che è persona seria e competente, mi suggerisce di scusarci per il disguido grafico e di template che al momento alcuni visitatori potrebbero incontrare. Lo faccio volentieri. Aggiungo anche le scuse per i contenuti, ma questo riguarda solo me, che sono meno serio e competente di Michele
.
sabato, 08 gennaio 2005
"Leggeva il giornale e poi lo usava per coprirsi"
Ma io non pensavo che ... ma no, dààààài ... ma davvero dici che ...
Si scherza
, eh !
giovedì, 06 gennaio 2005
TESTA O CROCE? E IL GIUDICE AFFIDO' IL BIMBO
Luigi Castaldi (perfido quanto eccellente) da L'Indipendente di oggi (il Daniele che ringrazia è Capezzone)
Dovendo decidere se affidare un bambino al papà o alla mamma nel periodo delle festività natalizie, un magistrato li ha convocati e li ha invitati a decidere tirando in aria una monetina, insomma a giocarsi il bambino a testa o croce. E' successo al tribunale dei minori di Trento. La notizia vi fa inorridire? Allora siete stupidi e, lasciatecelo sospettare, forse siete pure laicisti, nichilisti e relativisti. "Un figlio è un dono, non un diritto", come dice il professor Francesco Agnoli, ultimo flirt intellettuale di Giuliano Ferrara e, guarda caso, figlio di quel magistrato, Carlo Alberto Agnoli. Un dono, è chiaro, uno se lo può giocare come meglio gli pare, a testa o croce, a morra, a chi sputa più lontano. Poi, diciamocela tutta: quella dell'Agnoli senior, cattolicissimo come l'Agnoli junior, è prima di tutto fedeltà ai modelli antropologici di matrice biblica, come il Magistero non si stanca di raccomandarci. Nel Primo Libro dei Re (3, 28), infatti, è scritto: "Tutti seppero della sentenza del re Salomone e ne rimasero grandemente ammirati, perché avevano constatato che la saggezza di Dio era in lui per rendere giustizia". E' la chiusa del noto passo in cui Salomone risolve brillantemente il caso delle due donne che si contendevano la maternità dello stesso bambino: "Egli ordinò: «Portate una spada. [...] Tagliate in due il bambino e datene una metà all'una e una metà all'altra». La vera madre del bambino, allora..." (3, 24-26), - insomma, dovreste conoscere la storia, vi risparmiamo l'omelia. Beh, diciamolo, la giustizia aveva perso un bel po' di smalto dacché nei nostri tribunali il diritto aveva preso il posto della saggezza di Dio, coi suoi snervanti cincischi procedurali. Diciamolo, la Bibbia resta insuperabile nel decidere l'affido del minore e - togli la spada, lancia la monetina - certi modelli antropologici sono sempre validi, ha ragione Ratzinger. Ecco perché, quando ci hanno raccontato questa cosa davvero biblica accaduta a Trento (grazie, Daniele), ci siamo chiesti: che aspetterà il Foglio a darne notizia con apposito lenzuolone, visto che è Organo della Convenzione per la Giustizia? Misteri della fede.
giovedì, 30 dicembre 2004
Certa gente non va mai in vacanza
Chi ha consacrato la propria vita al becero antiamericanismo non va mai in vacanza, o almeno questo è quello che capita ad alcuni di essi, che evidentemente hanno trovato il modo per vomitare i resti del cenone di natale. Dal simpatico pirata norvegese che parla a nome delle Nazioni Unite ad esponenti della sinistra italiana, da alcuni organi di (dis)informazione nostrani ai consueti bloggers consapevoli della propria difficoltà, son tutti lì che studiano e indagano per riuscire a capire come si può attaccare l'America anche con riferimento a quello che è successo in Asia. Pensa che ti ripensa, come si faceva da piccoli quando ti passavano la soluzione del compito di matematica ma tu dovevi poi ricostruire i passaggi che c'erano in mezzo, han tirato fuori due argomenti: Kyoto e gli aiuti. Ora, parlare di Kyoto per quello che è successo è talmente insensato che la favoletta è durata lo spazio di un paio di giorni e di qualche assurdo pezzo della solita repubblica, che cambia sede ma quanto a luridume d'accatto non si smentisce mai. Parlare di aiuti è anche più grave, e fuori luogo, e infinitamente infame. Mi fanno sempre schifo quelli che distillano propaganda antiamericana per il gusto di saziare la propria invidia, ma quando lo si fa sulla pelle di decine di migliaia di morti si scade davvero troppo in basso.
Qui si spiega benissimo perchè.
giovedì, 04 novembre 2004
I say Gnè Gnè, and that's what I say, I say Gnè Gnè
Splendido il pezzo del Griso Gnè Gnè.
Quanto ci piace essere autoreferenziali ...
Amarcord
Dice: prendiamo in giro quelli che si sono affidati ai sondaggi di Zogby. Va bene. Dice: prendiamo in giro quelli che, baldanzosi come un paguro con una flebo di viagra in circolo, hanno fatto la prima pagina con Kerry vittorioso. Va bene. Dice: prendiamo in giro quelli che scommettevano sulla cattura di Bin Laden a qualche giorno dal voto. Va bene. Dice: prendiamo in giro quelli che vivono con una telecamera accesa sotto al naso degli altri, ma poi quando prendono certe scanizze si sottraggono a qualsiasi intervista televisiva e spariscono comportandosi come coloro che vengono sbeffeggiati nei loro fictionmentari premiati a Cannes. Va bene.
Ma di quelli che per foraggiare le loro speranze e accreditare le loro balle si affidavano tronfi e soddisfatti ai dotti e sapienti giudizi delle signore bionde nelle carrozze eurostar di prima classe, ne vogliamo parlare ? Dice: si prendono in giro da soli, quelli.
Va bene. Visti i risultati, va benissimo.
venerdì, 29 ottobre 2004
Un piccolo errore, che volete che sia
Brutti sciacalli che non siete altro. Ma come, io vi annuncio speranzoso e gaudente che ieri avrebbero catturato Bin Laden (proprio ieri, mica un altro giorno), e voi ci planate coi denti aguzzi facendo notare che non è accaduto nulla di tutto ciò.
Non si fa così. Chi lo aveva predetto ha una lunga, costante e benevola tradizione di apertura mentale, rispetto per il prossimo e disponibilità creativa ad ascoltare l'altrui pensiero: un vero benefattore, un esempio per tutti noi, uno di quei poco noti personaggi ai quali tutti noi poveri comuni mortali moralmente inferiori dovremmo guardare con ammirazione. Come vi permettete di pensare che abbia scritto una (altra) cazzata ?
Vergogna. Vergogna voi, non lui, ci mancherebbe.
In realtà, non avete capito nulla. C'è stato un piccolo errore, ma il concetto è quello giusto. Caproni, ieri in realtà è effettivamente accaduto che abbiano finalmente "catturato" un pericoloso criminale mediorientale nemico dell'Occidente e con la coscienza sporca di migliaia di morti innocenti. Sono stati i francesi e non gli americani, ma in fondo l'errore è abbastanza piccolo.
E non fate i pignoli, eccheccazzo !
giovedì, 28 ottobre 2004
Palle di vetro
Oggi. Oggi finalmente catturano Bin Laden.
Eh già, già, già, già ...
giovedì, 07 ottobre 2004
Lieto di essere di aiuto
Che succede quando il tenutario di un piccolo blog come questo viene citato e linkato da un simpaticone che saltuariamente scrive su uno dei più frequentati blog italiani (forse si tratta del più frequentato blog italiano, non conosco le statistiche nè mi interessano granchè, su questo: si tratta comunque di numeri incomparabili col mio blog) ? Succede che hai qualche accesso in più, manco tanti: per quel che mi interessa conteggiarli, nessun problema, anzi benvenuti a coloro che arrivano qui proveniendo dal famoso blog di cui sopra.
Accade anche che in questi giorni il simpaticone che ha scritto il post sul famoso blog sia particolarmente nervoso. Avrà problemi suoi, ed è vero che c'è chi sfoga le sue frustrazioni col suo blog: poichè ci sono metodi peggiori e più dannosi (per altri, chè dare certi spettacoli di sè stessi non è bello, ma il nostro eroe sembra non accorgersene) per sfogare la coscienza della propria condizione, come già dissi sono ben felice di essere utile ad aiutare qualcuno in difficoltà. Tuttavia, in un commento ad un post qui sotto ho scritto qualcosa che credo serva da memo, così magari si troverà qualche altro simpaticone disposto a linkare pure questo. E sennò, va bene comunque: ognuno fa solidarietà come può, io faccio sfogare i pirla. Vuoi mettere, l'Italia ne è ricolma. Allora, copio&incollo dal commento di qualche post fa. Occhio che è lunghetto.
Non ho letto il rapporto CIA. Christian Rocca lo riassume così: "E' stato finalmente presentato il dossier sulle armi di Saddam. Non c'erano (se non in piccole quantità e non per stragi di massa ma - recita il testo - per semplici "assassini") e la sua capacità di produrle era fortemente diminuita sotto il regime di sanzioni. Ma Saddam usava il programma oil for food per violarlo e usava i soldi per i bimbi iracheni per corrompere funzionari Onu al fine di alleggerire le sanzioni e allargare le maglie dei prodotti importabili con l'oil for food. L'obiettivo di questa azione? Rifarsi le armi di distruzione di massa. La commissione non ha escluso la possibilità che le armi siano state trasportate in Siria." Ora, io credo a Christian, sai ognuno ha le sue fonti che ritiene attendibili e per questo motivo in giro per il web a volte vengo sbeffeggiato, come sta capitando ora (non da te, altrove). Al di là del virgolettato di Rocca, io credo alcune cose. 1) per me può andare bene sostenere categoricamente che le armi non ci siano. a patto però che si sostenga anche che tutto l'Iraq, compreso il triangolo sunnita, sia sotto il controllo americano. le due cose vanno di pari passo: se si dice che in Iraq è un casino, che le elezioni non si possono fare, perchè il territorio non è sotto controllo, allora non si può nemmeno dire con certezza che da qualche parte non vi siano armi, soprattutto se il terreno ancora non controllato è esattamente quello dove si rifugiano i sunniti, ovvero i più fedeli a Saddam. mi sembra una cosa di una logica disarmante (mai aggettivo fu più appropriato !), delle due l'una. 2) se si vuole sostenere che le armi non ci sono, questo è lontano dal voler dire che non ci fossero. una frontiera come quella con la Siria è stata, per errore degli americani, un colabrodo per troppo tempo: è passato di tutto, potrebbero (notare, potrebbero) essere passate anche armi. quello che dico è che, ovviamente, non ne ho le prove, come pure nessuno ha le prove del contrario. se si trattasse di una mia supposizione circa il fatto che tra Italia e Francia si scambiano armi nucleari, sarebbe obiettivamente molto campata in aria: trattandosi di Saddam e della Siria, chiunque ha il diritto di ritenerla campata in aria ma mi dovrebbe spiegare con esattezza da dove viene questa (presunta) granitica certezza. quando ci fu la guerra di liberazione, gli americani avanzavano con maschere antigas e mimetiche adeguate a sopportare armi chimiche: non ricordo qualcuno dei soggettoni che oggi frignano (naturalmente non mi riferisco a te) che disse che potevano andare certamente a viso scoperto. 3) uno degli errori più grandi di Bush è stato lasciare che i suoi messaggi, nei quali asseriva che il regime change era motivo della liberazione dell'Iraq almeno quanto le armi di distruzione di massa, non siano stati ripetuti ossessivamente. Così (non) facendo, ha lasciato che nell'opinione pubblica mondiale si ingenerasse la convinzione che le armi fossero l'unico motivo per cui si andava là. Errore macroscopico, dovuto al Bushbashing in malafede ma anche alla sottovalutazione di questo fattore, invece fondamentale, come quello della comunicazione su e verso l'Iraq da quando hanno vinto la guerra (non il dopoguerra, la guerra): errori madornali, che sembrano continuare, ma proprio giganteschi. 4) lo stesso Kerry disse che anche se avesse saputo che le armi non c'erano avrebbe comunque votato a favore dell'intervento. Sicché da questo punto di vista qualsiasi cosa esca dovrebbe rimanere neutra nella campagna elettorale: e mi fa ridere che certi campioni facciano il tifo per il Kerry che credono di vedere, se dovesse vincere ne rimarranno delusi ben presto. 5) gli stessi campioni mi fanno francamente ridere quando oggi prendono in giro chi allora si dichiarava sicuro che ci fossero. con il curriculum di Saddam, a prescindere dal virgolettato di Rocca (al quale, ripeto, io credo), nessuno sano di mente avrebbe potuto affermare con certezza che non vi fossero: e infatti nessuno lo fece. Gli atti ufficiali dell'ONU, mica di Bush, dicevano che si rovesciava l'onere della prova nei confronti di Saddam (e questo lo si fa quando in un indice di colpevolezza da uno a cento si è molto molto vicini al cento e molto poco all'uno: coloro che blaterano di diritto internazionale senza saperne dovrebbero imparare che on è certo una prassi consolidata da parte dell'ONU) e che gli si forniva la possibilità di provare che le avesse distrutte. La risposta fu un enorme pernacchione, e nessuna prova di averlo fatto (e se le avesse fornite, ciò sarebbe bastato a santificarlo agli occhi dell'ONU stessa e di paesi come Francia e Russia): si è poi capito come, sulla linea inaugurata da oil for food e con 16 risoluzioni che lo minacciavano e poi puntualmente rimanevano inascoltate, il dittatore fosse ben convinto di farla franca anche stavolta. D'altronde, mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse cosa bisogna intendere per "serie conseguenze", che il Consiglio di Sicurezza all'unanimità minacciava di applicare a Saddam nel caso in cui (come poi avvenne) egli non fornisse prove dell'avvenuta distruzione della armi: posto che forse può non voler dire "ti diamo un calcio in culo e ti mandiamo via", non mi posso sentir dire che significa "ti facciamo una ramanzina col dito alzato accompagnata da un buffetto sulla guancia". Semplicemente ridicolo. 6) per finire, ripeto quanto continuo a dire senza che nessuno mi risponda: se si lega la cacciata di Saddam al reperimento delle armi, e si afferma (ripeto, non capisco con quale base di certezza) che le armi non c'erano e che ciò lo si sapeva da tempo, allora il risultato sillogico è che non si vuole cacciare il dittatore. Se io non voglio che tu sappia una cosa, affermo che ti dovrà essere detta solo quando un uomo correrà i 100 metri in un secondo: sapendo che non può avvenire, è chiaro che ne discende che non voglio che tu sappia la cosa. può essere una scelta, quella di lasciare i dittatori al loro posto felici di moltiplicare fosse comuni e camere di tortura: proveniendo da personaggi che amano Fidel Castro, giustificano Pol Pot e preferivano l'URSS all'occidente non è nemmeno così strano. Ma è bene che lo si dica chiaramente, invece di andare a cercare sotterfugi e menzogne, cosa che è stata fatta all'epoca e continua ad essere fatta oggi.
martedì, 05 ottobre 2004
Chi va là ? Amici o nemici ?
Siccome in giro c'è di tutto, il mondo è bello perchè è vario avariato eccetera eccetera, c'è ovviamente qualcuno che si sbraccia per rivelarci che se sono stati uccisi 37 bambini che ricevevano caramelle e dolci dai militari americani la colpa è ... ma di chi volete che sia ? Dei militari americani, no ?
Dice che la colpa è loro, perchè dovrebbero sapere di essere bersagli, e allora che diavolo si mettono a regalare dolci ai bambini, che se ne stiano sopra o sotto o in mezzo alle bombe e zitti, senza prendere iniziative sovversive come regalare dolci a poveri bambini già traumatizzati per il passaggio dalla splendida vita che facevano sotto Saddam all'Iraq senza più il suo trentennale benefattore.
E come si può fare ? Io un'idea ce l'avrei. Potremmo fare qualcosa per fare riconoscere gli uomini pericolosi ai poveri bambini. Potremmo segnalarli in qualche modo, i cattivi soldati americani (che poi, dolcetti ... sicuramente erano avvelenati, e persino potrebbe darsi che erano prodotti da Mc Donald's !). Potremmo indicare che loro e solo loro vanno tenuti lontani dal resto della gente.
Potremmo attacare loro una bella stella gialla ben visibile sulla giacca.
lunedì, 04 ottobre 2004
El blogger bollido jamas serà escuchado
Certi bloggers de sinistra che esultano per il candidato alle presidenziali USA che sostiene di voler coinvolgere in Medio Oriente meno soldati americani per fare andare in Iraq più soldati europei (vaglielo a spiegare, quelli sono ancora sotto al muro di Berlino) e si dichiarano trionfatori guardando il deludente zero a zero senza manco un tiro in porta che è andato in onda l'altra notte dall'Università di Miami tra Bush e Kerry ... mi ricordano quei politici che la domenica delle elezioni alle 22.01 seduti nei salotti televisivi si azzannano tra di loro tentando di dimostrare che hanno vinto. Tutti. Una tristezza non piccola, condita stavolta da un nervosismo che trasuda da ogni riga su sfondo nero. E' la consapevolezza di giocare un ruolo davvero infinitamente minuscolo sul palcoscenico della vita, di permanere convinti dalla parte sbagliata della storia, di arrabbatarsi dal basso della propria insignificante condizione per giustificare le proprie posizioni da kamasutra della rivoluzione russa alla luce del mondo che evolve e che ti saluta da lontano. E' la penosa vicenda di ominicchi i quali, circa la guerra mondiale che stiamo vivendo, si incaponiscono a giocare il ruolo che hanno quei simpatici e un po' rincoglioniti vecchietti che con le mani dietro la schiena passano il loro tempo guardando - con lo sguardo un po' vuoto - gli infiniti lavori stradali che tempestano le nostre città: un ruolo per niente molesto ma molto modesto, che genera ai più molta solidarietà e simpatia, nella convinzione che passato è il loro tempo, e che poi per fortuna su come si sviluppa l'opera l'impassibile spettatore un po' bollito non ha modo di intervenire, e per il resto non fa male a nessuno, con quello sguardo malinconico e nostalgico di tempi migliori, che non torneranno mai più.
Tristezza. Al pensiero che se anche dovesse vincere Kerry non tarderanno un mesetto a sotterrarlo di improperi appena si sveglieranno dal sonno, tristezza. E al pensiero, poi, che invece vincerà Bush ...
lunedì, 27 settembre 2004
Ditelo coi fiori
Mi capita a volte di condividere per intero il contenuto di un post: e molte volte le parole che sento come scritte da me sono del Griso. Questa è una di quelle volte.
venerdì, 17 settembre 2004
Giu-da Mac-cablog ! Giu-da Mac-cablog !
La parola definitiva sulle nuove leve ggiovani della Margherita ("democrazia è libertà di farsi male in questi modi qui").
E ricordatevi: "se potete alzare il silenzio, perchè non è carino che ridete così".
mercoledì, 04 agosto 2004
Post lungo e purtroppo probabilmente inutile
Ecco, ci vuole pazienza. Nella vita, in genere. Con tutti, e tutti con noi. La parola chiave è questa: pazienza.
Qui a Roma c'è un detto che non ho mai ben capito. Fa così: "ma che ce ripensi, come i cornuti?", Ora, io che cornuto non sono (si accettano prese in giro, ma resto non cornuto) non capisco bene perché se uno ripensa a qualcosa … sbaglia. E d'altronde, se uno è cornuto e non ci deve ripensare non è detto che la moglie non lo cornifichi ancora.
Però questa è filosofia spicciola, oltre ad essere l'unica alla quale ho accesso.
Se ripenso alle litigate fatte sui blog, mi dispiace sempre. Devo dire che la vicenda della grande litigata tra Gianluca Neri e Loredana Morandi (forse sarebbe meglio tra Loredana Morandi ed il resto del mondo, ma insomma) mi ha colpito. Detesto e non poco Gianluca Neri, e in una piccola percentuale ha le sue colpe. Ma per la stragrandissima maggioranza, la quasi totalità, lì c'è che a volte nella vita ti capitano 'ste cose, e te le sorbisci, e sempre come dicono a Roma, "ce fai pippa". E insomma, io ho scritto cose antipatiche, e usato aggettivi non belli. Attenzione, non sto dicendo che non fossero meritati. Al contrario: ma questo non riguarda chi se li è beccati, riguarda me. Non mi piace quando trascendo, a differenza di altri non ne vado fiero né me ne bullo in giro, e sottolineo: a differenza di altri. Non sono un santo, anzi, per una volta che ho trasceso ce ne sono state dieci che "ho fatto pippa": ma quella volta, una su dieci, è sempre troppa. Anche se quasi sempre il destinatario dei miei strali se li è meritati tutti. Questo riguarda me, e non loro (mica sono tanti, sono due o tre quelli coi quali mi sono appiccicato). C'è anche da dire che più volte ho spiegato di non essere interessato alla lite, ma ormai la bavetta aveva preso forma sull'angolo della bocca altrui, e a quel punto c'è ben poco da fare, come quando ti passa il sonno e devi aspettare che ti ritorni.
Ora, uno cerca di migliorarsi. Non ci riesce sempre, però ci prova, in generale. Allora io sto cercando da un po' di non litigare: ci sto provando. Certo, leggo cose che mi fanno ribollire lo stomaco. Certo, leggo provocazioni evidenti. Certo, so che spesso chi usa queste provocazioni lo fa appositamente perché si diverte (non lo invento, me l'ha detto lui). Ciò nonostante, non voglio discutere. Voglio dialogare, con alcuni, e meglio se non la pensano come me, perché imparo di più. Ma con certe persone che si presentano con scritto in fronte "io ne so di più di te, pirlotto che non capisci nulla", non ho piacere/interesse/voglia di perdere tempo. Capita, chi è intelligente se ne fa una ragione. C'è chi evidentemente non se la fa. Leonardo, a mio avviso e con franchezza: questo sei tu.
E' per questo che non ti rispondo, e scrivo "si, certo, hai ragione tu". Però credo che questo sia quanto di peggio io possa farti. Poniamo che tu abbia affermato di divertirti provocandomi. Poniamo che tu pretenda sempre di avere l'ultima parola (controllare, please). Poniamo che tu non sia perfetto, per cui anche tu sbagli: ma quando lo fa chi non è d'accordo con te si tratta sempre di "figuracce", inequivocabilmente, mentre tu no, tu di figuracce non ne fai. Io mi prendo del pirla, così a gratis. E se scrivo "da quanto ne so io", ecco che secondo te io "pontifico". Dico, accidenti da che pulpito, come se te stessi a specificare "da quanto ne so io" tutte le volte che schiacci "invio". Ti sei permesso di distribuire aggettivi a destra e a manca come se fossero caramelle, ma in misura di molto maggiore a quello che fanno gli altri con te. Hai ammesso di non sapere come risolvere un problema, però sei sempre pronto a dar del pirla quando altri ci scrivono qualcosa a proposito, sul quale tu non concordi. Mi spiace, ma il problema è che non vedi l'ora che qualcuno ti si caghi, per far partire il teatrino.
Ecco, il problema principale è che io non mi diverto. Mi ascolti ? Credimi, ti sembrerà strano ma io non mi diverto. Tu risponderesti: ma mi hai cercato tu. Ma guarda che sbagli. Io condivido si e no il 5 % di quello che scrivi, e non apprezzo affatto i toni saccenti con cui lo fai: toni assolutamente inutili e dannosi, che non apportano alcuna argomentazione al tuo discorso, toni che non parlano PER te, ma parlano DI te. Ritengo inoltre che ci siano cose che tu scrivi che siano molto pericolose, e gravi, e francamente irritanti. Concordo con il Griso, che ti ha più volte e dettagliatamente elencato - l'ultima volta oggi sul blog di Rolli - perchè. Ma io ho risposto ad un tuo post, come faccio ora. E diamine, non è possibile che te la prenda se ti si scrive che si sperava che scopando di più avresti ricevuto beneficio (e noi con te, in ipotesi liberati dalla fillossera col ditino alzato). Guarda bene, non conosco nessuno al mondo che non riesca a capire che si tratta di una battuta, certo in tono di contraddittorio ma è uno scherzo. Ma davvero, davvero davvero non l'hai capito ? Io non credo. Io credo invece che fosse l'unica cosa da strumentalizzare per giustificare di far ripartire la sarabanda. Ma questa cosa che si va alla ricerca di un modo per menar le mani, sebbene virtualmente (spero, anche se tu auguri a me che qualcuno mi porti la guerra in casa: se mi comportassi con la tua stessa prosopopea e permalosità ci dovrei montare su un caso e chiamerei a raccolta la fossa dei leoni che si riunisce sul tuo forum, ma non mi passa nemmeno per la testa), questo non ti fa onore. E credo bene che tu lo sappia. Non sono da solo sai, ad avere questa convinzione.
Adesso, qui si cercherà di non dare fastidio più, visto che hai deciso di ergerti in piedi sulla cattedra a decantare e poi, più popolarmente, a destinare insulticchi qua e là. Io so come va, perché l'ho già sperimentato. Quando nessuno ti caga, a te prudono le dita sulla tastiera. Allora ti inventi un mondo che non c'è, fatto di neoconi che vedi solo tu, e provochi. E qualcuno ci casca, magari perché con altri si può interloquire e lo si fa. Invece quello è il punto di partenza del tuo show. Quasi la tua ragione di vita, si direbbe.
Professorino, io la penso così. Non sei d'accordo ? Sei liberissimo. Puoi anche continuare a venire qui dicendomi che non capisco un cazzo, che faccio figuracce perché scrivo così, insomma il tuo solito repertorio (da che si legge in giro sembra tu sia circondato da gente che ce l'ha con te. sarà il solito complotto plutogiudaicomassonico eccetera eccetera ?). Il fatto che io non abbia intento polemico non salva questo post dalla tua permalosità e nemmeno dalla tua voglia di attaccare briga. Non l'ha mai fatto, non mi illudo che funzioni ora, e sai, puoi ben decidere di rispondere qui o sul tuo blog nei modi che più ti aggradano: non cambieranno lo spettacolo che di te hai dato in passato. Però tu puoi essere convinto che io ho torto. Rispetterò la tua opinione, sapendo che altri lo farebbero con la mia, ma che tu no, tu non lo fai. L'ho sempre considerato un problema tuo, non mio: e come tale ho sopportato le tue scorribande, perché vedo che ne hai fisicamente bisogno, dici che ti diverti e a più riprese ti ho detto che ero lieto di essere di aiuto.
Però che rimanga agli atti, non mi diverti. Che non serva come scusa per autogiustificare il tuo comportamento. Il tuo atteggiamento è qualcosa che serve a te, ma che io sopporto come sopporto altre cose della vita che non mi divertono ma che esistono coi loro problemi e le loro dinamiche. C'è chi ha un destino di molto peggiore che diventare il sollazzo di uno come te: ma questo non vuol dire che ci si diverta o che si debba per forza solidarizzare con chi ha bisogno di realizzarsi così.
Che mi aspetto da questo post ? Nulla. Ti conosco bene. Proprio per questo, ti dico un'ultima cosa con estrema semplicità. Sai quel dipinto del neocone nato l'11 settembre, quello che deve giustificare il proprio odio, che voleva un nemico e finalmente ce l'ha avuto … quel numero lì, è tuo, l'hai scritto tu, lo porti in giro da un po'. Ecco, volevo dirtelo con molta semplicità. Non esiste. Mi spiace, Leonardo, ma non esiste. Mi sento un po' come quando spiegano ai bambini che Babbo Natale è finto. Leo, i neoconi come li dipingi tu non esistono se non nella tua testa: qualcuno te lo doveva dire, prima o poi, e metterti di fronte al fatto compiuto. In primis, perché "i neoconi" in quanto tali, non esistono. Coloro ai quali tu applichi questo termine sono persone tra loro diverse per moltissimi aspetti, che sono accomunate tra di loro nella misura in cui tu sei accomunato con un terrorista palestinese col tritolo legato in vita, o con un razzista antisemita che picchia una ragazzina ebrea francese, o con un povero ragazzo di venti anni che con un estintore in mano non sa di andare incontro ad un destino che non merita, perché nessuno merita di morire, e non in quel modo, e tanto meno di venire strumentalizzato come si è fatto con lui. Te l'ho detto un tempo, deludendoti molto perché invece non aspettavi altro: non credo tu sia antisemita. Ma lascia che ti si dica che è un costrutto mentale tutto tuo quello secondo il quale, in qualità di neocone, io sarei nato l'11 settembre. La mia adolescenza è piena di prove di amore e gratitudine e ammirazione per la cultura americana, ce ne sono sparse a centinaia, ma ne vuoi una su tutte ? Io mi sono sposato dieci giorni dopo l'11 settembre. E indovina dove saremmo andati in viaggio di nozze ? Bravo, sulla costa est degli USA. A vedere e ammirare e sognare quelle cose che da sempre ammiriamo e sogniamo, senza bisogno che qualcuno che non mi conosce pretenda parabolicamente di farmi la predica su cosa significa per me l'11 settembre e su cosa pensavo prima. E potrei continuare a lungo, molto a lungo.
Tu parli del fatto che saremmo speculari. Io non credo proprio che sia così. So bene che, se anche ti riferisci a me, non ti riferisci solo a me. Oppure io non c'entro nulla, e ho solo immaginato, dati tutti gli improperi che mi hai gentilmente destinato andando poi in giro a vantartene manco te li fossi tatuati in fronte, che quando parli di neoconi ti riferisci anche a me. Ad ogni modo, non credo si sia speculari. In primo luogo perché per tua stessa ammissione tu ti diverti a litigare con la gente, mentre io proprio no, e anzi, mi scuso con te delle parole non gentili che ti ho dedicato: ti ripeto, non perché io abbia cambiato idea e ritenga oggi che non le meritavi, ma perché non è stato bello farlo in quanto non è bello a prescindere, come diceva il principe. Più direttamente, perché sono sceso al tuo livello e non mi è piaciuto. Ho scritto sceso ? Si, ho scritto sceso. Perché come ti ho sempre detto (e ti incazzavi, chissà perché) ci sono cose sulle quali ne sai molto più di me - e allora semmai sarei salito, al tuo livello - ma a parte il fatto che non mi sento né mi sono mai sentito in competizione con te, questo è naturale. Quando però mandi in scena il tuo spettacolino, lì allora sprofondi: e se mi metto al tuo livello scendo anch'io, e non va bene. Non va bene a me, chè invece tu ti diverti.
Ma soprattutto non siamo speculari perché se io ti ho detto come la penso su di te e tu mi dici che non è vero, io magari continuo a crederlo ma lo tengo per me. Invece che tu abbia completamente cannato l'analisi su di me io te l'ho già spiegato, ma tu sei sempre lì che insisti per cercare di fare entrare un oggetto quadrato, io, in un buco rotondo, la tua concezione del neocone. Non c'è specularità, e io non faccio assolutamente nulla per giustificare quello che scrivi, anche perché scrivi del mio passato e non di ciò che faccio ora; e mentre le cose presenti puoi solo malinterpretarle (e lo fai sempre), quelle passate semplicemente non le conosci.
Basta, ci ho speso davvero anche troppo tempo e battute: non si sa bene perchè, ma tu hai il vizio di contarle per rinfacciarle, e anche questo in fondo ti descrive.
Chissà se qualcuno vicino a te sarà in grado di spiegarti realmente quello che c'è scritto in questo post … me lo auguro davvero. E poi mi auguro anche che tu scopi di più. E non prendertela, di solito a chi si vuole male si augura il contrario.
E comunque: "si, certo, hai ragione tu".
martedì, 27 luglio 2004
Per essere precisi
Ecco, accade che alcuni galantuomini, sul forum ospitato sul blog dell'eccellenza del gruppetto, si dedichino alla nobile arte di parlar male del sottoscritto. Capita, è capitato e capiterà. Va tutto bene. Il poeta diceva "non ti curar di lor, ma guarda e passa" e mi sembra di gran lunga la più saggia delle decisioni.
Solo una precisazione, che rimanga qui a futura memoria. Tra gli avvincenti partecipanti alla alta discussione, ce n'è uno che ha anche più volte esibito il suo talento su questi lidi, commentando da par suo tutte le idiozie che ci scrivo io. Ecco, il principe in questione ha pensato bene, ultimamente, di intavolare una discussione con me nel fantastico mondo delle email, discussione durante la quale ci ha tenuto a precisare che gli sembro "un esaltato razzista", dopo avermi accusato del fatto che a me "danno fastidio i palestinesi umiliati ed uccisi", mentre invece gli arabi mi "fanno paura". Non avendo io cercato il soggetto in questione, ma viceversa, a tali parole ho replicato chiedendo di non essere più disturbato da simili email, ottenendo soddisfazione (sembra !) dopo sole 3 volte che formulavo tale richiesta.
E' per questo che sembra poco attinente alla realtà che lo stesso scriva sul summenzionato forum che continua "a pensare che si debba poter parlare con tutti, ma ci sono eccezioni che confermano la regola".
Ciccio, non hai capito: non sei tu che devi o non devi parlare con me. Sono io che non ho interesse a parlare con te. Son 3 email che te lo spiego, adesso l'ho scritto anche qui. Vediamo quanto ci vuole perchè tu lo capisca.
Buon proseguimento.
P.S. NON E' UN MURO
mercoledì, 21 luglio 2004
Ma no, noi siamo contro Bush mica siamo antiamericani
Gianni Vattimo sul Manifesto: "Ben al di là dell'insofferenza per Bush e i suoi accoliti, non sarebbe ora di scoprire, anche sul piano culturale, che la sinistra o è anti-americana (meglio sarebbe dire altermondialista) o non è ?"
Ma quale scoprire, filosofo da due soldi. Qui è da mo' che lo si dice, e ci si sente rispondere che non sarebbe vero. Non so nulla di filosofia, ma certo è davvero debole un pensiero per il quale uno si riconosce e si fa portabandiera di una identità riconoscendola in base alla propria opposizione a qualcuno, sic et simpliciter, sempre e comunque. E' il velo dell'ipocrisia che si squarcia, per chi dietro questo velo si è ammantato di una bandiera della pace e orgogliosamente ci marcia, ma solo quando fa chic e seguendo la stella cometa che lo stesso Vattimo conferma: l'antiamericanismo. Non c'è populismo, non c'è terzomondismo, non c'è solidarietà, non c'è pacifismo, non c'è impegno illuminato, non c'è aiuto a chi ha bisogno. C'è solo mero, nudo, esplicito antiamericanismo. E c'è da preferire il Vattimo che ne va orgoglioso e se ne vanta in pubblico, piuttosto che coloro che lo sanno bene ma fanno finta che non sia così. Ragazzi, fatevene una ragione: se siete di sinistra e non vi sentite antiamericani siete una microminoranza, e il vostro posto NON E' tra gli ipocriti arcobaleno. Secondo uno che vi rappresenta da anni e scrive su uno dei tazebao della vostra cultura, semplicemente non avete capito un cazzo. Non so, se vi va rifletteteci durante la prossima manifestazione, e cominciate a chiedervi che ci fate circondati da gente che la pensa come Gianni Vattimo.
sabato, 17 luglio 2004
Quando c'era lui ...
Dice che bisogna andare in giro a cercare di aprire i proprio orizzonti. Dice che dobbiamo avere dubbi e non certezze. Dice che essere contro Bush non significa essere contro l'America.
Si va bene, l'apertura mentale è d'obbligo. Bush ha fatto i suoi errori, questo è vero. E dobbiamo cercare sempre di ascoltare tutte le campane. Ma cosa c'è in giro ? Ad esempio, uno dei guru della sinistra antiamericana blogghettara italiana. Ogni volta che parla di America, dà addosso a Bush. Ragazzi, da quattro anni TUTTO ma dico TUTTO quello che ha combinato l'attuale amministrazione è disastroso. Solo per fare un esempio (ma ce ne sarebbe uno a settimana), qualcuno mette in giro la voce che la Casa Bianca stia studiando l'approccio ad un eventuale attentato sotto elezioni ? Lui ci spiega che è un modo per annullare le elezioni. Poi la Rice dichiara che mai la casa Bianca ha avuto intenzione di prendere in considerazione l'ipotesi di rinviare la consultazione del 2 novembre, ma di questo non trovate certo traccia sullo Sherlock Holmes dal template tutto bianco (mi ricorda Andreotti che sosteneva di avere la coscienza immacolata, e qualcuno diceva che fosse vero perchè non l'aveva mai usata). Naturalmente liberare qualche decina di milioni di persone da un paio di dittature è stata una tragedia ed un errore, e ovviamente prima Afghanistan e Iraq nulla avevano a che fare con i terroristi (anzi, ma quali terroristi ... "criminali comuni", li ha chiamati: quelli sgozzano, bombardano, dirottano, massacrano, ma lui li chiama "criminali comuni". Dal che, se tanto mi dà tanto, si deduce che ad un semplice e dilettantesco serial killer darebbe la medaglia d'oro della repubblica al valor militare, la croce di Malta, la legion d'onore e pure il telegatto con diretta su rai1 condotta da Daniele Piombi). Insomma, è tutto sbagliato gli è tutto da rifare. Non si sa come, dopo 4 anni di disastro Bush, l'America stia ancora in piedi, dichiari nei sondaggi che almeno metà degli aventi diritto al voto riconfermerebbero Bush, l'economia corra e traini il resto del mondo, si stiano creando nuovi posti di lavoro: il tutto dopo un evento come l'11 settembre che avrebbe ammazzato definitivamente qualsiasi altro paese. Mistero: a sentire lui, quello è un posto dove prosperano i neonazisti.
Povera America, ma mica è sempre andata così: la colpa è di Bush, solo di Bush, tutta di Bush, sempre di Bush, nient'altro che di Bush. Quando c'era Clinton andava tutto bene, altro che Dabbliù il guerrafondaio e pure Kerry che gli va dietro. Clinton, ci viene spiegato, leggeva. "Bill è sempre stato un secchione che legge tutto e si prepara a fondo prima di parlare e decidere". Ah, quando c'era lui. Bene. Quindi erano ponderate e corrette le sue parole quando definiva l'Iraq una "outlaw nation", collegata ad un "unholy axis of terrorists, drug traffickers and organized international criminals". E aveva letto molto quando si chiedeva cosa sarebbe successo se Saddam "fails to comply, and we fail to act, or we take some ambiguous third route which gives him yet more opportunities to develop his program of weapons of mass destruction and continue to press for the release of the sanctions and continue to ignore the solemn commitments that he made? Well, he will conclude that the international community has lost its will. He will then conclude that he can go right on and do more to rebuild an arsenal of devastating destruction." Perchè poi, il secchione che legge a fondo sosteneva che "If we fail to respond today, Saddam and all those who would follow in his footsteps will be emboldened tomorrow". E concludeva con una solenne garanzia, per la quale tutti lo rimpiangiamo: "Some day, some way, I guarantee you, he'll use the arsenal."
Ah, però.
Era forse in preda ad un delirio di onnipotenza che obnubila la mente di chiunque si sieda nello studio ovale (chissà cosa avviene a chi ci si inginocchiava sotto un tavolo, lì dentro) ? Manco per niente. Anche il 22 giugno di quest'anno, Clinton (chissà se ha smesso di documentarsi o è ancora un "secchione": a sentire cosa si dice della sua monumentale biografia si direbbe che è diventato un po' raffazzonato ... sarà colpa di Bush, tanto è sempre tutto colpa di Bush) diceva in un'intervista alla BBC: "When President Bush asked for authority for the Senate to use force if Saddam didn’t cooperate with the U.N., I strongly supported that. My only difference and.. and.. I adopted, in ’98, after we kicked the inspectors out, a policy of regime change. I thought, well, we’re never going to be ever to do any consistent business with this guy. That’s different from invading him. You know, I said we ought to support the opposition elements and just keep working until we get a new leader". "So, I didn’t have any profound difference with the policy until it was decided to invade Iraq before the U.N. Weapons Inspection process was finished…". "What I am saying is I believe that we should have led the - I would have supported the invasion of Iraq, whether or not we’d had U.N. opposition, if the U.N. inspectors had finished their job and Han Blix had said they won’t cooperate."
Clinton, una posizione illuminata sull'Iraq. Mica come quel fregnone di Bush. Meno male che ci sono i blog di sinistra italiana che ci aiutano a capire le sue profonde differenze con la fetecchia Bush. Che, tanto per capirsi, starà su altri quattro anni, sono pronto a scommettere.